Supply Chain: le nuove competenze per affrontare il cambiamento
Le imprese italiane ripensano la logistica e cercano nuovi profili per guidare la trasformazione tecnologica della supply chain
Negli ultimi anni, il commercio globale ha subito una trasformazione profonda: i modelli basati su efficienza e delocalizzazione stanno lasciando spazio a catene di fornitura più corte, regionali e diversificate. Sempre più aziende cercano fornitori alternativi, spostano la produzione vicino ai mercati finali (nearshoring) o la riportano in patria (reshoring). Secondo un recente studio, oltre il 70% delle aziende europee ha già rivisto o sta rivedendo la propria strategia di approvvigionamento: nel 2024, gli investimenti in reshoring sono saliti dal 21% al 38%, segnando un chiaro cambio di paradigma.
Nel contesto di un’economia globale in continua evoluzione, anche il tessuto industriale italiano è chiamato a un ripensamento profondo dei modelli logistici. L'urgenza è duplice: da un lato garantire continuità ed efficienza nei flussi di approvvigionamento, dall’altro rispondere alle normative in materia di sostenibilità e transizione green.
In quest’ottica, il 60% delle aziende logistiche italiane prevede di investire in tecnologie come WMS (Warehouse Management System) e TMS (Transportation Management System), sistemi software complementari che migliorano la gestione della catena di approvvigionamento. Insieme a questi, si aggiungono i sistemi GPS avanzati per il tracciamento, sensori IoT per la manutenzione predittiva e blockchain per la tracciabilità.
Per rispondere in modo strutturato a questo scenario, diventa fondamentale l’inserimento di nuove figure professionali dotate di competenze aggiornate. Secondo l’Osservatorio di Hunters Group, società specializzata nella ricerca e selezione di personale qualificato, è in aumento la domanda di profili capaci di coniugare tecnologia e visione strategica, con skill evolute in ambiti quali l’analisi dei dati e la gestione di supply chain complesse.
In particolare, le figure più richieste sono:
- Digital Supply Chain Manager: è il professionista responsabile della progettazione, implementazione e gestione di soluzioni digitali che ottimizzano l'intera catena di approvvigionamento, dalla pianificazione alla distribuzione finale. Il suo obiettivo è migliorare l’efficienza dei processi logistici attraverso l’integrazione di tecnologie avanzate come IoT, AI e strumenti data-driven;
- Supply Chain Risk Analyst: analizza la supply chain per individuare potenziali punti deboli, come interruzioni nella fornitura, problemi di qualità, ritardi nella distribuzione. Inoltre, determina la probabilità e l'impatto di ogni rischio identificato, utilizzando metodi analitici e dati storici, sviluppa piani di mitigazione e risposte per affrontare i rischi, come diversificazione delle fonti di approvvigionamento, creazione di scorte di sicurezza o miglioramento delle procedure di trasporto, per garantire la continuità del flusso di beni e servizi;
- Logistics Data Analyst: analizza i dati logistici per identificare tendenze, migliorare i processi e ottimizzare le catene di approvvigionamento, prendere decisioni informate su trasporti, inventario e altri aspetti logistici di un'azienda, identifica le inefficienze nei processi logistici e consiglia soluzioni per ottimizzarli, come il miglioramento dei percorsi, la riduzione dei costi o il miglioramento della gestione dell'inventario.
Alla luce di un commercio globale che si sta ridefinendo, le imprese che sapranno adattarsi con investimenti tecnologici, nuove competenze e strategie logistiche flessibili saranno pronte ad affrontare questi cambiamenti, ponendo la logistica come un elemento chiave per la competitività delle imprese.

