Il risk management nella supply chain - Cips Risk Index
Per questo approfondimento si ringrazia Valter Ceccarini, Business Partner di ProcOut
Negli ultimi due decenni si è iniziato a comprendere nelle aziende, specie in quelle più grandi che gestiscono progetti/prodotti complessi, l’importanza del concetto di valutazione del Rischio di varia natura e provenienza e della sua gestione, nasce così il Risk Management.
Le aziende si sono quindi organizzate per gestire e ridurre il rischio, non solo nell’ambito del suo sviluppo tecnologico-industriale, ma anche in quello dello sviluppo competitivo. In particolare hanno sviluppato dei processi di Procurement per garantire la valutazione dei rischi della Supply Chain, in un “early-stage” del Ciclo di Vita del processo stesso.
In sintesi, le attività riguardano:
- Risk Identification & Registration
- Risk Understanding & Investigation
- Risk Mitigation
- Risk Monitoring
Per raccogliere e gestire la grande massa di dati e informazioni necessarie, vengono utilizzati sia tools interni all’azienda, che 3rd Party Tools, in particolare per quanto attiene il “Financial Assessment” e il “Compliance & Ethical Assessment”.
L’esperienza ha dimostrato che conoscere e comprendere la “Supplier Financial Position”, insieme ad una prima valutazione di “Etica del Business”, permettono di fare un assessment preliminare molto efficace sui fornitori da integrare nel business aziendale, in termini di Rischi, Comprensione, Potere e Valore e per poterli definire “Fit for Business”.
IL CIPS RISK INDEX
La globalizzazione, la complessità dei Mercati e la sempre maggiore esigenza di trovare efficienza da parte delle aziende, verso nuovi Mercati di fornitura, ha aumentato la rischiosità della Supply Chain e per aiutare i CPO in questa delicatissima attività di valutazione dei Rischi, CIPS ( Chartered Institure for Procurement & Supply) ha sviluppato insieme a Dun & Bradstreet (un importante operatore internazionale in materia di “Financial Assessment”) il “CIPS Risk Index” (CRI) .
Tale Indice attribuisce un valore alle pressioni agenti sulle filiere di fornitura per ogni regione Geografica del Globo. Con esso quindi i CPO possono capire l’esposizione al Rischio della loro catena di approvvigionamento, e quindi:
- Definire gli scenari relativi ai key-suppliers
- Verificare l’efficacia dei Contingency Plans
- Supportare la negoziazione dei contratti per il trasferimento dei Rischi
- Definire i fattori che possono impattare sulla stabilità finanziaria dei principali fornitori, della loro Supply Chain
- Supportare l’efficacia della Supplier Relationship Management
Le valutazioni vengono eseguite da D&B in 132 Paesi, che determinano 90+% dell’attività economica globale, considerando 9 categorie monitorate su base mensile, che tengono conto di situazione politica, socioeconomica, Sicurezza, Leggi e Normative afferenti il Business nei vari Paesi.
CRI Categories
- Short-Term economic outlook
- Long-Term economic potential
- Market potential
- Fx Risk
- Transfer Risk
- Business Environment quality
- Business continuity
- Insecurity/civil disorder Risk
- Expropriation/Nazionalisation Risk
Tali fattori contribuiscono al Supply Chain Risk attraverso ogni regione del Mondo, pesando ogni score in accordo al contributo del Paese all’export Globale (Fig.1).

Fig.1 Country Risk Rating
I ratings sono suddivisi in 7 fasce, da DB1 (lowest Risk) a DB7 (highest Risk), e gli scores raggiunti forniscono una valutazione comparativa dei “Cross Border Risks”. A ciascuna regione viene data poi una indicazione globale del rischio con uno score da 0 a 100.
I valori individuali dei singoli Paesi vengono poi aggregati per calcolare il “Global Supply Risk score” (GRI) .
Dal 2014 CIPS e D&B pubblicano trimestralmente il “CIPS Risk Index – Quarterly Report”, che evidenzia gli score per ogni regione geografica, nonché il GRI (Global Supply Risk score). Il Report mette in risalto inoltre, per le varie aree geografiche le variazioni ottenute rispetto ai precedenti scores e le motivazioni analizzate, relativamente a fattori socioeconomici, commerciali e di business continuity che contribuiscono a fornire il rischio catena in tutto il mondo.
In fig.2 è rappresentato uno stralcio dall’ultimo Report pubblicato (Q3-2017)

Fig.2 Extract from the Q3 2017

