Annunciati 600 mln di investimenti per il rinnovo delle flotte commerciali
In Italia, le politiche di incentivazione per il rinnovo delle flotte nel settore dell'autotrasporto hanno assunto un ruolo centrale nel dibattito politico ed economico, soprattutto alla luce delle sfide legate alla transizione ecologica e alla competitività delle imprese.
Non è un mistero che gli obiettivi di decarbonizzazione fissati dal Green Deal siano molto lontani dal panorama nazionale attuale, composto da flotte obsolete (dati recenti parlano di circa un 40% di mezzi ante Euro 4) e da una limitata capacità di investimento da parte soprattutto della galassia di piccoli players su cui poggia la nostra Supply Chain.
I dati di vendita
Nel 2025, il mercato italiano dei veicoli commerciali leggeri (fino a 3,5 tonnellate) ha mostrato una flessione significativa, con un calo del 15,2% nel primo trimestre rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, totalizzando 47.724 immatricolazioni contro le 56.295 del 2024.
Secondo i dati più recenti disponibili, relativi a marzo 2025, la ripartizione delle immatricolazioni dei veicoli commerciali per tipo di alimentazione è la seguente:
- Diesel: 81,1%
- Benzina: 4,1%
- GPL: 2,0%
- Metano: 0,1%
- Ibridi: 9,2%
- Plug-in Hybrid (PHEV): 0,4%
- Elettrici puri (BEV): 3,2%
È importante notare che i veicoli alimentati a gas naturale liquefatto (GNL) non sono inclusi in queste statistiche, a causa di un numero trascurabile di immatricolazioni in questo segmento.
Non va meglio per quanto riguarda i mezzi pesanti, con una flessione del 7,35% nel primo quadrimestre rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Le immatricolazioni sono passate da 10.173 unità nel 2024 a 9.425 unità nel 2025.
Nel mese di marzo 2025, i veicoli pesanti sopra le 16 tonnellate hanno registrato una contrazione del 17,7%, passando da 2.283 a 1.880 immatricolazioni rispetto allo stesso mese dell'anno precedente.
Secondo le previsioni dell'UNRAE, il 2025 potrebbe chiudersi con una pesante contrazione del 16,5% nel comparto dei veicoli industriali, a causa delle incertezze macroeconomiche e del perdurante peggioramento dello scenario di mercato.
In questo contesto, le associazioni di categoria sottolineano l'urgenza di interventi strutturali per stimolare la domanda interna e sostenere il settore, in particolare attraverso l'introduzione di incentivi mirati e il potenziamento delle infrastrutture.
Incentivi 2024: una misura attesa ma rapidamente esaurita
Nel 2024, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) ha stanziato 25 milioni di euro per incentivare l'acquisto di veicoli ecologici e tecnologicamente avanzati.
Le imprese di autotrasporto merci, iscritte al Registro Elettronico Nazionale (REN) e all'Albo degli autotrasportatori, potevano beneficiare di contributi per:
- Acquisto di veicoli a trazione alternativa (ibridi, elettrici, CNG, LNG) con contributi variabili da 4.000 a 24.000 euro, più 1.000 euro in caso di rottamazione contestuale di un mezzo obsoleto.
- Acquisto di veicoli diesel Euro 6 step E, solo con contestuale rottamazione di automezzi commerciali vecchi pari o superiori a 7 tonnellate, con contributi da 7.000 a 14.000 euro.
- Acquisto di veicoli commerciali leggeri Euro 6 step E ed Euro 6 E, con massa complessiva a pieno carico pari o superiore a 3,5 tonnellate fino a 7 tonnellate, con contestuale rottamazione, per un contributo di 3.000 euro.
- Acquisto di rimorchi e semirimorchi adibiti al trasporto combinato ferroviario o marittimo.
Tuttavia, l'entusiasmo per queste misure è stato smorzato dalla rapidità con cui i fondi sono stati esauriti.
Durante il "click day" del 16 dicembre 2024, le risorse disponibili sono state completamente assegnate in appena 4 secondi, lasciando molte imprese, soprattutto piccole e medie, escluse dagli incentivi. Questo ha evidenziato una domanda superiore all'offerta e ha sollevato critiche sulla sufficienza delle risorse stanziate.
Le associazioni di categoria, come Confartigianato Trasporti, hanno espresso preoccupazione per l'insufficienza dei fondi e per la modalità di assegnazione degli stessi.
Secondo Confartigianato, le piccole e medie imprese sono pronte a investire nella decarbonizzazione e nel rinnovo del parco veicolare, ma senza fondi adeguati e modalità di accesso più eque, la transizione rischia di rimanere una chimera.
Allo studio un piano da 600 milioni di euro
In risposta alle critiche, il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha annunciato l'intenzione di incrementare le risorse annuali destinate all'autotrasporto. Durante un intervento al Senato il 3 aprile 2025, Salvini ha dichiarato l'impegno per una misura straordinaria di circa 600 milioni di euro per il rinnovo del parco veicolare, improntata al principio della neutralità tecnologica. Inoltre, è in valutazione l'introduzione di un tax credit per l'acquisto di biocarburanti da parte delle imprese di autotrasporto.
Queste dichiarazioni rappresentano un passo significativo verso il sostegno al settore, ma le imprese attendono azioni concrete e dettagliate. La rapidità con cui i fondi precedenti sono stati esauriti sottolinea la necessità di un piano strutturato e sostenibile nel tempo.
Il settore dell'autotrasporto in Italia si trova in una fase cruciale, con la necessità di modernizzare le flotte per rispondere alle sfide ambientali e di mercato.
Le misure adottate finora, seppur positive, si sono rivelate insufficienti rispetto alla domanda.
Le promesse del governo di aumentare gli stanziamenti sono un segnale incoraggiante, ma sarà fondamentale che queste si traducano in interventi concreti, con procedure di accesso più eque e risorse adeguate, per permettere alle imprese, soprattutto alle PMI, di essere protagoniste nella transizione verso un trasporto più sostenibile.

