Soluzioni ad alta densità per incrementare la capacità di magazzino
Una delle problematiche che più frequentemente le aziende si trovano a dover affrontare nella gestione del proprio magazzino è la carenza di spazio per lo stoccaggio dei prodotti. Quando i volumi aumentano, il primo tentativo potrebbe essere lo sfruttamento più intenso delle attrezzature e degli spazi già disponibili. Tuttavia, questo approccio, pur essendo certamente efficace nel breve termine in quanto a basso costo e rapidamente implementabile, si rivela spesso a lungo andare insostenibile. Infatti, un’eccessiva saturazione del magazzino superiore a livelli considerati “sani” comporta una serie di inefficienze operative: maggiore difficoltà nel reperire i prodotti, percorsi più lunghi per raggiungere le aree disponibili, aumento del traffico interno e frequenti situazioni di congestione. Tutto ciò si traduce in un peggioramento complessivo del livello di servizio, con tempi di consegna più lunghi, un incremento degli errori e una riduzione dell'affidabilità complessiva del sistema logistico.
È a questo punto che le aziende decidono di affrontare il problema in modo più radicale con soluzioni di più ampi orizzonti, cercando di ampliare gli spazi disponibili con espansioni degli edifici esistenti, con l’acquisizione di nuovi magazzini o con la realizzazione green-field di un nuovo magazzino con superficie idonea a soddisfare i nuovi fabbisogni aziendali e destinato a sostituire il magazzino esistente.
Tutte queste soluzioni, seppur valide, presentano numerose complessità operative, logistiche e organizzative:
- l’ampliamento di una struttura esistente, sia attraverso estensioni “in sito” sia mediante magazzini “satellite”, porta frequentemente a inefficienze. Tra queste, la necessità di navettaggi interni o esterni, la gestione di fasi transitorie e di cantiere complesse – soprattutto quando è necessario garantire la continuità operativa e la presenza di vincoli legati al magazzino esistente difficilmente modificabili se non con investimenti significativi.
- la costruzione di un nuovo magazzino è sicuramente, una volta completata, la soluzione migliore per efficienza e rispondenza ai requisiti del business, soprattutto se realizzata a seguito di un accurato e meticoloso studio preliminare. Tuttavia, non sempre le aziende dispongono di capitale sufficiente ad investimenti immobiliari di tale portata o riescono a identificare terreni con le caratteristiche di cui hanno bisogno sia dal punto di vista della superficie complessiva, sia dal punto di vista della posizione geografica. Inoltre, il processo necessario per la realizzazione di un nuovo magazzino richiede tempi molto lunghi, anche di diversi anni, ed è spesso incompatibile con le esigenze aziendali.
In questi casi, la strada migliore può essere l’adozione di tecnologie di stoccaggio alternative in grado di sfruttare in modo più intenso gli spazi già esistenti. Oggigiorno il mercato offre molteplici soluzioni tecnologiche che si differenziano sotto i seguenti punti di vista:
- Tipologia di unità di carico gestita: soluzioni per prodotti pallettizzati, dunque voluminosi e soluzioni per prodotti di piccole dimensioni, cioè minuterie.
- Livello di avanzamento tecnologico: soluzioni tradizionali e soluzioni automatiche
- Livello di selettività della soluzione
Capacità nominale vs capacità reale: l’importanza della selettività nello stoccaggio
È in particolar modo dietro quest’ultimo punto che si nascondono le maggiori insidie in quanto, frequentemente, si tende a confondere la capacità nominale di una soluzione di stoccaggio con la sua capacità reale, cioè netta.
Si pensi ad una soluzione di stoccaggio a catasta di prodotti pallettizzati: di primo acchito si potrebbe pensare che la soluzione ideale sia realizzare cataste il più profonde e capienti possibili, così da ridurre al minimo il numero di corridoi e, di conseguenza, la superficie “persa”, ovvero non destinata direttamente allo stoccaggio.
Tuttavia, questo approccio non tiene conto delle esigenze di movimentazione dei prodotti. Come può un magazzino funzionare in modo efficiente se per avere accesso ad un pallet di uno specifico prodotto occorre movimentare decine di unità di carico collocate davanti a esso?
Pertanto, in un progetto ben realizzato occorre sempre verificare l’applicabilità di una soluzione a bassa selettività esaminando i dati di giacenza inventariale e tenendo ben presenti eventuali esigenze di tracciabilità dei lotti o di rispetto di logiche gestionali come il FIFO (First-In, First-Out) o il FEFO (First-Expired, First-Out).
Il seguente grafico, tratto da un reale progetto di magazzino sviluppato da Simco mostra il confronto tra la densità di stoccaggio nominale e reale di un’area di stoccaggio a catasta al variare della profondità dei canali:

Dall’analisi dei dati è risultato che la profondità di stoccaggio ideale risultava essere uguale a 8 UdC, e che l’adozione di canali di profondità maggiore poteva addirittura costituire un peggioramento della reale capacità del magazzino.
Soluzioni tecnologiche per l’aumento della densità di stoccaggio
La seguente tabella riporta le soluzioni tecnologiche utilizzate più comunemente per aumentare la densità di stoccaggio:

Alcune di queste soluzioni garantiscono densità di stoccaggio più elevate grazie alla possibilità di sfruttare maggiormente l’altezza (es. carrelli commissionatori o traslo-elevatori), altre fanno ricorso ad una minore selettività per ridurre gli spazi di transito e accesso (es. Autostore o scaffalature compattabili) mentre altre ancora combinano entrambe queste leve (es. Magazzini automatici con shuttle 2D).
Questa vasta gamma di opzioni può però trasformarsi rapidamente in un vero e proprio rompicapo per le aziende, chiamate a individuare la soluzione più adatta alle proprie esigenze. Non esiste infatti una risposta valida in assoluto: ogni tecnologia presenta vantaggi e limiti, e la sua efficacia dipende da numerosi fattori specifici, sia tecnici che operativi.
Trovare la soluzione organizzativa e tecnologica ideale per aumentare la densità di stoccaggio è sempre possibile. Tuttavia, ciò richiede un’analisi accurata dei requisiti e un progetto ben strutturato. Affidarsi a un professionista competente e imparziale, capace di adottare un approccio metodico e su misura, modellato sulle reali esigenze del cliente e privo di soluzioni preconfezionate, rappresenta un investimento strategico e mai un semplice costo.

