E-grocery: il picking nel supermercato
Quando si parla di e-grocery ci si riferisce alla spesa online di prodotti alimentari, intesa come alternativa alla spesa al supermercato.
Rispetto alla spesa effettuata dal cliente nel punto vendita, questa configurazione di e-commerce aggiunge però ben due processi logistici da gestire, che nel commercio offline sono invece svolte dal cliente stesso.
- Il picking: mentre nella spesa al supermercato è il cliente che si muove tra gli scaffali con il proprio carrello, identifica i prodotti desiderati e li preleva, nell’e-grocery un operatore deve effettuare queste attività al suo posto per poter evadere l’ordine.
- La consegna: mentre nella spesa offline è sempre il cliente stesso che, una volta pagato alle casse, porta le buste della spesa all’automobile (o al mezzo preferito) e poi alla propria abitazione, nell’e-grocery anche la fase di consegna è demandata all’operatore.
Il picking, attività logistica già tipicamente molto complessa e costosa, assume connotazioni ancora più critiche in questo contesto in cui, da un lato, il carrello è tipicamente composto da un numero elevato di articoli e di pezzi, e, dall’altro, alcuni prodotti hanno necessità di gestione particolari (si pensi ai freschi o ai surgelati).
Il picking, e quindi l’allestimento, degli ordini online, è talvolta effettuato in infrastrutture dedicate (i cosiddetti dark store), che consentono di gestire l’e-commerce in modo completamente separato rispetto ai punti vendita tradizionali. Queste strutture, non essendo aperte al pubblico, possono essere organizzate specificamente per rendere più efficienti le attività di prelievo e preparazione degli ordini, riducendo i tempi di percorrenza degli operatori e facilitando la gestione delle diverse categorie di prodotto.
Altre volte, specialmente nelle fasi iniziali dell’iniziativa online o nelle zone in cui la domanda non è ritenuta sufficientemente elevata da giustificare un investimento in un’infrastruttura dedicata, alcuni operatori preferiscono optare per il picking all’interno dei supermercati aperti al pubblico. Questa opzione presenta tuttavia una serie di svantaggi.
- La presenza di clienti “offline”, con i loro carrelli, può rappresentare un notevole elemento di rallentamento per i picker che devono effettuare i prelievi; allo stesso modo, la presenza dei picker può costituire un elemento di disturbo per l’esperienza di shopping dei clienti “tradizionali”.
- I clienti online possono incorrere in stock-out: anche se gli articoli sono disponibili al momento dell’acquisto, possono nel frattempo essere acquistati dai clienti “offline” prima che il giro di picking associato all’ordine sia iniziato.
- Il giro di picking in un supermercato ha importanti limiti di efficienza legati alla tipica logica espositiva dei punti vendita, che è strutturata proprio con l’obiettivo di portare il cliente a visitare quanti più scaffali, e corridoi, possibili.
L’area dedicata “nel retro”
Una possibile soluzione per ridurre alcuni degli svantaggi del picking effettuato direttamente tra gli scaffali del punto vendita consiste nella creazione, nel retro del supermercato, di un’area dedicata ai prodotti maggiormente richiesti sul canale online. Tali prodotti possono essere prelevati direttamente da quest’area durante la preparazione degli ordini, mentre per gli altri il picking continua a essere effettuato dagli scaffali del punto vendita.
Si configura così una soluzione intermedia tra il tradizionale picking in-store e il ricorso a un’infrastruttura completamente dedicata, come un dark store, che consente di sfruttare il punto vendita esistente introducendo al tempo stesso un’area specificamente organizzata per rendere più efficiente le attività di picking.
Questa soluzione presenta diversi vantaggi rispetto all’allestimento tradizionale nel punto vendita:
- Minori tempi di percorrenza: da un lato, i picker possono muoversi più velocemente nell’area nel retro, poiché non sono presenti clienti offline che creano congestione nei corridoi; dall’altro, i prodotti possono essere disposti sugli scaffali secondo una logica volta a ottimizzare il picking, anziché secondo le logiche espositive tipiche del supermercato.
- Minori tempi di prelievo dei prodotti: nell’area nel retro non sono presenti clienti che possono ostacolare le operazioni di prelievo.
- Minori tempi di gestione degli stock-out: nell’area nel retro, i prodotti destinati agli ordini online non possono essere prelevati dai clienti offline, riducendo così il rischio che l’ultima unità disponibile di un articolo già ordinato online venga acquistata nel punto vendita.
Questa soluzione è quindi la panacea di tutti i problemi del picking per l’e-grocery? Ovviamente no. Da un punto di vista dell’efficienza del picking, l’infrastruttura dedicata resta l’opzione decisamente vincente. È però un’alternativa che può essere presa in considerazione in quei contesti in cui la creazione di un dark store non è contemplata, o come soluzione temporanea che consenta di supportare l’aumento della domanda di ordini online, nell’attesa di una transizione verso un modello basato su strutture dedicate.
In questo senso, l’area dedicata nel retro può rappresentare un compromesso tra la necessità di migliorare l’efficienza del picking e quella di contenere gli investimenti, accompagnando la crescita del canale online fino a quando i volumi non rendano conveniente il passaggio a un’infrastruttura dedicata.
