Network distributivo: importanza di livello di servizio ed efficienza
Per abbattere i costi legati alla distribuzione fisica delle merci – dove il solo trasporto incide per il 50% – è bene gestire la logistica considerando tutti gli attori coinvolti.
"I manager sono sul punto di effettuare un grande passo in avanti nel capire come il successo delle imprese industriali dipenda dall'interazione tra i flussi di informazioni, di materiali, di capitali, di persone e di attrezzature. Il modo in cui questi cinque sistemi di flussi sono connessi per amplificarsi l'uno con l'altro generando cambiamenti e fluttuazioni sarà la base per anticipare gli effetti di decisioni, politiche, forme organizzative e scelte di investimento".
Con queste parole Forrester, già nel '58 sulla Harvard Business Review, introdusse una nuova teoria di gestione aziendale, con particolare riferimento alle attività distributive, che riconosceva la natura integrata delle relazioni tra gli attori coinvolti (fornitori, funzioni aziendali e clienti).
Sottolineando poi, in un altro articolo, che "Saranno evidenti i vantaggi goduti dai manager che per primi miglioreranno la comprensione delle interrelazioni tra le differenti funzioni della propria organizzazione e tra l'organizzazione, il suo mercato e l'economia nazionale".
Appare chiaro come già allora i Guru della logistica identificassero le tematiche chiave e i principali fattori associati al moderno Supply Chain Management (SCM).
Logistica che deriva dalla parola greca logistikos, che significa calcolatore - razionale, identifica in maniera immediata il significato moderno della distribuzione fisica, ossia un'attività basata sulla razionalità, sulla logica, sull'analisi dei dati, dei KPI e sull'applicazione di modelli (anche di ottimizzazione matematica).
Lo scopo della logistica sta quindi nella capacità di garantire, attraverso processi aziendali efficienti ed efficaci, la consegna dei prodotti ordinati, nella giusta quantità e nei tempi concordati (perfect order) ottimizzando al contempo i costi. Di conseguenza, i principali parametri di valutazione del network distributivo di una impresa sono:
- la disponibilità del prodotto,
- l'accuratezza della preparazione dell'ordine,
- la gestione dei tempi di preparazione e di trasporto (lead time),
- l'efficienza dei processi (il Total Landed Cost della distribuzione)
La tendenza
Oggi, con l'avvento della globalizzazione e della net economy, il successo della logistica si basa sulla possibilità di stabilire un maggiore livello di integrazione tra l'azienda e i diversi soggetti coinvolti nella catena produttiva "estesa" (External Supply Chain). Si assiste così ad un progressivo orientamento verso soluzioni "snelle" per quanto riguarda processi produttivi e distributivi sempre più specializzati, e verso forme di accordi sempre più ampi con i fornitori (di prodotti e servizi).
Per una corretta progettazione, o riorganizzazione, del Network distributivo si deve partire, oltre che da una puntuale definizione del livello di servizio, da una precisa mappatura dei flussi identificando numero, funzioni e ruolo dei nodi logistici e delle principali sorgenti e destinazioni delle merci. Affianco alla quantificazione dei flussi (in logistica gli aspetti fisici e pondo/volumetrici sono ovviamente importantissimi) devono essere quantificati anche i costi di housing (stoccaggio), handling (movimentazione e preparazione ordini), scorte (costi finanziari e quelli connessi al possesso dei beni), amministrazione e trasporti (primari e secondari).
Il trasporto merci ricopre oggi un ruolo molto più importante rispetto al passato, non limitandosi più al semplice trasferimento di beni da un luogo ad un altro, è diventato parte integrante del processo di produzione del valore, soprattutto grazie agli svariati servizi aggiuntivi che offrono i provider. Per questo la capacità di gestire in modo adeguato i flussi delle merci si deve fondare su un sistema di mobilità efficiente ed in grado di spostare i prodotti (e i servizi ad essi associati) in maniera veloce, puntuale, sicura ed economica.
Le sfide del futuro
Quali saranno quindi le sfide del futuro:
- Sempre più collaborazione
La collaborazione tra aziende ottimizza e rende lean il flusso di materiali e informazioni, elimina attività a basso valore aggiunto e riduce gli errori. La collaboration specie nella gestione delle scorte e dei trasporti, in definitiva, diminuisce i costi creando economie di scala, migliora i KPI tipici della logistica rendendo più competitivi tutti i soggetti coinvolti. L'innovazione dei processi e i sw ci aiuteranno a costruire supply chain che "parlano". - Sempre più ricorso all'outsourcing
I network globali sempre più estesi e sempre più flessibili saranno necessariamente "sorretti" dai provider logistici che, attraverso la loro struttura, le loro competenze e un panel di servizi sempre più completo, diventeranno dei veri e propri "fattori abilitanti". Sarà perciò necessario saper governare i rapporti con le 3PL costruendo partnership basate su SLA (Service Level Agreement) dettagliati e condivisi. - Sempre più innovazione nei processi logistici
La richiesta di velocità e accuratezza di allestimento degli ordini creerà fantasia! La necessità stimolerà l'innovazione dei Manager della logistica che, attraverso l'utilizzo sapiente del miglioramento continuo, dell'investimento in automazione (dell'handling e delle informazioni) e del coinvolgimento positivo dei propri collaboratori, dovranno ottenere risultati che ad oggi reputano utopie. - Sempre più trasporti verdi
No, non sarà una presa di coscienza della necessità di ridare un ruolo centrale all'ambiente ... sarà una mera necessità! La distribuzione nelle città sarà sempre più difficile (zone ZTL, etc.), le politiche europee riguardo le emissioni saranno sempre più stringenti, il prezzo del carburante tornerà a salire, la sensibilità del consumatore finale premierà le aziende green... tutto spingerà verso un trasporto verde e sostenibile. Ma il vero driver del cambiamento sarà la convenienza economica: emettere meno CO2 vuol dire consumare meno carburante, percorrere meno chilometri e quindi in definitiva spendere meno.

