Alla ricerca della distribuzione fisica ottimale
"Accendo il mio computer, entro nel motore di ricerca, digito la marca delle mie scarpe favorite, individuo il modello, il colore, la taglia, vedo che è un buon prezzo, clicco sull'icona acquista e il gioco è fatto!". In pochi secondi è possibile effettuare in tutta comodità e da qualsiasi dispositivo un acquisto online.
Dopo aver comperato l'acquirente non vede l'ora che arrivi il suo pacco entro le 24-48 ore promesse. Un periodo di tempo che per un normale consumatore, chiaramente abituato allo stile di vendita dei punti vendita classici, può sembrare un eternità ma che per un logistico sono una sfida contro il tempo per restare competitivi sul mercato!!! Da quel "clic" prende il via un complesso processo logistico, che necessità di un'adeguata distribuzione fisica per mantenere la promessa di acquisto, cioè far pervenire il pacco all'indirizzo dell'acquirente nei tempi stabiliti.
In un mondo logistico abituato al metodo di vendita tradizionale (fabbrica→grossista→PdV o canale delle GDO) tutto ciò ha chiaramente stravolto il modo di lavorare, andando a mettere in forte discussione il modello distributivo ormai consolidato. In questo contesto è di fondamentale importanza restare al passo con i tempi riorganizzando il modello distributivo aziendale. Per fare ciò esistono alcune leve sulle quali agire:
- progettazione dell'assetto distributivo
- definizione del trasporto merci primario e secondario
- progettazione delle scorte
- progettazione dei magazzini di proprietà
- utilizzo dell'outsourcing
PROGETTAZIONE DELL'ASSETTO DISTRIBUTIVO
Il progetto dell'assetto distributivo è sicuramente il primo passo da effettuare in questi casi. Si ridiscute il modello attuale attraverso un'attenta analisi dei dati e utilizzando sofisticati modelli simulativi. L'obiettivo è quello di trovare il numero, la dimensione, la localizzazione e la tipologia (di conservazione o di transito) dei vari depositi allo scopo di ottenere il livello di servizio prefissato al minor costo possibile. La definizione del numero e della localizzazione dei magazzini è condizionata da diversi elementi tra i quali il costo logistico totale, le strategie del livello di servizio prefissato, il valore dei prodotti gestiti, la domanda e la scelta strategica di dare in outsourcing o meno alcune attività.
Per poter studiare un corretto assetto distributivo bisogna seguire una serie di driver progettuali come la distanza dalle sorgenti, la distanza dagli assorbimenti, i livelli di scorta complessivi, le caratteristiche dei magazzini esistenti (dimensioni, tipologia della tecnologia impiegata ecc.), la presenza di infrastrutture di trasporto, il costo dell'area, i costi dei trasporti in/out, il costo della manodopera, le agevolazioni o le restrizioni fiscali di quel determinato paese, le condizioni meteo e la qualità della vita. Un buon progetto deve seguire dei passi ben definiti che si possono riassumere nella figura seguente.

Per la realizzazione di questo studio servono competenze specifiche nel campo della simulazione, capacità di analisi dati, conoscenza del mercato (trasporti, immobiliare e manodopera) e strumenti software evoluti per poter svolgere la simulazione.
DEFINIZIONE DEL TRASPORTO MERCI PRIMARIO E SECONDARIO
All'interno della rete distributiva si utilizzano svariate tipologie di trasporto. Ad esempio, per i rifornimenti dal magazzino di fabbrica al deposito centrale oppure dal deposito centrale al deposito periferico e poi al transit point, si utilizza la modalità di trasporto primario. Questa è essenzialmente un trasporto da punto a punto dove il camion, principalmente a carico completo saturato per peso o per volume, parte dal punto A per arrivare al punto B con tempi fissi (carico/scarico, controlli e attese) trascurabili rispetto a quelli di viaggio.
Differente è il caso della distribuzione locale, dove le tratte sono relativamente brevi, come ad esempio dal deposito periferico/transit point ai punti di vendita tradizionali oppure dal deposito centrale ai punti di vendita a libero servizio, in questo caso si parla di trasporto secondario. Il mezzo qui effettua più scarichi durante un unico viaggio e il volume della consegna non raggiunge mai la saturazione del camion. Per poter definire il servizio di trasporto è importante sapere cosa trasportare, quando trasportare e quali esigenze ha il cliente (interno o esterno). È quindi necessaria un'attenta analisi delle caratteristiche dei materiali e delle esigenze di chi spedisce e di chi riceve.
Una volta mappati tutti i flussi si deve decidere quali viaggi effettuare in conto proprio e quali invece acquistare da operatori qualificati. Per questi ultimi è necessario avviare una procedura di scelta tra le varie possibilità proposte dal mercato, definendo il tipo di relazione che si intende instaurare. In questa fase è importante avere una buona conoscenza dell'offerta dei servizi di trasporto, definire il numero e la dimensione dei fornitori per i trasporti primari e secondari, definire la tariffa e i servizi accessori richiesti. Inoltre, è importante definire in maniera chiara il rapporto con questi fornitori, formulando dei contratti scritti che regolino tutti gli aspetti del servizio offerto (livelli di servizio, premi e penali ecc.).
PROGETTAZIONE DELLE SCORTE
Le scorte hanno un costo per l'azienda dovuto al mantenimento; infatti le scorte immobilizzano parte del capitale, occupano spazio, necessitano di un'assicurazione, portano ad avere inevitabilmente una scorta morta e generano costi di gestione non trascurabili (contabilità, sistema informatico e inventario su tutti). Inoltre, le scorte determinano costi aggiuntivi, definiti sommersi, difficilmente quantificabili perché determinati da inefficienze tecniche, organizzative e gestionali.
E' necessaria, quindi, una attenta progettazione delle scorte al fine di trovare il giusto trade-off tra costi di mantenimento e stock-out. Per garantire livelli di servizio elevati è necessario che in ogni nodo della rete distributiva sia posizionato il quantitativo di stock corretto per "assorbire" le "volatilità e inaffidabilità" a monte o a valle di ciascun nodo.
Questo processo deve essere dinamico, revisionato con una frequenza che dipende dalle caratteristiche del prodotto e da quelle del mercato di riferimento. Si tratta quindi di modellizzare la relazione che intercorre tra il livello di servizio, le caratteristiche della rete distributiva, le caratteristiche della domanda, le caratteristiche della fornitura, le scorte stesse e l'assortimento di magazzino. Servono quindi al progettista competenze specifiche nel campo della gestione delle scorte, capacità di analisi dati e strumenti software specifici per permettere una gestione continuativa del problema.
PROGETTAZIONE DEI MAGAZZINI DI PROPRIETÀ
Nel caso in cui i magazzini siano di proprietà, o comunque direttamente gestiti dall'azienda, è necessario svolgere un iter progettuale che permetta di avere magazzini adatti alla rete distributiva ideata. Un buon progetto di magazzino si divide principalmente in tre step:
- Audit: serve per capire se il magazzino è ancora adeguato alla rete distributiva, se è possibile ottenere dei miglioramenti e in quale "segmento" attivarsi.
- Studio di Fattibilità: serve per individuare, fra le possibili soluzioni tecnico-economiche, quella da realizzare in relazione a costi di intervento, costi di esercizio, all'impegno del personale e ai tempi di realizzazione.
- Progetto Esecutivo e Project Management: serve per realizzare la soluzione prescelta e prevede il progetto di dettaglio (fisico e organizzativo), il controllo del cantiere (tempi e costi), la formazione del personale, il caricamento, l'avviamento e il collaudo dell'impianto, ed infine il monitoraggio e la misurazione dei risultati.
Per realizzare un buon studio servono competenze specifiche nel campo della progettazione dei magazzini, capacità di analisi dati, conoscenza del mercato in termini di attrezzature logistiche (scaffalature, carrelli, attrezzature, material handling) e strumenti software specifici per la gestione operativa (WMS).
UTILIZZO DELL'OUTSOURCING
L'outsourcing è una scelta strategica attraverso la quale le imprese affidano ad una realtà esterna la gestione di funzioni/attività interne. Si concretizza in una revisione organizzativa e dei processi operativi con l'obiettivo di ottenere un miglioramento del risultato globale. Nella buona progettazione di una rete distributiva questo fenomeno avviene spesso per le attività di trasporto, spesso affidate completamente a società esterne, e per l'handling di magazzino tramite l'utilizzo di cooperative. Differente è il caso in cui anche il magazzino stesso è oggetto di outsourcing.
Tra i maggiori vantaggi dell'outsourcing possiamo ricordare la certezza e la trasparenza dei costi a fronte di un servizio misurato, la loro variabilizzazione, la riduzione del capitale di rischio, l'avere strutture dimensionate su volumi di attività più contenuti e stabili, la riduzione dei costi operativi grazie alle sinergie che il fornitore di servizi può ottenere, l'aumento della flessibilità operativa, la focalizzazione della gestione sulle attività strategiche e la misurazione delle prestazioni e monitoraggio continuo delle attività (a garanzia degli impegni contrattuali).
Tra i principali svantaggi invece figurano sicuramente la perdita di know-how specialistico, la difficoltà di differenziazione rispetto ai concorrenti, la perdita di controllo e asimmetrie informative, la difficile reversibilità verso altro partner nel breve periodo, la possibile perdita di riservatezza, la rigidità delle clausole contrattuali con conseguente difficoltà nel gestire l'eventuale evoluzione del servizio e l'aumento dell'attività di controllo con i suoi relativi costi.
Conclusioni
In conclusione, la progettazione ottimale della distribuzione fisica è una fase complessa, dove si ricerca l'ottimo globale analizzando parallelamente magazzini, trasporti e scorte. Per ottenere questo obbiettivo, è di fondamentale importanza avere chiari tutti i dati progettuali, avere competenze specifiche e utilizzare gli strumenti adeguati per poter svolgere al meglio questo iter progettuale.

