Sicurezza delle scaffalature in magazzino, cosa indica l'approfondimento INAIL 2026 su ruoli, controlli e documentazione
La sicurezza delle scaffalature in magazzino dipende anche dalla gestione dopo l’installazione: figure incaricate, controlli programmati, regole per chi lavora quotidianamente in magazzino e un archivio che dia conto di tutto questo. Questa è la chiave di lettura del documento "Scaffalature porta pallet – Scelta, uso e manutenzione: approfondimenti tematici", pubblicato da INAIL a giugno 2026 insieme ad ANIMA-AISEM.
Il documento è organizzato in domande e risposte su nove aree tematiche, dalla legislazione alla documentazione, e raccoglie i dubbi di chi progetta, gestisce, manutiene e controlla le scaffalature, RSPP e responsabili di magazzino compresi. Prosegue e approfondisce la guida tecnica pubblicata nel 2024 con indicazioni su chi debba agire, con quale cadenza e con quale traccia scritta.
Marcatura CE e norme tecniche di riferimento per le scaffalature portapallet
In linea generale, le scaffalature porta pallet statiche non motorizzate non sono soggette a marcatura CE: per questa tipologia di prodotto non esiste infatti una specifica normativa europea che ne preveda la marcatura. Esistono tuttavia configurazioni particolari nelle quali possono applicarsi discipline europee specifiche: quando la scaffalatura è parte integrante di un magazzino automatico, l’insieme rientra nella disciplina delle macchine e nella relativa marcatura CE. Quando invece la struttura sostiene la copertura o le pareti esterne del magazzino, come nel caso di un magazzino autoportante verticale, entra in gioco la disciplina dei prodotti da costruzione.
Per le scaffalature statiche che non rientrano nell’ambito della marcatura CE, il riferimento tecnico è costituito dalle norme UNI e UNI EN applicabili. Pur non essendo, in quanto tali, disposizioni legislative cogenti, rappresentano i principali riferimenti tecnici per la progettazione, l'utilizzo e la manutenzione delle scaffalature. La loro applicazione dimostra l’impegno dell’azienda all’impiego delle attrezzature secondo lo stato dell’arte.
Figure professionali e compiti nella gestione delle scaffalature
La gestione della sicurezza delle scaffalature coinvolge diverse figure professionali, ciascuna con compiti e responsabilità definiti lungo l'intero ciclo di vita dell'impianto. La tabella seguente ne offre una sintesi d'insieme, che i paragrafi successivi approfondiscono nel dettaglio.

Il PRSES, Person Responsible for Storage Equipment Safety, è una figura prevista dalla UNI EN 15635 ed è il coordinatore e responsabile della sicurezza per le attrezzature di stoccaggio. Le competenze tecniche del PRSES devono essere commisurate alla complessità del magazzino e comprendere la conoscenza delle scaffalature installate, delle attività che vi si svolgono e dei rischi associati alla movimentazione delle merci. Nelle aziende con più sedi o con lavoro su più turni la gestione deve risultare efficace in ogni sito e in ogni fascia oraria, con un passaggio di informazioni adeguato tra i referenti.
Il tecnico competente che esegue l’ispezione tecnica annuale, la UNI EN 15635 non ne definisce nel dettaglio i requisiti. INAIL rimanda alla UNI 11636: le competenze richieste sono quelle dell’esperto validatore, che deve saper valutare danni e anomalie, conformità complessiva della scaffalatura, modifiche avvenute nel tempo e correttezza di documenti e registrazioni. Le aziende dispongono così di un criterio più chiaro per scegliere chi affianca il PRSES nelle verifiche annuali.
Per chi conduce i carrelli l’abilitazione è un requisito di partenza. Ogni magazzino ha però configurazioni e procedure proprie, e il documento indica la necessità di un addestramento su modalità di movimentazione, carico e scarico, limiti delle scaffalature, portate, configurazioni autorizzate, circolazione nelle corsie e segnalazione di urti o danni. È compito dell’azienda trasmettere queste regole e verificare che vengano rispettate ogni giorno.
Riconfigurazione, verifica sismica e validazione d'uso degli impianti esistenti
Durante l’esercizio, può emergere la necessità di variare la configurazione di una scaffalatura rispetto a quella prevista in fase di progetto. La riconfigurazione, per esempio con la modifica dei livelli di carico, incide su portata e sicurezza operativa, e per questo va valutata e autorizzata dal fornitore originario della scaffalatura o da un esperto validatore prima di essere eseguita.
Dal punto di vista sismico, la conformità del progetto iniziale è riferita alle condizioni per le quali è stato verificato: sito di installazione, prestazioni richieste alla struttura, configurazione e portate di progetto, modalità di utilizzo e di manutenzione previste. Finché queste condizioni restano invariate, i requisiti di sicurezza si mantengono, mentre in presenza di modifiche la conformità iniziale non risulterà più valida. Negli impianti esistenti possono, ad esempio, intervenire: ampliamenti, riconfigurazioni, aumenti di altezza, variazioni di unità di carico o sostituzioni con componenti diversi rispetto agli originali, che alterano i calcoli strutturali previsti dal progetto originario.
INAIL invita a verificare la disponibilità dei documenti di progetto, delle relazioni di calcolo e delle informazioni sulle azioni sismiche considerate. Se questi elementi mancano, o se l’impianto ha subito modifiche, è necessaria una nuova validazione d’uso che vada a comprovare l’idoneità dell’impianto alle condizioni di esercizio attuali. La verifica sismica va quindi riesaminata in presenza di modifiche strutturali, cambiamenti operativi o carenze documentali.
Documentazione tecnica e registri per la tracciabilità degli interventi
Il tema che attraversa tutti gli approfondimenti è la tracciabilità. Ispezioni, manutenzioni, formazione e riconfigurazioni devono lasciare registrazioni sufficienti a ricostruire la storia tecnica dell’impianto. Tra i documenti più rilevanti rientrano manuale d’uso e manutenzione, cartelli di portata, verbali e registri di ispezioni e danni, atti degli interventi, autorizzazioni alle modifiche ed evidenze della formazione del personale.
La motivazione è che nei magazzini capita spesso di non riuscire a reperire informazioni complete e aggiornate, soprattutto dopo modifiche o avvicendamenti dei referenti. Ogni attività deve quindi poter essere ricostruita in termini di data, esecutore, esito ed eventuali azioni correttive. La documentazione garantisce continuità alla gestione e sostiene i controlli e le valutazioni tecniche necessarie in caso di modifiche, ispezioni o incidenti dimostrando come l’impianto è stato gestito nel tempo.
Dalla conformità iniziale alla gestione continuativa
Il documento INAIL non introduce nuove disposizioni normative. Fornisce chiarimenti operativi su come applicare le norme tecniche e su come gestire la sicurezza delle scaffalature nell’attività quotidiana. La conformità di un impianto, stabilita in fase di installazione, si mantiene solo se nel tempo restano sotto controllo utilizzo, manutenzione, verifiche periodiche, formazione degli operatori e documentazione. Per le aziende è l’occasione per accertare lo stato effettivo del proprio magazzino, individuare eventuali criticità e strutturare una gestione delle scaffalature più efficace, sicura e documentata.
Il supporto di Di Massa
In Di Massa seguiamo con attenzione gli aggiornamenti normativi e tecnici in materia di sicurezza delle scaffalature, integrandoli tempestivamente nelle nostre attività. Affianchiamo le aziende nelle ispezioni tecniche annuali, nella formazione delle figure PRSES e nella validazione d'uso degli impianti esistenti, per garantire una gestione delle scaffalature conforme e documentata nel tempo.
Fonte: INAIL – Scaffalature porta pallet. Scelta, uso e manutenzione: approfondimenti tematici, Collana Salute e Sicurezza, 2026. La presente pubblicazione è distribuita gratuitamente. Ne è vietata la vendita e la riproduzione, anche parziale, con qualsiasi mezzo. È consentita esclusivamente la citazione con l’indicazione della fonte.
