Lean Logistics e Industry 4.0
Filosofia di produzione lean
Il concetto di filosofia Lean e di industria 4.0 nascono grazie al lavoro dell'ingegniere Taiichi Ohno, impiegato Toyota.
La casa automobilistica ha dato i natali, tra il 1950 e il 1960, ad un nuovo modo di intendere, non solo la logistica ma anche l'organizzazione aziendale nel suo insieme, come qualcosa di snello (in inglese Lean), teso ad evitare tutti i costi inutili e gli sprechi.
La Toyota, però, non ha inventato nulla, poichè il concetto di abbattimento dei costi e riduzione degli sprechi si riscontra già nella logica Pull e in quella Just in Time. Taiichi Ohno ha però rielaborato questi concetti, adattandoli ad un discorso di industria 4.0, ovvero alla cosiddetta quarta rivoluzione industriale.
Parlando di sprechi, prima degli anni 50, si andava ad intendere, principalmente, l'insieme di materie prime scartate e prodotti fallati.
La filosofia Lean aggiunge altri due elementi essenziali, ovvero i tempi morti di trasporto e le giacenze di magazzino inutilizzate.
La produzione di massa e la Lean production.
La logica lean si presenta come qualcosa che sta agli opposti dell'idea di produzione sviluppata dal pensiero fordista.
Negli Stati Uniti la Ford Motor Company suggeriva, per l'abbattimento dei costi e dei prezzi, una produzione si massa ad opera di operai e macchine iperspecializzati nel veloce meccanismo dell'auto montaggio.
La filosofia Lean, invece, si basa su una produzione mirata, Just in time, appunto, e sul valore del soggetto lavoratore.
La scelta di operai poliedrici rende il modello di Toyota più flessibile nel cambio di produzione da un prodotto all'altro, andando a ridurre, quindi, i tempi morti.
L'Europa, ed in particolare l'Italia, ha fatto propria questa filosofia nello sviluppo del modello industry 4.0, specialmente nel settore automobilistico.
La Lean Logistic
Anche il sistema logistico ha, ovviamente, risentito dell'influsso del modello Toyota.
La lean logistic si basa essenzialmente su uno stoccaggio corretto, giusto, opportuno e necessario: i pezzi necessari, nelle quantità corrette, al momento giusto e nel luogo opportuno.
La logica conseguenza di questo approccio Lean sarà l'ottimizzazione dello spazio e la riduzione dei costi di movimento.
Il primo passo per una logistica che segue il modello Lean è la programmazione delle attività di controllo e manutenzione. I tempo morti e la stanzialità generano perdite in termini di mancato guadagno.
La programmazione è altrettanto centrale perché permette di snellire i processi e ridurre gli sprechi.
E' essenziale definire una programmazione negli approvvigionamenti di materie prime da parte dei fornitori: è preferibile favorire consegne cadenzate con quantitativi variabili rispetto ad uniche consegne, questo ottimizzerà il saving.
La lean logistic deve gestire un magazzino estremamente variabile ed, in questo ambito, l'uso di bar-code identificativi garantirà informazioni sempre aggiornate e corrette. Non a caso si parla quindi di Industry 4.0, perché in quest'ottica, i nuovi dispositivi tecnologici giocano un ruolo essenziale.
La politica delle scorte, infine, dovrà essere assolutamente programmata insieme al reparto produzione, di modo tale da riuscire ad ottimizzare lo spazio disponibile e garantire l'efficienza delle lean logistics.
Valutazioni finali sulla logistica snella
La lean logistic può contribuire fino anche al 30% all'abbattimento dei costi di produzione, ma, per fare questo si devono avere ben chiari, ovviamente, i margini di miglioramento.
E' anche vero che la lean logistic per essere effettivamente un'utile risorsa per le aziende deve, forzatamente, essere affiancata ad una mentalità aziendale snella.
Concludendo, la quarta rivoluzione industriale può trovare effettivamente forza nella filosofia aziendale lean laddove le aziende riescano a strutturarsi con uomini e risorse versatili ed efficienti.

