Di quale gruppo (cluster) fai parte?
Programmatori e acquisitori conoscono, per loro attività giornaliera, le differenti criticità degli articoli e fornitori a loro assegnati.
Un modo di agire corretto dovrebbe consigliare politiche di programmazione e acquisti differenti per ogni articolo e fornitore in accordo alle loro particolarità.
La gestione di centinaia a volte migliaia di articoli suggerisce la necessità di raccogliere gli articoli in gruppi che presentano caratteristiche omogenee. Si riducono in questo modo le molteplici differenze presenti in poche variabili di rilievo critico che si ritengono essenziali per definire le politiche di programmazione e ordinazione.
Nella gestione delle scorte i determinanti più usati per rimarcare la differenziazione sono il valore unitario e totale del prodotto, definito con l’analisi ABC, la variabilità dei consumi calcolata con il coefficiente di variazione e il grado d’incertezza presente nell’approvvigionamento dei materiali definito dalla lunghezza del lead time e dall’esito del vendor rating.
Possiamo così costruire matrici mediante combinazione dei fattori critici e ottenere gruppi di prodotto con caratteristiche simili su cui applicare uguali metodi di gestione.
Anche l’approccio ai fornitori richiede criteri di scelta: i fornitori non sono tutti uguali. L’ampiezza e profondità delle procedure di audit, i metodi di rilievo del vendor rating e la definizione della relativa classe di merito assegnata al fornitore dipendono da fattori come il contributo tecnologico apportato dal fornitore allo sviluppo del prodotto o l’intensità della collaborazione fra cliente e fornitore.
I criteri di raggruppamento dei fornitori, i cosiddetti purchasing portfolio model, dividono i fornitori secondo criteri tecnici e relazionali complessi consentendo di applicare metodi di controllo e gestioni omogenee e coerenti con le caratteristiche tecnologiche, relazionali o dimensionali dei fornitori.
