Logistica “as a service”
Il nuovo modo di concepire le attività di distribuzione e delivery
Il concetto di “As a Service” (AaS) è derivato dal linguaggio della programmazione e dello sviluppo software, ed in particolare è nato dopo l’avvento del cloud computing per indicare un modello di business secondo il quale le aziende avrebbero potuto evitare di acquistare licenze di software di terze parti, limitandosi a “noleggiarne” l’utilizzo.
La “mobility as a service”: vocazione tecnologica ed ecologica
Il concetto si è presto diffuso al di fuori dell’ambito IT, e, dato per noi di particolare pertinenza, si è molto ben sposato con le esigenze emergenti in ambito di mobilità cittadina: sostituire il concetto di possesso del proprio personale mezzo di trasporto con quello di una mobilità condivisa, concepita come l’acquisto del solo servizio di cui si necessita di volta in volta, e non del mezzo atto ad effettuare il trasporto.
Una nuova filosofia che, a dire il vero, sta riscontrando effettive difficoltà nell’attecchire attraverso le radicate abitudini sociali secondo le quali il possesso dell’auto rappresenta uno status symbol di difficile superamento, ma che, come detto, ben si sposa con le esigenze di mobilità emerse soprattutto negli ambiti urbani, dove la congestione del traffico, i livelli di inquinamento e gli impegni presi a livello politico in merito alla decarbonizzazione impongono il concepimento di nuove prospettive nel definire un modello di business e nuove formule di erogazione del servizio di trasporto stesso.
La promessa è quella di una maggiore agilità, di un servizio più efficiente e personalizzabile e di un minor costo complessivo per le proprie esigenze di trasporto.
Il tutto in prospettiva dovrebbe essere veicolato all’utenza attraverso l’utilizzo di una tecnologia multicanale che promette di poter pianificare i propri spostamenti attraverso l’utilizzo di un’unica applicazione attraverso la quale si dovrebbe poter scegliere il veicolo più idoneo a seconda dello spostamento da compiere, passando con agilità da aerei e treni ad auto (taxi, NCC, car sharing o varie forme di noleggio più o meno condivise) autobus, tram, scooter, biciclette, monopattini e quant’altro (motoscafi e trasporti marittimi, motoslitte, funivie ed impianti di risalita, non ci sono limiti… chi più ne ha più ne metta!!!).
Sembra fantascienza ma già in primavera sono stati promossi dei bandi ed erogati dei finanziamenti dal governo attraverso lo sviluppo di un progetto specifico sviluppato dal Dipartimento per la Trasformazione Digitale.
In Lombardia esiste ed è già attivo un sistema di Car Sharing Elettrico (E-VAI) che promette di essere presto integrato con il sistema ferroviario lombardo, consentendo all’utenza di viaggiare in tutta la regione combinando l’utilizzo del treno a quello di altri servizi più o meno pubblici.
Logistica as a service
L’evoluzione del concetto della Mobilità intesa come servizio approda naturalmente ai cicli di approvvigionamento, derivando in quello di Logistica As a Service. L’interpretazione attecchisce facilmente grazie alle crescenti esigenze emerse in ambito distributivo, conseguite alla deflagrazione del modello E-Commerce.
Il termine definisce un concetto di logistica nel quale, in estrema sintesi, la gestione digitale dei cicli di Supply Chain viene affidata in gestione a terze parti.
Per poter eseguire agevolmente questa operazione è necessario che tutte le informazioni digitali relative al flusso delle referenze da distribuire sia disponibile in cloud, e reso consultabile e fruibile da remoto attraverso un qualsiasi dispositivo connesso alla rete.
Le logistiche più evolute già dispongono di tecnologie e di big data relativi al proprio flusso in grado di fotografare end-to-end l’intero ciclo, dalla produzione alla distribuzione al cliente. Lo step da affrontare è quello di mettere le proprie informazioni nella disponibilità dei propri partner attraverso l’utilizzo del club computing.
Per conseguire lo scopo è necessaria una perfetta comunicazione tra le parti ed un coordinamento impeccabile tra le attività di intralogistica ed i fornitori di servizi di trasporto, con una simultanea circolazione delle informazioni relative al flusso che abbia caratteristiche di tempestività oltre che di esaustività.
Il fine di questo data sharing è quello di consentire anche alle terze parti partner di poter implementare dinamiche di contiuous improovement ed una pianificazione più efficace, oltre ad oliare percorsi di informatizzazione e di robotizzazione dell’attività anche a questi livelli della catena.
Lo scopo finale è il raggiungimento di una migliore efficienza attraverso il contenimento dei costi e lo sviluppo di servizi Just in Case e Just in Time, maggiormente flessibili e scalabili, in grado di assecondare maggiormente le variabilità del mercato (per stagionalità, per dinamiche di servizio e per possibilità di ottimizzazione praticabili).
Il futuro delle operazioni di trasporto e delivery
La logistica urbana sta affrontando un passaggio di fondamentale importanza: fino ad oggi l’intero sistema era fondato su un modello di tipo push basato sulle scelte dei produttori e degli operatori di logistica, mentre adesso il mercato, sulla spinta della domanda, richiede un modello di tipo pull totalmente orientato alle esigenze del cliente.
Per rimanere competitivi, i fornitori di servizi logistici debbono quindi sviluppare sistemi più flessibili ed efficienti.
L’elemento alla base della rivoluzione in questo senso è la possibilità di efficientamento conseguente alla condivisione di infrastrutture, mezzi, dati, informazioni e competenze.
L’ambito di esercizio dovrebbe in prospettiva raggruppare operatori logistici, ma anche enti locali, i clienti, gli operatori commerciali ed i singoli cittadini fruitori dei servizi.
L’esperienza logistica e distributiva non può più prescindere dall’assorbire i concetti di E-Commerce od demand, di Sharing Economy, di interconnessione dei sistemi e di Cloud Computing.
La progressiva “Uberizzazione” dei servizi di distribuzione pare un’evoluzione ormai ineludibile per un servizio considerato sempre più di primaria importanza anche al livello della fruizione, che fino a ieri era totalmente avulso dalle necessità di distribuzione conseguenti alla fruizione dei prodotti dei quali tutti siamo più o meno consapevolmente consumatori.
La condivisione tra vari operatori degli spazi di magazzino è ormai una realtà diffusa, così come vanno imponendosi modelli di Crowd Sourced Delivery nei quali le consegne vengono affidate a collaboratori attualmente “occasionali”.
Gli operatori del settore non possono ignorare la crescente necessità di robotizzazione delle operazioni di intralogistica e l’evoluzione tecnologica dei vettori atti al trasporto di merci e persone, considerato in questa ridefinizione priorità di carattere ecologico ma anche puramente logistico, al fine di sviluppare per il futuro degli ambiti urbani una rete di trasporti che sia interconnessa e condivisa ad ogni livello.
Una società che concepisce la logistica come un servizio, e, nella fattispecie, come un servizio condiviso, può ambire ad integrare i propri sitemi di trasporto per veicolare cose e persone, in modo da ottimizzare capienza e traffico generato da ogni veicolo circolante raggiungendo livelli di efficienza fino ad oggi inimmaginabili.
La fusione dei concetti di Mobility As a Service, e di Logistics As a Service, e non soltanto la loro sovrapposizione, può comportare nuove possibilità di smaltimento del traffico nelle aree urbane fortemente congestionate, e creare un servizio che, oltre ad essere più agile, scalabile ed economico, possa arrivare a migliorare sensibilmente la qualità della vita nelle grandi città.
