Interporto di Prato: prove tecniche di futuro
Lo scorso luglio, presso l’Interporto della Toscana Centrale sito in Gonfienti, nei pressi di Prato, si è svolto l’evento “Interporto Toscana Centrale 4.0 - Logistica smart, ultimo miglio, I-mobility e 5G”, dove sono stati presentati gli interessantissimi progetti in via di sviluppo sul tema della mobilità sostenibile e della Last Mile Delivery.
Il polo di Prato, snodo strategico fondamentale dell’intero panorama distributivo nazionale, su spinta del presidente Francesco Querci e del neo senior partner per l’innovazione tecnologica e per la I-Mobility Roberto Maldacea è riuscito a coinvolgere una folta pletora di grandi operatori del settore nello sviluppo e nel testing in loco di avveniristici progetti e tecnologie rivoluzionarie sul fronte della logistica, della sicurezza sul lavoro e dei servizi di consegna dell’ultimo miglio.
“Vogliamo confermare il nostro ruolo centrale all’interno della logistica toscana e nazionale andando a completare la scelta già fatta di sviluppare l’intermodalità tradizionale e investendo sui nuovi schemi di sviluppo del settore, sempre più votati all’efficientamento energetico e digitale, anche ai fini di una migliore sostenibilità ambientale” spiega Querci. “L’Interporto della Toscana Centrale punta ad essere protagonista di un percorso di innovazione che possa migliorare l’operatività delle aziende, abbattere le emissioni e garantire servizi sempre più efficienti all’utenza. Seguiamo il solco delle misure tracciate dal Pnrr. Un chiaro esempio riguarda le politiche legate all’ultimo miglio: devono essere sempre più interpretate come il perfetto completamento di una intermodalità circolare che parta dal produttore e arrivi all’utente finale con i minori sprechi e la miglior efficienza possibile”.
Parole che lasciano trasparire l’incombenza di un moto rivoluzionario nella tradizionale modalità di concepimento dei servizi logistici, perlomeno in ambito nazionale, e che fanno presagire uno sviluppo imminente all’insegna della sostenibilità e di una rinnovata coscienza sociale.
Parole che nel corso dell’evento hanno lasciato posto ai fatti, con la presentazione di una quantità ragguardevole di progetti la cui portata innovativa potrebbe molto presto manifestarsi in servizi concreti in grado quantomeno di integrare le attività distributive tradizionalmente intese, esercitando un impatto drastico e percepibile nell’efficientamento delle stesse e nel miglioramento della qualità della vita nelle aree interessate.
Le novità presentate: veicoli a guida autonoma e droni volanti
Diversi i progetti presentati, tutti all’insegna di una svolta “green”, alcuni dei quali talmente avveniristici da rasentare la fantascienza.
Nel prossimo futuro l’interporto si munirà sia di infrastrutture di ultima generazione per la ricarica ultraveloce di mezzi elettrici, attrezzandosi di fatto all’arrivo sul mercato ed alla diffusione sul suolo nazionale di mezzi di questo tipo destinati al trasporto pesante.
Oltre a questo è in via di sviluppo anche un progetto che prevede l’installazione di attrezzature atte al rifornimento di mezzi alimentati ad idrogeno, che da molti sono indicati come il vero futuro ecologico del settore vista la superiore autonomia e la maggiore velocità di ricarica.
Tra le novità più sbalorditive spiccano dei mezzi elettrici per il trasporto interno a guida completamente autonoma, destinati a veicolare persone e merci all’interno della struttura pilotati completamente da intelligenze artificiali.
Certamente però la novità di maggior rilievo è rappresentata dal progetto di utilizzo di droni per il trasporto aereo di merci lungo il corso del fiume Bisenzio. Lo scopo sarebbe quello di trasportare colli fino a 7 Kg di peso in volo lungo il corso del fiume, collegano il polo di Gonfienti a Vaiano, decongestionando quindi la famigerata strada 325, da anni al centro delle polemiche per il traffico esasperante e la quantità di lavori che la riguardano.
La sperimentazione effettuata riguarderà sia tecnicamente strumenti e tecniche di controllo del sorvolo a bassa quota (i droni infatti saranno pilotati manualmente da remoto), ma sarà di fatto il benchmark sul quale profilare l’intera regolamentazione del traffico di questo settore emergente nel nostro paese.
Altre tecnologie presentate degne di essere menzionate sono il vestiario munito di airbag destinato ad aumentare la sicurezza degli operatori della logistica, ed un sistema evoluto di monitoraggio del traffico in grado non solo di censire e tracciare tutti i mezzi presenti nel sito in ogni momento, ma anche di identificarne gli autisti, a dimostrazione dell’attenzione rivolta alla sicurezza di uomini e merci di chi sta programmando la logistica del futuro.
Completa il quadro una flotta di veicoli elettrici allestito e destinato allo svolgimento dei servizi comunali dell’ultimo miglio, a dimostrazione di quanto questi progetti siano il frutto di una collaborazione sinergica tra strutture, aziende produttrici di tecnologie e servizi di mobilità ed istituzioni.
Una logistica sempre più evoluta
Le novità presentate restituiscono una visione della logistica (ma in senso più ampio di tutto il settore della mobilità) moderna, tecnologica ed innovativa.
L’importanza di tutto questo non risiede soltanto nel compiacimento edonistico degli operatori del settore nel vedere evolvere gli strumenti di un lavoro fin troppo ancorato a schemi e mezzi antichi ed obsoleti.
Risiede soprattutto nel fatto che questa evoluzione è mirata ad un potenziamento dei servizi di delivery, ma anche al rispetto e al miglioramento delle condizioni di lavoro, all’innalzamento degli standard di sicurezza per uomini e mezzi, ed all’abbassamento dell’impatto negativo che lo svolgimento delle attività possono avere sull’ambiente e sulla comunità circostante.
Mezzi in grado di non produrre emissioni nocive, traffico più ordinato, sicuro e meno congestionato, attività di movimentazione interna e di delivery a zero emissioni.
Non stiamo sostenendo che da domani i cittadini della Toscana riceveranno i propri ordini online sui balconi attraverso consegne volanti, intendiamoci. Probabilmente i droni non saranno utilizzati per le consegne domiciliari ancora per molto tempo, e più verosimilmente i colli trasportati in volo saranno destinati ad altri centri di distribuzione attrezzati per il loro landing e per il loro utilizzo. Ma questo sistema consentirà la diminuzione dei mezzi destinati al trasporto pesante circolanti e contribuirà allo smaltimento del traffico, migliorando la qualità della vita dei cittadini delle aree interessate e riducendo le emissioni derivanti dal transito nella zona.
Il tracciamento di ogni autista consentirà di garantire l’identità di ciascun vettore, di monitorare i tempi di percorrenza e le prassi di guida contribuendo al miglioramento della sicurezza delle merci trasportate e delle comunità che utilizzano le strade.
Tecnologia ed infrastrutture: la sinergia tra enti pubblici e aziende
Ovviamente questi traguardi sono raggiungibili solo attraverso un potenziamento infrastrutturale impossibile senza la sinergia di imprese ed enti pubblici.
Non a caso la zona di Prato è stata interessata da fitte sperimentazioni sulla tecnologia 5g.
A questi progetti hanno partecipato moltissime aziende quali Tim, Cisco, Navya, Estra, Regis Motors, Susa, Skylotec, Tender e BCargo.
Non è mancato certo l’interesse e la partecipazione delle istituzioni come testimoniano le parole dell’assessore allo sviluppo economico e all’innovazione del Comune di Prato, Benedetta Squittieri: ”La scelta di mettere al centro i processi di innovazione tecnologica nell'ambito della logistica conferma la potenzialità che l'Interporto della Toscana Centrale può giocare per lo sviluppo del nostro territorio e di tutta la regione. Le nuove tecnologie sono fondamentali per lo sviluppo dei sistemi logistici. L'uso dei dati e la loro applicazione tramite le tecnologie emergenti come internet of things, intelligenza artificiale e blockchain, è già oggi al centro dei principali processi industriali. Scelte ecosostenibili, come l'abbattimento delle emissioni, sono necessarie per la lotta ai cambiamenti climatici e per migliorare la vita dei cittadini. Una sfida che Prato e Firenze hanno raccolto, facendo parte delle 100 città che in Europa contribuiranno a accelerare i processi di ‘carbon neutrality’, per questo è fondamentale che Interporto si ponga in questa prospettiva”.

