Connessioni tra Autostrade del mare, Porti e valichi Alpini
Scritto da Giancarlo Bertalero in collaborazione con Piersandro Trevisan e Aldo Molinari
Studiando le origini e destinazione dei flussi di merce che attraversano le Alpi risulta evidente che i porti (in particolare Genova e Trieste) giocano un importante ruolo in quanto punti di sbarco/imbarco di riferimento non solo per l’Italia ma anche per la Svizzera (nel caso di Genova) e per l’Austria, la Germania e il nord Europa (nel caso di Trieste).
Le merci in questi porti arrivano sotto varie forme dal punto di vista del “contenitore”. I terminal sono infatti dedicati al traffico bulk (merce sfusa, senza contenitore, caricata direttamente sulla nave dedicata, etc) oppure al traffico container o anche al traffico Ro-Ro e Ro-Pax. In quest’ultimo caso si tratta di navi che caricano semirimorchi o interi autoarticolati senza o insieme ai normali passeggeri: si parla, in questi casi, di Autostrade del Mare.

Figura 1 - Traghetto veloce “Ephesus Seaways”: lunghezza 237 metri; stazza lorda di circa 55 mila tonnellate;
capacità di trasporto fino a 450 semirimorchi; velocità di navigazione 21 nodi. (Fonte: www.informazionimarittime.com/)
Per Autostrade del Mare si intende infatti un articolato sistema di infrastrutture portuali, di servizi marittimi e di inoltro terrestre in uno stretto coordinamento fra le varie modalità di trasporto.
Le Autostrade del Mare rientrano all’interno della Rete Trans-Europea dei Trasporti (TEN-T) e la loro importanza strategica è stata ribadita dalle Istituzioni comunitarie.
L’Articolo 12 bis della Decisione n. 884 del 29 aprile 2004 del Parlamento Europeo e del Consiglio riporta testualmente: La rete trans-europea delle Autostrade del Mare intende concentrare i flussi di merci su itinerari basati sulla logistica marittima in modo da migliorare i collegamenti marittimi esistenti o stabilirne di nuovi, che siano redditizi, regolari e frequenti, per il trasporto di merci tra Stati membri onde ridurre la congestione stradale e/o migliorare l’accessibilità delle regioni e degli Stati insulari e periferici.
Anche in Italia, per la sua posizione nel Bacino del Mediterraneo, le Autostrade del Mare sono uno snodo intermodale strategico che rientra nel master plan e nelle priorità di investimento del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti Sostenibili.
Le Autostrade del Mare sono una fondamentale risorsa per l’integrazione dei trasporti su scala nazionale e internazionale per la capacità di ottimizzare le performance delle catene logistiche multimodali e di aumentare l’efficienza dei trasporti, che sono le caratteristiche fondamentali per trasferire sul mare o, ancor meglio, sulla combinazione “nave+treno+strada”, spostamenti altrimenti destinati a percorsi interamente stradali.
Le Autostrade del Mare svolgono un ruolo essenziale anche per i collegamenti attraverso le Alpi con il Centro e Nord Europa. Ad esempio il grande successo del Porto di Trieste che ha consentito la creazione di nuovi collegamenti intermodali fra il Centro Europa e Grecia-Turchia è l’esempio più fulgido di complementarietà delle Autostrade del Mare con i trasporti sulle relazioni transalpine, in sinergia con il trasporto ferroviario.
Un esempio di combinazione multimodale “Autostrade del Mare + ferrovia + strada”, riguarda la relazione di traffico Turchia-Germania, attraverso il Porto di Trieste (fig. 1, 2 e 3), evidenziando come il 94% del traffico Ro-Ro di Trieste provenga dalla Turchia e come il 90% di questo abbia destinazione internazionale. Il volume di traffico pari a circa 5,5 milioni di tonnellate annue, costituisce la principale fonte economica per il porto giuliano, coprendo più del 50% della movimentazione commerciale complessiva, petrolio escluso.

Figura 2 - Porto di Trieste, banchina specializzata Ro-Ro, con semirimorchi in banchina. (Fonte: www.samerseaports.com/)
Attraverso il Porto di Trieste passa circa un terzo dell’interscambio commerciale complessivo tra Europa e Turchia, inclusi i flussi regolari di trasporto dei componenti dell’industria automobilistica che da Germania, Francia e Gran Bretagna vengono spediti verso gli stabilimenti di assemblaggio in Turchia.
L’organizzazione di questa pluri-modalità che attua, di fatto, una complessa catena logistica door-to-door, prevede, in particolare, questi segmenti:
- tratta stradale da/per i porti di Pendik (Istanbul), Mersin, Cesme e Ambarli;
- operazioni di sbarco/imbarco nei porti della Turchia;
- trasporto via mare con traghetti veloci (Autostrade del Mare) fino a Trieste;
- utilizzo del Porto di Trieste, porto Franco Nuovo (Riva Traiana), per le operazioni di sbarco/imbarco;
- trasporto via ferrovia da Trieste-Campo Marzio (trasporto combinato con semirimorchi oppure Autostrada Viaggiante) verso la Germania attraverso il valico di Tarvisio;
- terminalizzazione stradale fino alla destinazione finale.

Figura 3 - Relazioni ferroviarie da/per il Porto di Trieste. (Fonte: www.porto.trieste.it/)
Nel Mar Tirreno, fra le numerose relazioni di traffico classificabili come Autostrade del Mare, si segnalano quelle fra Savona e Livorno con i porti di Barcellona e Valencia (Spagna). I relativi servizi cargo hanno un “transit time” mediamente entro le 30 ore per Barcellona e 40 ore per Valencia. Il vantaggio di trasportare le sole unità di carico (semirimorchi) via mare è importante, in quanto sono così evitate:
- percorrenze stradali di 800/1.000 km per Barcellona e 1.200/1.400 km per Valencia;
- perdite di tempo per i transiti al valico di Ventimiglia e a quello franco- spagnolo La Jonquera e in varie tratte congestionate in Liguria e nel Sud della Francia;
- costi dei pedaggi autostradali;
- costi degli autisti.
Le navi utilizzate per questi collegamenti sono per lo più di nuovissima generazione. Si tratta di Ro-Ro hybrid la cui peculiarità è l’utilizzo di carburante fossile durante la navigazione e di energia elettrica durante la sosta in porto, garantendo, pertanto, ‘zero emission in port’ oltre all’adozione di numerose soluzioni tecnologiche altamente innovative che ottimizzano i consumi e le prestazioni della nave.
Le Autostrade del Mare (AdM) si mostrano dunque non solo una valida ed efficiente modalità complementare al trasporto stradale ma anche un sistema in grado di garantire soluzioni logistiche “di riserva” in caso di interruzioni e/o emergenze infrastrutturali nel segmento terrestre. Questo è fondamentale soprattutto per un paese come l’Italia, dotato di numerosi porti e collegamenti marittimi ma fragile dal punto di vista orografico e delle infrastrutture di trasporto terrestre.
La forte crescita dei traffici italiani negli ultimi anni (+5% all’anno), gli investimenti in corso nei principali porti e sull’intermodalità attraverso le Alpi, insieme agli incentivi dedicati (“Mare Bonus”) sono le premesse per proseguire nello sviluppo di questo sistema dei trasporti, attento all’efficienza logistica, all’integrazione modale e alla riduzione dell’impatto ambientale (si calcola fino al 60% di riduzione delle emissioni per i gas serra rispetto al trasporto tuttostrada).
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