Attori della logistica a rischio estinzione nel giro di dieci anni
Alcuni degli attori che partecipano alla catena logistica delle merci sono a rischio estinzione nel giro di un decennio. Su tutti i più a rischio sono quelli che si occupano di spedizioni.
Secondo una report della società Freightos specializzato nella fornitura online di quotazioni per noli marittimi e aerei, la figura degli spedizionieri è quella che più di ogni altra si sta dimostrando poco reattiva di fronte ai cambiamenti imposti dalla tecnologia come dimostra il fatto che il 25% del campione analizzato non è attualmente in grado di fornire a potenziali nuovi clienti proposte di offerte e contatti direttamente tramite appositi moduli online.

Solo Kuehne+Nagel, fra i 20 top player di settore, risulta essere l’unica attrezzata per dare risposta immediata e sul web a una richiesta di quotazione da parte di un cliente interessato a spedire merce. Nigel Fenwick della Forrester Research, coautore della ricerca, ha messo in guardia gli intermediari dei trasporti e della logistica dicendo loro che le aziende che non investono per rimanere al passo coi tempi della tecnologia rischiano di sparire: “La tua azienda è destinata all’estinzione nel giro di 10 anni e, quando tu vedrai avvicinarsi la fine, probabilmente sarà già troppo tardi per cercare di porre rimedio”.
Secondo l’indagine condotta da Freightos fra i primi 20 gruppi spedizionieristici mondiali, 15 hanno un modulo di contatto online e 9 di questi propongono offerte di quotazione per trasporti e spedizioni merci.
Solo tre però, Kuehne+Nagel, Agility e Geodis, hanno un sistema immediato di calcolo dei costi di spedizione per merce parcellizzata (less then container load). Gli autori del report in questione, evidenziando che negli Stati Uniti l’e-commerce pesa ormai per il 9,1% sul totale delle vendite, sottolineano che molte case di spedizione stanno perdendo importanti occasioni di business, in particolare nel trasporto marittimo di merce.
“Progressi più significativi sono stati fatti dal trasporto aereo rispetto a quello via mare” rileva il report, aggiungendo che “3 dei primi 20 spedizionieri (aerei, ndr) sono oggi in grado di offrire online istantaneamente soluzioni e preventivi di trasporto door to door agli utenti finali”. Nonostante negli ultimi anni siano stati fatti importanti passi avanti, l’indagine di Freightos e di Forrester Research rileva come ci sia ancora mola strada da fare da parte dei principali attori della logistica e delle spedizioni.
Il tema è molto sentito anche in Italia e ha tenuto banco in occasione dell’evento “Shipping, Forwarding & Logistics meet Industry” tenutosi recentemente a Milano e durante il quale è emerso chiaramente come digitalizzazione e consolidamento di mercato mettono i medio-piccoli operatori italiani della logistica e dei trasporti di fronte a scelte coraggiose per sopravvivere.
Secondo il pensiero di Riccardo Fuochi, presidente del Propeller Club – Port of Milan, “industria e logistica hanno necessità di fare un’alleanza a 360 gradi, l’uno non può più fare a meno dell’altro. Bisogna far fronte al gigantismo navale, al gigantismo dei marketplace e alle nuove tecnologie che stanno rivoluzionando il comparto della logistica. Prima bastava un magazzino, un camion e qualche persona esperta per proporre servizi logistici, oggi non è più così”.
L’esperto imprenditore della logistica e delle spedizioni ha rilevato come gli smartphone e i tablet abbiano rivoluzionato il modo di fare acquisti e conseguentemente tutto il processo di trasporto e distribuzione dei prodotti. “Le aziende della logistica devono adattarsi a questi nuovi processi” ha rilevato Fuochi, aggiungendo che “il modello ‘usa e getta’ di un provider logistico non funziona più. Bisogna mettere le imprese nella condizione di poter investire per attrezzarsi e offrire servizi di trasporto strutturati e moderni”. Chi non saprà rispondere a queste nuove esigenze, come affermato anche dal direttore della logistica Pirelli, Flavio Colombini, “rischia di finire fuori mercato”.
Sulla stessa lunghezza d’onda anche Betty Schiavoni, presidente di Alsea (Associazione lombarda spedizionieri e autotrasportatori), che senza giri di parole si è rivolta ai rappresentanti del mondo produttivo chiedendo: “Quello fra industria e logistica è solo un rapporto fra cliente e fornitore o può essere un’alleanza ‘win-win’? Il rapporto dev’essere basato solo su aspetti economici o è possibile valorizzare le risorse umane e le tecnologie necessarie? Oggi si pensa solo a rosicchiare sulle tariffe non pensando alle conseguenze di questa situazione. Le nostre aziende hanno bisogno di risorse qualificate. Chi pensa solo a stritolare i propri fornitori è destinato a non crescere”.
La numero uno di Alsea in conclusione ha aggiunto: “È necessaria un’alleanza fra logistica e industria, siamo partner, non avversari. L’obiettivo comune è quello di portare i prodotti italiani all’estero alle migliori condizioni economiche possibili”.

