Logistica GDO: 4 magazzini SILO² ICAM per le referenze a bassa rotazione nel Ce.Di. Megamark
Nel Centro di Distribuzione di Molfetta, Megamark ripensa la gestione delle referenze a bassa rotazione con i magazzini automatici ICAM, riducendo le movimentazioni manuali, recuperando 400 posti picking e liberando spazio per le attività a maggiore rotazione.
In un Centro di Distribuzione della GDO, non tutte le referenze hanno la stessa rotazione. Alcune vengono prelevate continuamente, altre restano nelle proprie ubicazioni per periodi più lunghi. Anche queste ultime, però, richiedono spazio, attività di reintegro, controllo tracciabilità lotti e scadenze, impegnando risorse che potrebbero essere destinate ai prodotti a maggiore rotazione. È uno degli aspetti meno evidenti dell'efficienza logistica: anche la gestione delle referenze meno richieste può incidere sull'organizzazione e sui costi operativi di un Centro di Distribuzione.
È su questo fronte che è intervenuto Megamark, importante realtà della GDO nel Mezzogiorno d'Italia, che ha scelto di riorganizzare il picking delle referenze a bassa rotazione nel proprio Centro di Distribuzione di Molfetta attraverso l'installazione di quattro magazzini verticali automatici SILO² di ICAM. L'intervento ha permesso di concentrare circa 990 referenze, corrispondenti a 24.000 colli, in meno di 93 m², recuperando 400 posti picking precedentemente occupati nelle aree di stoccaggio tradizionali.
Un Centro di Distribuzione dove ogni movimentazione conta
Il Ce.Di. di Molfetta serve una rete di oltre 600 punti vendita fra supermercati e superstore con insegne Dok, Famila, A&O, Sole 365 e Ottimo. Gestisce un assortimento di più di 11.500 referenze tra prodotti alimentari secchi e in particolare non food. Ogni giorno vengono movimentati circa 110.000 colli, con un'organizzazione articolata su due turni, sei giorni alla settimana, e il coinvolgimento di circa 260 operatori.
In una struttura di queste dimensioni, il picking deve convivere con il ricevimento delle merci, lo stoccaggio, il reintegro e la preparazione delle spedizioni. Ogni attività richiede spazio e coordinamento, e anche la gestione delle referenze meno movimentate può incidere sull'efficienza complessiva del Ce.Di.
Prima dell'intervento, una parte di questi prodotti era gestita su scaffalature tradizionali, con postazioni di picking dotate di rulliere nei due livelli inferiori e ubicazioni porta pallet ai livelli superiori. Una configurazione che richiedeva frequenti operazioni di reintegro, impegnando i carrellisti nella movimentazione dei colli dalle ubicazioni di riserva alle postazioni di prelievo.
La scelta di Megamark è stata quella di concentrare le referenze a bassa rotazione in quattro magazzini verticali SILO² ICAM, liberando spazio nelle aree tradizionali e modificando il modo in cui gli operatori accedono ai prodotti. Alti 9 metri, con tre colonne di stoccaggio e due baie affiancate ciascuno, i SILO² sfruttano lo sviluppo verticale per concentrare lo stoccaggio dei colli.

Dalle postazioni di picking tradizionali al prelievo automatizzato
Il cambiamento più evidente riguarda il passaggio da un sistema di picking distribuito su numerose ubicazioni a un modello automatizzato goods-to-person, nel quale è la merce a raggiungere l'operatore.
Con l'installazione dei quattro SILO², Megamark ha eliminato 33 rulliere, recuperando complessivamente 400 posti picking e rendendo disponibili 191,4 m² di superficie per altre esigenze operative. Le ubicazioni liberate possono ora accogliere nuove referenze, consentendo di ampliare l'assortimento del Ce.Di. senza dover ricorrere a ulteriori superfici di stoccaggio.
Ma cosa significa concretamente per chi lavora in magazzino?
Con un magazzino tradizionale con scaffalature fisse, gli operatori dovevano spostarsi tra le corsie per individuare le ubicazioni ed effettuare i prelievi. La presenza di referenze differenti in postazioni adiacenti poteva inoltre favorire errori di identificazione e prelievo.
Con i magazzini verticali SILO², invece, è il sistema automatico a presentare il vassoio richiesto direttamente alla postazione di lavoro. Gli spostamenti si riducono e le operazioni diventano più rapide e precise, con errori di prelievo oggi pressoché azzerati.
Il picking multiordine e il ruolo del software
Il passaggio all'automazione coinvolge anche la preparazione degli ordini.
Nel Ce.Di. di Molfetta, i magazzini verticali SILO² consentono di gestire fino a 15 ordini contemporaneamente, attraverso una logica di picking multiordine che permette di distribuire gli articoli prelevati tra più destinazioni.
Il processo è governato da ICON, il software di gestione dei magazzini ICAM, interfacciato in tempo reale con Linfa, il WMS adottato da Megamark.
A presidiare la correttezza delle operazioni interviene un doppio controllo tramite lettura del codice EAN, effettuato sia in ingresso sia in uscita dai SILO². Una verifica che contribuisce alla corretta identificazione degli articoli e alla tracciabilità dei lotti, fondamentale per rispondere agli obblighi normativi della filiera alimentare.
Le logiche FIFO e FEFO supportano inoltre la corretta rotazione delle scorte, anche in funzione delle scadenze.
C'è poi un ulteriore aspetto, meno evidente ma importante nella gestione quotidiana: i colli rimangono custoditi all'interno dei vassoi fino al momento del prelievo, limitando le manipolazioni e riducendo il rischio di danneggiamenti durante la movimentazione.
L'integrazione tra software, controlli e automazione consente così di rendere più strutturato il processo di picking, mantenendo la tracciabilità delle operazioni e il collegamento con i flussi logistici già presenti nel Centro di Distribuzione.
Il ritmo delle operazioni, oltre il recupero di spazio
L'impianto gestisce mediamente circa 5.000 colli alla settimana, con picchi fino a 8.000. Le movimentazioni dei vassoi raggiungono circa 1.100 cicli giornalieri, con punte fino a 1.500.
Numeri che restituiscono la dimensione operativa dell'intervento: pur essendo dedicati a una parte specifica dell'assortimento, i quattro SILO² sono pienamente inseriti nei flussi quotidiani del Centro di Distribuzione.
L'efficienza nasce anche dalle referenze meno movimentate
L'esperienza di Megamark dimostra che l'automazione di un Centro di Distribuzione non richiede necessariamente una trasformazione dell'intera piattaforma logistica. Può partire dall'analisi dell'assortimento e dall'individuazione delle attività che assorbono risorse in misura non proporzionata ai volumi movimentati.
A Molfetta, intervenire sulle referenze a bassa rotazione ha significato non solo recuperare spazio prezioso, ma anche poter ampliare l'assortimento, ridurre gli errori di prelievo e riallocare personale verso altre attività.
È qui che emerge il valore di un approccio selettivo all'automazione: migliorare la gestione di una parte dell'assortimento può generare benefici che si estendono all'organizzazione complessiva del Centro di Distribuzione.
