Prysm Industries, il labelling collaborativo è più efficiente
Fra le operazioni legate al fine linea nelle imprese, il labelling è una di quelle caratterizzate da maggiore ripetitività e minor valore aggiunto. Ciononostante, è una parte essenziale del processo, dal momento che l’etichetta riporta informazioni essenziali per tracciabilità e la riconoscibilità del prodotto. Pertanto, anche se è una fase del processo meno strategica di altre, in caso di automazione è necessario assicurarle una qualità costante.
I robot collaborativi di Universal Robots sono particolarmente utili ed efficaci nell’automatizzare questa operazione, riuscendo a garantire alle aziende numerosi vantaggi:
- Precisione
- Efficienza e produttività (con un maggior numero di etichette applicate per unità di tempo)
- Migliore gestione della forza lavoro (che può venir di conseguenza applicata su altre fasi processuali più importanti e a maggior valore aggiunto)

Prysm Industries, piccola azienda australiana di 50 persone attiva nel settore della plastica, ha integrato un cobot UR5 nelle sue operazioni di labelling. UR5 è il modello più diffuso fra quelli prodotti da Universal Robots, con un carico al polso di 5kg e uno sbraccio di 850mm per meno di 19 kg di peso, particolarmente flessibile e adatto a moltissimi contesti operativi.
L’operazione di etichettatura, che era stata sempre eseguita da operatori dell’azienda, è stata automatizzata con semplicità grazie al braccio robotico di Universal Robots, in grado di operare senza recinzioni di sicurezza intorno e quindi capace di realizzare un applicazione compatta con un limitato utilizzo del layout.

Le caratteristiche di precisione e accuratezza nei movimenti del cobot UR hanno permesso agli integratori di realizzare un’applicazione in grado di garantire un output di 1 etichetta ogni 6 secondi, replicando e migliorando il processo eseguito manualmente dagli operatori Prysm.
I vantaggi sono stati evidenti. Il primo registrato dall’azienda è stato un risparmio medio giornaliero di 550 USD grazie alla maggiore efficienza e produttività applicata a questa fase.
Gli operatori precedentemente addetti all’etichettatura sono stati dislocati ad altre fasi maggiormente rilevanti della produzione industriale, come ad esempio il controllo qualità sul prodotto.
La somma di questi elementi ha fatto sì che Prysm recuperasse il proprio investimento in meno di 12 mesi.

