L'analisi ABC scorte/fatturato: definizione ed applicazione al mondo retail
Il principio di Pareto
Il principio di Pareto stabilisce come, dato un insieme di fattori F che determinano una certa prestazione P, una minima parte di tali fattori F determina una quota preponderante della prestazione finale F; viceversa, una parte considerevole dei fattori F contribuisce in modo marginale alla prestazione P. Gli esempi di seguito presentati permettono da un lato di chiarire il concetto di base e, dall'altro, di dimostrare la versatilità di questo principio.
Un esempio pratico
Si consideri il traffico telefonico come prestazione P: i numeri telefonici salvati in rubrica possono essere interpretati come i fattori F che determinano il traffico telefonico. Analizzando il totale del traffico mensile, sarebbe evidente come, identificati ii numeri che determinano il maggior volume di traffico, questi da soli generano una quota considerevole del totale traffico mensile. Si può ipotizzare come il 2 % dei numeri determinino, ad esempio, il 30 % del volume totale; il 20 % dei numeri più contattati coprano l'80% del traffico totale mentre una larga parte dei fattori (il rimanete 80%) generino una quota minima del traffico totale.
Analogo ragionamento può essere condotto considerando come prestazione P il reddito e i come fattori F che determina tale prestazione i singoli contribuenti; oppure considerando la prestazione P come il totale tempo trascorso davanti alla tv ed i fattori F i canali televisivi a disposizione. In generale, in ognuno dei tre esempi appare chiaro come:
- pochissimi fattori determinano una quota preponderante di prestazione: questi fattori sono identificati come fattori A;
- un numero mediamente grande di fattori (identificati come B) determinano una quota media di prestazione;
- infine, un numero molto numerosa di fattori (identificati come C) determinano una parte minoritaria della prestazione totale.
Si consideri ora la prestazione P = fatturato ed i fattori F che la determinano siano i 10 articoli in vendita: per poter arrivare alla classificazione di Pareto (ABC) si seguano i seguenti passaggi.
Passo 1. Estrazione dei dati di vendita per un dato periodo, a livello di singolo articolo: si veda tabella 1.

Tabella 1. Totale fatturato per articolo riferito al periodo T.
Passo2. E' necessario quindi ordinare i valori di fatturato in maniera decrescente e calcolare la percentuale di ogni articolo sul totale fatturato. Si veda la tabella 2.

Tabella 2. Articoli ordinati in maniera decrescente in base al valore di fatturato e calcolo %.
Passo 3. Calcolo della percentuale cumulata sul totale fatturato. Ad esempio, i primi due articoli rappresentano cumulativamente il 62 % del totale fatturato (dato dal 39%del primo sommato al 23% del secondo) e cosi via.

Tabella 3. Calcolo della % cumulata
Passo 4. E' ora possibile identificare le classi A , B e C di articoli in base al fatturato.
- Ad esempio, i primi tre articoli sono classificabili come A: da soli rappresentano l'83% del fatturato; in altri termini, il 33% degli articoli (3 su 10) generano l'83% del fatturato;
- gli articoli 1006, 1007 e 1008 (ancora un 33% del portafoglio) sono di classe B e generano un 15% del fatturato;
- i restanti 4 articoli sono classe C: il 40% del portafoglio rappresenta solo il 3,9% del fatturato.

Tabella 4. Classificazione ABC fatturato
Lo stesso procedimento può essere applicato in modo da arrivare a classificare gli stessi 10 articoli sulla base delle classi ABC di giacenza stock a magazzino. E' necessario estrarre il valore (o la quantità nel caso di materiali omogenei tra loro) della merce a magazzino (passo 1), ordinare gli articoli in base allo stock in modo decrescente (passo 2), procedere al calcolo della percentuale cumulata in base al totale valore o quantità stock (passo 3) ed alla classifica ABC in base allo stock (passo 4). Si supponga che il risultato del procedimento appena descritto sia quello riportato in tabella 5.

Tabella 5. Classificazione ABC stock.
Le indicazioni gestionali più interessanti sono ottenibili analizzando gli articoli da un punto di vista di classificazione congiunta ABC fatturato e scorte: ogni articolo avrà quindi una doppia classificazione ABC, come riportato in tabella 6.

Tabella 6. Classificazione ABC fatturato e scorte.
Si trattano ora le implicazioni gestionali della classificazione ABC fatturato/scorte, in particolare nel mondo moda/retail, caratterizzato da una gestione delle vendite su stagione: quale il valore aggiunto della tecnica ABC? Quali gli utilizzi gestionali? Come identificare le informazioni più rilevanti o critiche?
Innanzitutto è doveroso effettuare la seguente distinzione tipica di una gestione delle scorte nel mondo retail: si consideri un portafoglio articoli caratterizzato da entrambe le seguenti casistiche (a seconda che ci si trovi nel primo o nel secondo caso l'applicazione della sopra descritta tecnica ABC sarà differente).
- caso 1: articoli gestiti tramite approvvigionamenti / riordini durante la campagna vendite (ad un primo ordine ad inizio campagna seguono successivi riassortimenti merce durante la campagna stessa);
- caso 2: articoli gestiti tramite un unico acquisto ad inizio campagna vendite.
Prima applicazione matrice ABC
Una prima applicazione della matrice ABC fatturato/scorte è legata alla identificazione dei rischi di obsolescenza o rottura di stock. Una classificazione C/A (basso fatturato ma alte scorte) permette di identificare gli articoli a più alto rischio di obsolescenza o di invenduto, ovviamente qualora l'analisi ABC venga eseguita nella seconda parte della campagna vendite o nell'ultima parte della stessa. Il caso opposto è invece legato alla identificazione dei materiali a rischio rottura di stock: una classificazione A/C permette di identificare gli articoli a maggior rischio (alte vendite ma poco stock) e, qualora l'articolo in oggetto fosse gestito tramite riapprovvigionamenti (caso 1), la classificazione fungerebbe da strumento per identificare i riordini da processare con maggiore urgenza.
Seconda applicazione matrice ABC
Una seconda applicazione (particolarmente utile nel caso 2) è invece legata alla identificazione delle strategie pubblicitarie/commerciali da implementare durante la campagna vendite: qualora la collezione presentasse articoli C/A (a rischio di invenduto), potrebbe essere utile ipotizzare un abbinamento commerciale di questo articolo con un articolo B/B o B/A; il buon fatturato del secondo articolo potrebbe fungere da traino al non buono del primo, con un contestuale rischio modesto (essendo infatti il secondo materiale un articolo B di fatturato, la quota preponderante del fatturato guidata da articoli A non rischia di venire intaccata da eventuali operazioni commerciali poco efficaci).
Terza applicazione matrice ABC
Un terzo utilizzo è invece legato alla possibilità di agire sulla strategia di gestione degli stock per ottimizzare e minimizzare le giacenze: gli articoli A/A, nel caso 1 di riapprovvigionamento continuo, rappresentano una categoria molto interessante per questo scopo. Il grosso delle scorte sono infatti guidate da questi articoli: agendo sulle quantità ordinate o sul dimensionamento della scorta di sicurezza, potrebbe essere possibile raggiungere miglioramenti significativi del volume stock totale.
Ulteriori applicazioni della matrice ABC
Una ulteriore applicazione riguarda l'identificazione degli articoli da includere in conte cicliche e la definizione della priorità delle stesse:
- gli articoli da contare per primi sono sicuramente quelli classificati come A/C (alte vendite, quindi alta movimentazione, ma basso stock: identificare eventuali disallineamenti tra dati fisico e contabile risulta infatti particolarmente critico in quanto eventuali ammanchi comprometterebbero la fascia A del fatturato);
- articoli A/B e A/A sono quindi i successivi da contare in ordine di criticità;
- ultima priorità è assegnata ad articoli C/A (si sono mossi poco e le scorte a disposizione sono elevate) o C/C (articoli marginali sia dal punto di vista della vendita che delle giacenze stock: i rischi associati risultano inferiori).
Infine, qualora sia necessario durante la campagna vendite effettuare analisi o simulazioni tramite tecniche di forecast (sia di vendita che di stock), l'analisi ABC permette di identificare gli articoli su cui spendere maggiori energie ed applicare tecniche più avanzate e dettagliate di previsione: in quest'ottica, gli articoli "estremi" A/C e C/A sono quelli a cui dedicare maggior attenzione, mentre sicuramente non verrà dedicata particolare dettaglio di analisi sugli articoli marginali C/C.
Conclusioni
In conclusione, la tecnica di analisi e classificazione degli articoli sopra presentata, nonostante sia sicuramente intuitiva e di semplice applicazione, può fungere da strumento versatile e prezioso nella gestione dello stock fornendo indicazioni gestionali, segnalando rischi o suggerendo dove concentrare maggiormente l'attenzione o focalizzare l'analisi previsionale.

