Gli ingressi merce dei magazzini territoriali: una trasformazione continua verso le logiche di Transit Point
Logica push o logica pull: questo è il dilemma!
Ultimamente è un dilemma fittizio che ci accorgiamo risolversi direttamente negli ingressi merce dei suddetti nodi logistici ”regionali/territoriali”.
Oggi i prodotti che arrivano presso i magazzini territoriali sono già prenotati dai punti vendita, alcune volte addirittura già venduti.
Si comprende quindi che, a seguito del processo di spunta delle unità di carico provenienti dai fornitori, gli operatori del Magazzino, potenzialmente, sarebbero già nelle condizioni di ventilare i prodotti sulla base degli ordinativi presenti.
È una situazione, questa, che sempre più si verifica lungo le catene logistiche dell’elettronica di largo consumo dove i network di punti vendita di proprietà vedono la loro piattaforma logistica territoriale sempre meno coinvolta nello stoccaggio dei prodotti di fatto già destinati ai punti vendita.
Il magazzino in quanto tale, ha più una funzione “tampone” per le scorte stagionali e per tutti i prodotti ingombranti ( il cosiddetto assortimento di bianco) che nei piccoli magazzini del punto vendita rischiano di essere particolarmente impattanti.
Tutta l’elettronica, la telefonia ed i piccoli elettrodomestici per esempio vengono direttamente ventilati verso i punti vendita.
Fatta questa premessa vale la pena quindi di rivedere i processi di messa a dimora dei prodotti nelle locazioni dei magazzini ma soprattutto ripensare alle aree da dedicare alla spunta ed alle Baie di uscita verso i punti vendita.
È chiaro quindi che, da un punto di vista strutturale, questa accelerazione dei passaggi virtuali a ma-gazzino, questa tendenza al flusso non più teso ma tesissimo degli approvvigionamenti nei punti vendi-ta, predilige layout di magazzini cosiddetti a U.

Questo garantisce maggiore velocità nella gestione di quegli articoli aggregati in unità di carico ( o parte di essi) di fatto già impegnate per il cliente finale e quindi in partenza imminente.
Se da un punto di vista contabile e di flusso quantitativo, le merci dopo spunta vengono pur sempre caricate a magazzino e, per garantirne l’uscita è opportuno avviare comunque fasi canoniche di “picking e allestimento”, da un punto di vista reale, le merci vengono direttamente posizionate nelle baie di uscita perché, di fatto esiste già un Documento di impegno alla spedizione che ne ha garantito, a tutti gli effetti la ventilazione.
Si comprende quindi come l’area condivisa fra Ingresso e Uscita delle Merci, che finora si è preferito separare addirittura posizionandola sui fronti antipodici del magazzino, in questa logica diventa strate-gica proprio in virtù della contiguità. La sua organizzazione, e l’efficientamento dello spazio che caratte-rizza l’area di retro banchina in queste situazioni fa la differenza in termini di tempistiche nella gestione dei processi logistici da garantire al cliente.
Nell’immagine che segue riporto, come esempio, il layout schematico di un mio progetto di incremento e razionalizzazione dell’area ingresso /uscita di un magazzino regionale a servizio di 13 punti vendita territoriali. Prima del progetto si rileva come le baie di spedizione fossero soltanto 5. Esse venivano uti-lizzate “random” a seconda delle 5 partenze giornaliere per i corrispondenti 5 punti vendita che vengo-no riforniti, secondo calendario, in quella specifica giornata.
Tutte le merci in ingresso dai fornitori, opportunamente spuntate, venivano condotte in area magazzino attraverso “pesanti” missioni di stoccaggio e messa a dimora in apposite locazioni per poi essere prele-vate, al massimo 2 giorni dopo e posizionate in baia di uscita.
Il Ridisegno del Layout ha dato maggiore spazio e “dignità” alle baie di spedizione garantendone 13 fisse e stabili, una per punto vendita, così da permettere, da subito una ventilazione di tutti i prodotti già prenotati e paragonabile a quella dei transit point; il risultato: l’eliminazione di movimenti “avanti indietro verso e dal magazzino.

