L’automazione del prelievo a strati: efficienza, ergonomia e redditività nel magazzino moderno
Nel settore della logistica distributiva, le dinamiche commerciali moderne richiedono una flessibilità sempre maggiore nella composizione delle unità di carico. Spesso, le condizioni di vendita impongono o consentono la preparazione dei pallet "a strati". Questa modalità operativa si riscontra sia nei flussi di cross-docking, dove la merce transita velocemente dal ricevimento alla spedizione senza stoccaggio intermedio, sia nelle attività di allestimento ordini da scaffalature tradizionali.
I limiti del modello manuale
Tradizionalmente, la formazione di pallet a strati è un’attività a forte intensità di manodopera. Sebbene la "conta" dei pezzi risulti semplificata rispetto al picking dei colli singoli, le criticità restano elevate:
Sforzo fisico ed ergonomia: Gli operatori devono manipolare carichi pesanti e ingombranti (si pensi ai vassoi del settore beverage o food), con rischi per la salute e cali di produttività nel lungo periodo.- Occupazione di spazio: La preparazione manuale necessita di ampie zone di manovra e di staging per i pallet, sottraendo superficie preziosa allo stoccaggio.
Costi operativi: L'impiego di un numero elevato di addetti rende il processo costoso e difficilmente scalabile durante i picchi di lavoro.
La soluzione tecnologica: il Mixed Layers Palletizing (MLP)
Per rispondere a queste sfide, la logistica d’avanguardia punta sull'Impianto Automatico di Prelievo a Strati (MLP). Questi sistemi non sono semplici macchine, ma ecosistemi integrati capaci di gestire il flusso dei materiali con precisione millimetrica.
Le componenti fondamentali di un impianto MLP includono:
- Linee di alimentazione: Circuiti di rulliere che portano i pallet "madri" (interi) alla zona di lavorazione.
- Robot di destratificazione: Sistemi dotati di organi di presa evoluti (a vuoto o a trascinamento) capaci di prelevare uno o più strati completi.
- Buffer o "Polmone": Un polmone dinamico, spesso costituito da scaffalature servite da transloelevatori, che gestisce le scorte temporanee per sincronizzare la domanda e l'offerta di strati.
A questi si possono aggiungere moduli opzionali per l’automazione totale del fine linea: dai sistemi di De-Wrap (per la rimozione del film estensibile) agli applicatori di interfalda, fino alle etichettatrici automatiche e ai magazzini per la gestione dei pallet vuoti.
L’integrazione strategica e lo studio di fattibilità
La versatilità degli impianti MLP ne permette l’impiego come unità stand-alone o come parte di sistemi complessi, ad esempio integrati con magazzini automatici a shuttle. Tuttavia, trattandosi di investimenti di rilievo, il successo non dipende solo dalla tecnologia, ma dalla progettazione.
Un accurato studio di fattibilità è il passaggio obbligato per garantire la redditività (ROI). Tale analisi deve mappare:
- La merceologia e la stabilità volumetrica dei prodotti.
- I flussi informatici di ricezione ordini e i lead time di consegna.
- L’ottimizzazione del layout fisico per ridurre i percorsi dei mezzi e delle merci.
L’esperienza di NeT-LOG Consulting: risultati concreti
L'efficacia di questo approccio è dimostrata dai fatti. In un recente progetto curato da NeT-LOG Consulting per un polo logistico alimentare di 60.000 mq, l'introduzione di un sistema automatico ha generato risultati straordinari: l’area dedicata al cross-docking è stata ridotta del 50%, mentre l'efficienza del personale in fase di preparazione è aumentata del 30%.
NeT-LOG Consulting, società di Consulenza Logistica con una elevata specializzazione operativa e tecnica, sviluppata in oltre 40 anni di esperienza con oltre 1.800 progetti realizzati, oltre 25 Milioni di m2 di aree riorganizzate e più di 450 Clienti, molti dei quali continuativi, è in grado di supportare e guidare le Aziende in ogni situazione di criticità fornendo, mediante analisi dati, sopralluoghi alle infrastrutture, colloqui coi responsabili aziendali soluzioni per la migliore gestione del proprio magazzino.

