Sicurezza delle scaffalature: il rischio nasce anche da chi lavora a terra
Perché la formazione operativa deve coinvolgere tutti gli operatori di magazzino
In molti magazzini la sicurezza delle scaffalature viene affrontata come un tema prevalentemente strutturale o ispettivo.
Si investe correttamente nella progettazione, si programmano le ispezioni tecniche, si interviene sui danni più evidenti. Accanto a queste buone pratiche, non bisogna dimenticare che una parte rilevante delle criticità nasce dal comportamento quotidiano di chi lavora a contatto diretto con le strutture.
Non parliamo di eventi eccezionali o manovre estreme, ma di azioni ripetute ogni giorno, spesso considerate innocue. Nel lavoro operativo di magazzino, l’interazione uomo–scaffalatura è continua: prelievo, riassortimento, spostamento manuale dei colli, utilizzo di transpallet, adattamenti “temporanei” degli spazi. È proprio qui che si annida una parte consistente del rischio.
La scaffalatura non è un arredo, è un’attrezzatura di lavoro
Una scaffalatura industriale non è un semplice supporto alle attività di stoccaggio.
È un sistema progettato per lavorare entro configurazioni e carichi ben definiti e sollecitato quotidianamente da:
- Attività di prelievo manuale;
- Riassortimenti frequenti nelle zone a bassa quota;
- Movimentazione merce;
Queste attività generano sollecitazioni continue, spesso sottovalutate perché non producono un danno immediato o visibile. A differenza di altre figure, il personale a terra raramente riceve una formazione specifica sull’uso corretto delle scaffalature.
L’apprendimento avviene per affiancamento, replicando pratiche consolidate che non sempre sono corrette.
Dove nasce davvero il rischio operativo
Senza una corretta consapevolezza tecnica, gli operatori a terra tendono a considerare la scaffalatura come una struttura rigida, immutabile, capace di reggere qualsiasi cosa. Da questa percezione errata derivano gli errori più frequenti.
Arrampicamenti e appoggi impropri
Una delle pratiche più pericolose e diffuse è l’uso dei correnti o dei traversini come punti di appoggio per raggiungere colli più alti. La conseguenza è duplice: rischio immediato di caduta per l’operatore e deformazioni progressive dei correnti, difficili da individuare a occhio nudo.
Modifiche non autorizzate alla struttura
Capita spesso che, per stoccare un’unità di carico fuori sagoma, un operatore cambi la configurazione delle scaffalature
Un’azione apparentemente banale, ma che in realtà altera la progettazione originaria, modificando:
- Le condizioni di carico della spalla;
- La portata del livello;
- Il comportamento globale della scaffalatura.
Questo compromette la documentazione originale, di conseguenza è necessario procedere con una nuova validazione d’uso secondo la norma UNI 11636.
Urti da mezzi di movimentazione
I montanti a terra sono costantemente esposti agli urti da mezzi di movimentazione.
Anche se la forza in gioco potrebbe sembrare modesta, l’assenza di ammortizzazione rende questi impatti particolarmente dannosi per la base del montante, che è la zona strutturalmente più sollecitata.
Micro-criticità: il vero nemico della sicurezza
Il problema principale non è l’evento grave e improvviso, ma la somma di piccoli danneggiamenti che si accumulano nel tempo:
- Montanti leggermente deformati alla base;
- Ganci di sicurezza che lavorano fuori sede;
- Correnti danneggiati da movimentazioni errate;
- Ripiani deformati perché utilizzati come superfici di salita.
Queste micro-criticità vengono normalizzate perché non bloccano subito l’operatività, ma dal punto di vista strutturale abbassano progressivamente il livello di sicurezza dell’intero impianto.
I segnali di una scarsa cultura della sicurezza
Ci sono segnali chiari che indicano la necessità urgente di formazione:
- Danneggiamenti ricorrenti ai piedi dei montanti;
- Livelli non allineati rispetto al layout originale;
- Segni di scarpe o abrasioni sui correnti bassi;
- Assenza di segnalazioni di danno da parte degli operatori.
Quando chi lavora a terra non sa riconoscere un danno o non ne comprende la gravità, tende a non segnalarlo.
Prevenire i rischi strutturali partendo dalle persone
La norma UNI EN 15635 parla chiaro: il personale deve essere istruito al corretto utilizzo delle attrezzature di stoccaggio. La formazione non può limitarsi al sapere condurre un mezzo di movimentazione, ma deve includere l’interazione con la scaffalatura.
Tuttavia, la teoria in aula non basta. Una scaffalatura sicura dipende da come viene utilizzata e controllata quotidianamente. In Di Massa srl non ci limitiamo a fornire o validare le strutture, ma affianchiamo le aziende nella costruzione di una vera e propria cultura operativa della sicurezza.
Attraverso i nostri programmi di formazione mirata e le ispezioni tecniche periodiche, aiutiamo il personale a terra a riconoscere i pericoli (dai divieti di arrampicamento al riconoscimento tempestivo dei danni), trasformando gli operatori nella prima, fondamentale, linea di difesa del tuo magazzino.
Perché la sicurezza di un impianto non si costruisce solo con l'acciaio, ma con la consapevolezza di chi ci lavora ogni giorno. Richiedi oggi un sopralluogo tecnico: valuteremo insieme lo stato di salute del tuo magazzino e il piano di messa a norma più adatto alle tue esigenze.

