I cardini della Logistica 4.0
Il concetto di “Industria 4.0” rappresenta uno degli elementi chiave per lo sviluppo futuro del settore industriale e produttivo. La tendenza all’automazione produce, infatti, significativi benefici in termini (soprattutto) di performance e monitoraggio attivo, con opportune e inevitabili considerazioni anche sulla sostenibilità dei processi (intesa sia da un punto di vista ambientale che energetico).
La logistica costituisce uno dei settori maggiormente condizionati da queste tendenze, nonché uno di quelli maggiormente in crescita, con trends positivi ormai da diverse decadi. Affinché il settore della logistica si faccia trovare pronto all’avvento di Industria 4.0 è necessario attuare un processo di cambiamento su aspetti che risultino vincenti.
Tale cambiamento si può declinare in diversi ambiti di applicazione che riguardano aspetti tecnici, tecnologici, informatici, pianificatori, ambientali e della sicurezza (safety e security). In generale il settore della logistica produce significative ricadute positive, soprattutto quando si relaziona con l’industria e la sua produzione, ma, altresì, genera alcuni impatti che devono essere opportunamente identificati, quantificati e mitigati.
Il futuro della logistica, secondo una visione sistemica di lungo-periodo, e di concerto con i principi base di Industria 4.0, è costituito da quattro aspetti essenziali:
- Sincro-modalità (secondo la logica IoT e Physical Internet): evoluzione del concetto di intermodalità, su vasta scala, con sistemi di trasporto “collaborativi”, costantemente monitorati. Si tratta di un concetto innovativo di gestione e monitoraggio della mobilità che prescinde da aspetti geografici e che “connette” i diversi operatori della filiera su scala vasta. È chiaro che un modello così fatto prevede una grande regia organizzativa dei processi della mobilità. Non sempre le imprese del settore apprezzano e riescono ad operare secondo logiche di partnership; è più facile vedere schemi collaborativi in cui l’impresa Leader domina sulle altre e detta le regole unilateralmente: evidentemente questo non è uno schema che agevola lo sviluppo della sincro-mobilità.
- Infrastrutture immateriali: utilizzo di sistemi ICT per il miglioramento delle performance del sistema logistico, attraverso una integrazione sia verticale, sia orizzontale delle procedure. L’utilizzo di queste soluzioni consente di ottimizzare le infrastrutture esistenti, secondo una logica di gestione efficace delle risorse (ad es.: NSW approccio top-down; PCS approccio bottom-up). Negli anni passati la logistica ha effettuato enormi investimenti sulle infrastrutture e sulle risorse materiali ( Magazzini, parco mezzi, Attrezzature ed impianti); siamo quindi arrivati ad un punto in cui è necessario riabilitare ciò che c’è già ( se ancora valido ovviamente) e trasformarlo affinché sia compatibile con i nuovi assetti del sistema logistico 4.0.
- Standardizzazione documentale (intesa sia come tipologia di dato, che come formato di condivisione): processo di miglioramento della condivisione di informazioni che prevede sia una standardizzazione del formato, sia dati unificati a livello comunitario. Questi “main topic” sono caratterizzati da concetti e approcci trasversali correlati ad esempio alla gestione dei big data, alla cybersecurity e all’utilizzo di sistemi collaborativi. I topic enunciati sono tra loro significativamente interagenti.
- Automazione dei processi operativi: automazione dei processi al fine di migliorare le condizioni operative e di sicurezza del settore logistico. Questo approccio consente di rendere più efficiente il sistema da un punto di vista operativo, e di migliorare la safety, soprattutto per quanto concerne occupazioni usuranti e potenzialmente pericolose. Spesso questo tema affronta un ostacolo forte: la paura di una riduzione delle risorse umane impiegate nei processi reingegnerizzati. L’esperienza insegna che non è assolutamente così se e solo se si comprende che è necessario far evolvere le competenze professionali di pari passo con l’evoluzione dei processi stessi. Sicuramente le risorse umane devono essere reimpiegate e svolgere mansioni, migliori o peggiori è difficile dirlo, sicuramente diverse.
Viene da chiedersi quindi: quale sarà l’impatto del trend di cambiamento sulla formazione delle risorse operanti nel settore?
Si rende necessaria la costituzione di team di esperti nell’utilizzo delle nuove tecnologie, capaci di gestire le ICT e di essere flessibili davanti all’innovazione. Soprattutto in questo ambito occorre formare giovani per professioni che non esistono ancora ma che saranno realtà nel giro di pochi anni.
- Saper riconoscere ed osservare procedure
- Identificare e gestire i principali software applicativi;
- Operare con simulatori che permettano di anticipare l’analisi dei rischi;
- Approfondire l’utilizzo di strumenti di Business intelligence per la misurazione, in tempo reale, di processi e attività;
- Verificare e controllare tutte le operazioni con l’utilizzo delle tecniche informatiche
- Gestire e controllare in maniera sufficientemente autonoma i flussi informativi relativi ai flussi delle merci

