Come evolve il mercato della logistica?
Il mercato della Logistica e della Supply Chain è caratterizzato dagli sforzi degli operatori di settore per modernizzare e rendere più resilienti le proprie filiere.
Gli investimenti sono veicolati verso soluzioni tecnologicamente avanzate per potenziare e standardizzare le performance, per guadagnare efficienza e per automatizzare il più possibile le operazioni.
A livello globale il mercato gode di buona salute, trainato dalla costante crescita dell’E-Commerce: secondo i dati pubblicati da Expert Market Research nel 2023 il valore delle attività di logistica si attesta poco al di sotto degli 11 trilioni di dollari.
Il tasso di crescita previsto per il periodo che va dal 2024 al 2032 si attesta a circa il 6,5% annuo, testimoniando la fertilità dell’ambito nonostante i note problemi di redditività.
Dove vanno gli investimenti?
Le ricerche individuabili in rete delineano un panorama nel quale, come anticipato, gli investimenti degli operatori di settore sono rivolti principalmente al potenziamento tecnologico dei propri asset.
In particolare nel nostro paese, questo equivale primariamente alla digitalizzazione di tutte le attività inbound ed outbound.
Uno studio della società di consulenza McKinsey (dal titolo “Digital Logistics: Technology Race Gathers Momentum”) rivela che le aziende esaminate hanno aumentato il finanziamento di tecnologie con lo scopo di a contenere i costi, aumentare produttività e livello di servizio al fine di promuovere un cambiamento sostenibile nel tempo.
Questo trend non rappresenta certo una new wave, ma al contrario rappresenta la conferma di una tendenza già emersa in tempi di COVID e di contrazione estrema del mercato, se è vero che, come afferma McKinsey la digitalizzazione del settore si afferma costantemente tra le priorità delle aziende dal 2020.
Evidentemente il processo sta richiedendo più tempo e più investimenti del previsto. Altrettanto evidentemente la ritrovata salute del settore muove ulteriori investimenti nelle direzioni già tracciate in precedenza, col fine di rendere effettive e più performanti le migliorie strategicamente definite.
Secondo la ricerca citata però, la crescente complessità del panorama tecnologico spaventa gli operatori logistici, che prima di stanziare somme in nuovi progetti dichiarano di voler valutare con attenzione il valore che questi genererebbero e le reali possibilità di implementazione di nuove tecnologie all’interno delle proprie routine valutandone l’impatto sui propri processi logistici a monte e a valle (scrupolo più che opportuno secondo chi scrive vista l’entità economica di investimenti decisivi, la necessità di competenze specifiche e la perdita di elasticità che un’eccessiva tecnolocizzazione comporta).
Il report di McKinsey certifica anche movimenti concreti del settore verso l’industry 4.0, con investimenti finalizzati ad una crescente integrazione tra i sistemi delle grandi Committenti e quelli delle terze parti coinvolte nella relativa filiera, costituendo asset di competitività e lo sviluppo di partnership commerciali e tecnologiche tra vari attori della Supply Chain, nell’ottica della creazione di logistiche sempre più condivise.
Gli analisti ritengono che il monitoraggio delle merci movimentate e dei vettori sarà sempre di più integrato nei sistemi di gestione del magazzino, e che la tracciabilità dei prodotti, sarà sempre più esaustiva e sofisticata grazie all’affermarsi di nuove tecnologie e nuovi standard.
Vediamo ora in che cosa consiste oggi la digitalizzazione del settore e verso quali tecnologie sono rivolte le strategie e i relativi investimenti.
Le intelligenze artificiali
Un report pubblicato da Gartner dal titolo: “2024 Gartner Top 10 Strategic Technology Trends” prevede che entro il 2026 la percentuale di aziende che avrà utilizzato le Intelligenze Artificiali in ambiti di produzione passerà dall’attuale 5% ad un roboante 80%; l’IA interverrà nel migliorare ed efficiente la generazione automatica delle SKU ad esempio, oltre a supportare il portino dei formati da linguaggi di programmazione obsoleti a standard più moderni.
Robot e droni con funzioni di Machine Learning miglioreranno i livelli di servizio in attività quali le verifiche di inventario o il consolidamento degli ordini.
L’IA interverrà anche sulle dinamiche di sicurezza e di Cybersecurity, potenziando la conformità delle operazioni, l’automazione del monitoraggio e della sicurezza, il rilevamento di frodi e la salvaguardia del materiale movimentato (e delle relative attrezzature).
Software as a service
Le soluzioni SaaS basate su sistemi di distribuzione in Cloud hanno reso più accessibili e scalabili le soluzioni WMS, ERP e TMS. La diffusione del modello “Pay per use” consente anche alle PMI di sperimentare investendo somme limitate al fine di digitalizzare progressivamente la propria gestione.
Non credo serva sottolineare come l’utilizzo di sistemi gestionali avanzati ed integrati lungo la filiera (e attraverso i vari dipartimenti aziendali) consenta una visibilità tempestiva di dati ed informazioni con rilevanti implicazioni in termini di controllo di gestione, operatività e produttività.
Nel 2024 sono ovviamente in aumento gli investimenti veicolati verso queste tecnologie, con lo scopo di ottenere una migliore analisi di prestazioni, previsioni, stato delle scorte e demand forecasting.
Attraverso questi software è inoltre possibile automatizzare secondo criteri di efficienza estremi le operazioni di planning, riordino, oltre che avere una tracciabilità tout court ed in tempo reale delle movimentazioni, dei livelli di stock e delle tempistiche di fornitura lungo tutta la filiera.
L’automazione dell’intralogistica
Il mondo delle 3PL, anch’esso in crescita con progressione annua analoga a quella del mercato logistico generale (quindi intorno al 6% annuo) è, ormai da anni, atavicamente contratto dalla carenza di personale.
Le ragioni sono principalmente lo scarso bilanciamento vita/lavoro delle posizioni proposte, ed uno stipendio che risulta poco attraente a fronte dei compromessi richiesti. Nel nostro paese in particolare l’alto costo del personale ed i numerosi vincoli normativi derivanti dalla gestione dello stesso, scoraggiano ulteriormente le aziende intenzionate a “coprire i numeri” con nuove assunzioni.
Una delle strategie che vengono utilizzate per calmierare questa criticità è l’automazione delle operazioni Inbound, allo scopo di superare questo limite, alleviando nel contempo i compiti ed il volume di attività gravante sul personale umano, di rendere più performante e resiliente la propria movimentazione interna, e di standardizzare i ritmi del proprio flusso interno.
Le moderne soluzioni automatizzate (sistemi Pallet Shuttle, trasloelevatori, AGV, AMR e tutti i sistemi Goods to Man in generale), così come le forme di picking assistito (sistemi Pick to Light, Voice, Radiofrequenze di ultima generazione ed RFID) intervengono proprio per portare standardizzazione e performance che possano il più possibile prescindere dal contributo umano, alleviando la necessità di operatori e le operazioni ad essi richieste.
Le forme di automazione più evolute promettono anche notevoli incrementi in termini di produttività (fino a oltre 1000 prelievi\h) e l’abbattimento delle soglie di errore (che nell’ambito incidono notevolmente nell’accrescere i costi).
Automazione outbound
Anche il mondo dei vettori esterni è interessato da grandi investimenti veicolati verso nuove tecnologie.
L’interesse dell’ambito è rivolto sia a soluzioni alimentate con carburanti meno inquinanti (GNL e drogano principalmente), sia verso l’elettrificazione del parco mezzi.
Gli analisti considerano a livello globale il 2024 come l’anno nel quale stanno iniziando a diffondersi nel mercato della logistica i veicoli a guida autonoma, sia per le consegne dell’ultimo miglio, sia per la gestione di operazioni a monte della filiera.
Anche in Italia sono in corso numerose sperimentazioni in tal senso, comprensive dell’utilizzo di dormi (anche volanti) in grado potenzialmente di decongestionare il traffico sulle nostre strade.
Ovviamente l’automazione anche in questo caso porterebbe benefici in termini di quantità di ore fruibili per ciascun vettore (non avendo “ore di guida” da rispettare), ma risolverebbe collateralmente il problema del reperimento del personale viaggiante, problema ancora più drammaticamente avvertito che nella logistica inbound.
Viene stimato al 78% del totale il numero delle aziende di trasporto che ha problemi nel reperimento di autisti e che a causa di questo ha dovuto rinunciare a commesse e fatturato potenziale.

