Consignment stock: 7 errori comuni e come evitarli
Il consignment stock, o conto deposito, è una strategia logistica molto utile per migliorare la disponibilità dei materiali riducendo il capitale immobilizzato del cliente. Tuttavia, se non gestita con attenzione, può generare inefficienze, costi nascosti e problemi relazionali tra le parti coinvolte.
In questo articolo analizziamo 7 errori frequenti nella gestione della consignment stock e offriamo consigli pratici per evitarli.
Errori nella definizione delle responsabilità contrattuali
Uno degli errori più comuni è non formalizzare chiaramente i ruoli e le responsabilità tra fornitore e cliente. In assenza di un contratto ben definito, possono sorgere ambiguità su chi è responsabile per danni, giacenze e obsolescenza della merce.
Come evitarlo:
-
Redigere un contratto dettagliato con clausole specifiche su proprietà, assicurazione e responsabilità.
-
Aggiornare il contratto in caso di variazioni logistiche o commerciali.
Scarsa visibilità delle giacenze in tempo reale
La mancanza di visibilità aggiornata delle scorte può portare a rotture di stock o accumuli eccessivi. Questo accade spesso quando non esiste un sistema condiviso tra fornitore e cliente per il monitoraggio delle quantità disponibili.
Come evitarlo:
-
Utilizzare strumenti digitali condivisi per la tracciabilità.
-
Automatizzare gli aggiornamenti tramite interfacce tra ERP o sistemi WMS.
Fatturazione errata o in ritardo
La consignment stock prevede la fatturazione solo al momento del prelievo, ma errori nel tracciamento o nella comunicazione dei movimenti possono causare incongruenze contabili e ritardi nei pagamenti.
Come evitarlo:
-
Definire un processo di validazione dei prelievi automatizzato.
-
Programmare verifiche periodiche tra i sistemi del cliente e del fornitore.
Difficoltà nel controllo degli stock obsoleti
Se non vengono gestite con attenzione, alcune merci in consignment rischiano di rimanere ferme troppo a lungo, diventando obsolete o danneggiate senza che nessuno se ne accorga.
Come evitarlo:
-
Introdurre KPI come il tempo medio di permanenza della merce.
-
Programmare revisioni trimestrali dello stock.
Comunicazione insufficiente tra le parti
Una gestione efficace della consignment stock richiede comunicazione continua tra cliente e fornitore. La mancanza di aggiornamenti può causare disallineamenti tra la domanda effettiva e lo stock disponibile.
Come evitarlo:
-
Stabilire incontri regolari (mensili o bimestrali).
-
Utilizzare dashboard condivise per l’analisi dei dati.
Mancanza di allineamento tra logistica e amministrazione
Spesso la consignment stock viene gestita a livello operativo senza coinvolgere adeguatamente il reparto amministrativo, generando problemi di registrazione e reporting.
Come evitarlo:
-
Formare il personale di tutti i reparti coinvolti.
-
Mappare i flussi informativi tra logistica e contabilità.
Assenza di un piano di ritiro o rotazione della merce
Un errore strategico è non pianificare il ritiro di materiale in eccesso o invenduto. Questo comporta costi aggiuntivi per lo stoccaggio e può creare tensioni nel rapporto tra cliente e fornitore.
Come evitarlo:
-
Prevedere nel contratto le condizioni di reso o rotazione.
-
Monitorare le scorte lente e attivare piani di ritiro automatici.
Conclusione
La consignment stock è una soluzione potente, ma va gestita con attenzione e strumenti adeguati per evitare inefficienze, conflitti e sprechi. Con un approccio strutturato e collaborativo, è possibile massimizzare i benefici per entrambe le parti.

