Il CDO: funzioni e obiettivi
Marco Amir El Sayed Fathi è attualmente il co-fondatore e CDO di Dunbar srl, società che nasce grazie al supporto della storica agenzia Stile di Bologna s.r.l., assieme sviluppano progetti per numerosi clienti nazionali e internazionali e si posiziona come una delle organizzazioni di digital marketing nel territorio emiliano romagnolo. Come CDO elabora le decisioni strategiche relative al panorama digitale supportando la visione digital.
Ciao Amir, parlaci un po' della figura del CDO: di cosa di occupa e come svolge il proprio lavoro e quali sono i suoi obiettivi.
Il compito principale di un CDO è creare una visione digitale unificante. Scendo nel particolare parafrasando una definizione di McKinsey: il Chief Digital Officer è incaricato di coordinare e gestire tutti i cambiamenti globali, dall'aggiornamento dei processi di lavoro alla costruzione di attività completamente nuove.
Deve inoltre creare e prendersi cura dell'innovazione digitale (la cosiddetta digital transformation) sia esternamente (nelle interazioni delle aziende con clienti, partner, fornitori) che internamente (raccogliendo e analizzando i dati), migliorando l'efficienza attraverso l'uso delle tecnologie digitali e trasformando l'organizzazione e la cultura per consentire all'azienda di competere con successo nell'era digitale, fornendo a volte strumenti e risorse.
In genere, l'ufficio del CDO ha tre obiettivi principali: la gestione delle risorse informative, l'offerta di approfondimenti alle imprese per migliorare il processo decisionale e la generazione di valore aziendale incrementale digital.
I CDO stanno diventando agenti di cambiamento che guidano la digital transformation dei dati. Questo ruolo continua a guadagnare spazio all'interno delle organizzazioni e, secondo un recente sondaggio condotto da Gartner, Inc., questi leader di dati e analisi stanno dimostrando di essere il fulcro della trasformazione del business digitale. Dicci di più, cosa fa operativamente questa figura?
Vi porto un esempio di come un CDO secondo una recente ricerca utilizza il proprio tempo in azienda.
In media, il 45% del tempo del CDO è destinato alla creazione di valore e/o alla generazione di entrate, il 28% del tempo al risparmio e all'efficienza dei costi e il 27% al rischio di mitigazione.
Questo genere di organizzazione del tempo porta ad un aumento delle entrate e uno spostamento di preferenza verso la creazione di valore rispetto alla mitigazione del rischio. Costruiscono reti di persone, tecnologie e idee molto al di fuori della loro azienda, esaminando costantemente il panorama delle piccole imprese per identificare possibili acquisizioni o partner in grado di fornire funzionalità complementari. In particolare, i CDO devono collaborare con i responsabili IT per sviluppare interfacce di programmazione delle applicazioni e un'architettura basata su cloud che funzionino con un più ampio ecosistema di provider.
In sostanza, il CDO è una nuova figura professionale che si adatta ad uno scenario in continua evoluzione e in movimento.
Certo, le nuove tecnologie stanno cambiando il volto della società e dell’economia e le aziende sono chiamate a innovare i propri business per poter restare in un mercato sempre più rapido e fluido. Pensando allo scenario italiano, secondo una recente ricerca realizzata da TAG Innovation School in collaborazione con Cisco Italia e Intesa Sanpaolo, su un campione di 550 piccole e medie imprese italiane, ben il 32% delle piccole e medie imprese (pmi) dichiara di volere assumere un esperto di trasformazione digitale entro il 2020.
Che caratteristiche deve avere un CDO per essere veramente utile ad un'azienda?
Le recenti ricerche indicano che per ottenere successo nel ruolo è necessaria una combinazione di abilità hard e soft.
Le abilità hard includono la capacità di articolare una visione strategica, i mezzi per affrontare i problemi identificando le cause di fondo attraverso le funzioni e prendendo le decisioni difficili necessarie per risolverli, l'esperienza in trasformazioni digitali e aziendali (in genere nel consumatore e settori tecnologici) e la capacità manageriali di condurre e vedere i programmi attraverso la fruizione.
Dimostrano anche leadership e carisma che entusiasmano l'organizzazione per portare avanti il cambiamento. Il CDO ha una visione strategica e dovrà anche dare prova d’efficienza attraverso gli indicatori di performance (KPI). Le ricerche condotte per analizzare come operano le aziende con un elevato quoziente digitale (DQ) dimostrano che il 90% dei top performer ha completamente integrato le iniziative digitali nel processo di pianificazione strategica.
Con chi si relaziona il CDO all'interno della struttura aziendale e che posizione assume all'interno di essa?
Per ottenere la strategia giusta, è necessario che il CDO lavori a stretto contatto con il CEO, il Chief Information Officer (CIO), i dirigenti delle business unit e il chief financial officer; anche il CDO deve essere un partecipante attivo e uno shaper della strategia. Una base importante per i CDO per stabilire credibilità e garantire un seggio al tavolo strategico è fornire un'analisi dettagliata delle tendenze del mercato e degli sviluppi della tecnologia e del comportamento dei clienti, sia all'interno che all'esterno del settore.
E' possibile ''spostare'' una figura già esistente in un'azienda e darle il ruolo di CDO?
Certo, ci sono tre percorsi logici ma separati per spostare qualcuno già presente in un'organizzazione in questo ruolo.
I primi due percorsi sono percorribili solo se le figure individuate hanno i requisiti idonei e il board dichiara massima fiducia e intenzione nel percorrere questo miglioramento sistemico aziendale e vanno dall'elevamento del capo del Digital alla centralizzazione delle capacità frammentate ove le risorse digitali siano appunto frammentate.
La terza strada prevede invece una vera e propria creazione di un nuovo ruolo, è il percorso più audace e il più drastico.
Supponiamo di essere un'azienda che intende elevare un proprio dipendente al ruolo di CDO. Quali sono le prospettive? In che tempi il CDO dovrebbe apportare modifiche alla struttura aziendale e che passaggi dovrebbe seguire?
Le ricerche ci dicono che un CDO appena nominato dovrebbe essere pronto per generare impulso dal primo giorno adottando un piano d'azione di novanta giorni. Nei primi trenta giorni il nuovo CDO dovrebbe imparare la visione dell’organizzazione.
Quindi comprendere gli obiettivi di business di tutti gli stakeholder, conoscere la reale capacità digitale dell'organizzazione, stabilire un allineamento esplicito sulle priorità aziendali, sviluppare un'ipotesi per la visione digitale. Nei trenta/sessanta giorni dovrebbe possedere una profonda comprensione della maturità digitale dell'organizzazione, dovrebbe stabilire la struttura per il nuovo modello operativo: ideare la costruzione della nuova architettura e costruire strategicamente un gruppo principale.
Dovrà infine creare un piano di comunicazione per la realizzazione del nuovo sviluppo e della direzione digitale, ciò motiverà soprattutto il board. Dal sessantesimo giorno in poi il nuovo CDO dovrà avere un piano consolidato, un modello operativo pronto per essere attuato. Ciò significa avere un portafoglio completamente integrato di progetti digitali approvati da parte del board, aver ottenuto un finanziamento garantito per un periodo da 12 a 24 mesi e aver comunicato in azienda il modello approvato affinché il CDO possa evangelizzare il suo piano.
Grazie per le spiegazioni. Hai degli ultimi consigli da dare?
E' necessario preparare la propria organizzazione a reagire agilmente e rapidamente, questo è "proattivo reattivo" e si richiede che l'organizzazione abbia figure decisionali di leadership, modello operativo agile, governance open-mind, persone motivate e un corretto uso della tecnologia.
Le organizzazioni che iniziano questo adeguamento ai tempi moderni conquisteranno quote di mercato, le altre rischiano di perderne o di estinguersi.
Bisogna avere esperienza e capacità per comprendere, adattarsi e plasmare il futuro, un futuro che ha al centro un Chief Digital Officer.

