Brexit e trasporto merci: SpedireAdesso.com ci spiega cosa cambierà
Dal 31 Gennaio 2020, il Regno Unito non fa più ufficialmente parte dell’Unione Europea. L’analisi di SpedireAdesso.com ci ha aiutato a capire meglio come si traduce tutto questo in termini logistici, quali saranno i possibili sviluppi e le conseguenze che la Brexit avrà sul settore dei trasporti e delle spedizioni di pacchi tra l’Italia e il Regno Unito.
È bene precisare che si tratta solo di previsioni e che al momento non vi è stata alcuna variazione né si sono avute notizie ufficiali in merito a nuove normative riguardanti il settore logistico. Come stabilito tra Londra e Bruxelles, infatti, Boris Jhonson e il Parlamento Europeo avranno 11 mesi a disposizione per definire i termini dell’accordo post Brexit e stabilire le nuove modalità per il transito di merci tra la Gran Bretagna e gli altri Paesi comunitari.
Spedizioni pacchi in Regno Unito dopo la Brexit
Le normali modalità per spedire pacchi in Regno Unito tramite corriere espresso dopo la Brexit potrebbero subire delle variazioni.
Fino ad ora l’unione doganale tra i Paesi Membri ha garantito il libero transito di merci tra l’Italia ed il Regno Unito. A seguito della Brexit questo patto verrà meno e le spedizioni, una volta stabiliti i termini degli accordi, nella più probabile delle ipotesi, saranno soggette a maggiori controlli con l’introduzione della dogana.
Per arrivare in Regno Unito e superare la dogana, ogni spedizione dovrà essere accompagnata, oltre che dalla normale lettera di vettura, da precisi documenti come la Dichiarazione di libera esportazione e la fattura proforma. I controlli doganali potrebbero causare un allungamento dei tempi di consegna. Inoltre il Regno Unito sarà considerato da corrieri e spedizionieri come una destinazione extracomunitaria, e questo potrebbe portare anche ad un aumento dei prezzi di spedizione.
Questi e altre possibili novità nell’organizzazione delle spedizioni dovute alla Brexit sono spiegate in modo dettagliato nell’approfondimento Brexit e spedizioni: tutto quello che c’è da sapere di SpedireAdesso.com dove viene ribadito, ancora una volta, che si tratta solo di supposizioni, in quanto non è ancora stato ufficialmente annunciato nessun cambiamento delle procedure fino ad ora attuate.
Nuove modalità di gestione per gli scambi commerciali
L’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea avrà certamente ripercussioni sull’economia mondiale e su quella inglese, ma dire con esattezza se saranno in positivo o in negativo è ancora molto difficile. Certo è che il settore commerciale è strettamente legato all’import export, pertanto si prevedono all’orizzonte variazioni di costi e modalità di gestione del trasporto merci, tra le quali, appunto, l’introduzione della dogana.
Come per tutte le altre nazioni in cui è attiva, la dogana imporrà il pagamento di dazi doganali, tasse e altri oneri sia per le spedizioni in entrata che in uscita dal Regno Unito.
Per di più, non essendo più un Paese membro dell’Unione Europea, il Regno Unito sarà quindi considerato come Paese extracomunitario, e in quanto tale avrà il potere di apportare restrizioni sulla tipologia e sulla quantità di prodotti da spedire, e quindi far entrare al suo interno.
Questi i principali motivi per i quali la Brexit potrebbe avere un impatto negativo sugli scambi commerciali.
Ad esempio, le statistiche confermano che il Regno Unito è il 3° Paese di destinazione delle esportazioni italiane, e il 7° per quanto riguarda le importazioni. Secondo le previsioni, l’apertura della dogana in Regno Unito potrebbe causare all’export italiano una perdita considerevole (si stimano quasi 2 miliardi l’anno) e le principali aziende con la maggior percentuale di esportazione in Regno Unito potrebbero non trovare altra soluzione migliore se non quella di aprire nuove sedi in Uk per ovviare agli ingenti costi e alle restrizioni doganali.
Fino ad ora, comunque, nulla di certo. Sia la Commissione Europea che il Premier britannico hanno espresso grande piena volontà di mantenere un clima amichevole tra il Paese uscente e gli Stati ancora membri, pertanto non resta che continuare a svolgere i trasporti seguendo le consuete direttive e sperare in una loro piena collaborazione al fine di limitare al minimo l’impatto che la Brexit avrà nel settore logistico e commerciale.

