Hugo van der Goes, Trittico Portinari (1476-1478)
Firenze, Galleria degli Uffizi
Il 28 maggio del 1483 approda una nave sulla riva dell'Arno; alla Porta San Frediano viene scaricato un carico speciale, un dipinto proveniente dalle Fiandre e opera di un grande artista fiammingo, Hugo van der Goes.
Il dipinto, oggi noto come il Trittico Portinari, era stato commissionato da Tommaso Portinari, agente e banchiere dalla famiglia Medici a Bruges, per completare l'altare maggiore della chiesa di Sant'Egidio, dell'Ospedale di Santa Maria Nova, fondato alla fine del XIII sec. da Folco Portinari e su cui la famiglia esercitava da allora il patronato. Tommaso era tra altro pronipote di Beatrice Portinari (figlia di Folco), la donna angelicata amata da Dante Alighieri, il sommo poeta, che fece della lingua fiorentina la lingua italiana.
L'Adorazione dei pastori, capolavoro di Hugo van der Goes, giunge dopo un lungo viaggio via mare dalle Fiandre a Pisa e poi via fiume a Firenze. Il suo arrivo segnò una tappa importante per la storia artistica della città toscana, perché il Trittico fu la prima opera fiamminga accessibile al pubblico (altri dipinti fiamminghi erano presenti a Firenze, ma erano custoditi in case private, in quanto ritratti di membri di illustri famiglie).
Ciò favorì un contatto diretto con lo stile rinascimentale fiammingo che suscitò grande stupore tra gli artisti e gli stessi abitanti di Firenze e interagì con l'arte fiorentina determinando in essa ulteriori impulsi innovativi e favorendo un proficuo scambio di tecniche pittoriche tra i due universi artistici, entrambi già di grande livello. Dai maestri nordici i fiorentini appresero la tecnica dei colori a olio, il naturalismo e lo studio della luce; a loro volta i fiamminghi impararono dagli italiani sia a conferire alle loro opere un'impostazione monumentale e insieme essenziale, sia a tendere alla idealizzazione della bellezza, frutto della presenza dell'arte antica in Italia e alla sua riscoperta nel Rinascimento.
Le condizioni generali di lavoro, la ricchezza e la potenza nelle due regioni, la Toscana e le Fiandre, permettevano uno sviluppo culturale che andava di pari passo col benessere economico e che resero possibili creazioni artistiche di altissimo livello.
Il pannello centrale (253x304cm) raffigura l'adorazione del Bambino Gesù: la Madonna è inginocchiata davanti al Bambino nudo, intorno a lui gli angeli; al fianco sinistro san Giuseppe con le mani giunte, rivestito di un mantello rosso; sulla destra i pastori, tutti con le loro povere vesti e i volti segnati dalla fatica. In primo piano la raffigurazione minuziosa, tipicamente fiamminga, della natura morta (in evidenza due vasi con fiori recisi) i cui significati simbolici erano facilmente decifrabili dai contemporanei. Nei pannelli laterali (253x141cm) è presentata la famiglia del committente, a sinistra gli uomini, a destra le donne, tutti in ginocchio con alle spalle i rispettivi santi patroni: san Tommaso e sant'Antonio Abate; Maria Maddalena e santa Margherita, santi dipinti senza alcuna idealizzazione, sullo sfondo di paesaggi sfumati con scene minutamente dipinte.
Nei pannelli laterali chiusi è dipinta in monocromia una bellissima Annunciazione, antefatto dell'evento sacro rappresentato, con uno splendido effetto tridimensionale.
L'adorazione del pittore fiammingo non regge il confronto con le opere coeve di Sandro Botticelli (oggi collocate nella stessa sala degli Uffizi) o di Domenico Ghirlandaio, di particolare eleganza e bellezza , eppure è innegabile l'influsso che essa esercitò sulle opere di quest'ultimo, soprattutto per il suo realismo.
Di Annett Schotte - Di nazionalità tedesca, da 11 anni naturalizzata italiana in quanto, spinta dalla sua passione per l'arte, ha deciso di vivere dapprima in Sicilia per poi stabilirsi in Toscana. Professione: Guida turistica abilitata per Firenze e Provincia
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Ugo Van Der Goes, Portinari Altar (1476-1478) Florenz, Uffizien
Am 28. Mai 1483 erreicht ein Schiff das Stadttor San Frediano in Florenz. An Bord ist ein besonderes Kunstwerk aus Flandern, das sogenannte Altarbild Portinari des Malers Hugo van der Goes. Der Auftraggeber ist Tommaso Portinari, Bankier im Dienst der florentinischen Familie der Medici in Brügge/Niederlande. Mit Hilfe von 16 Männern wird jenes Triptychon in die nahegelegene Kirche Sant Egidio gebracht, um den dortigen Hauptaltar zu schmücken.
Sant Egidio ist die Familienkirche der Portinaris. Der dazugehörige Stift der Santa Maria Nova, wurde im 13. Jahrhundert von Folco Portinari gegründet. Dieser war der Vater von Beatrice Portinari. Jene Beatrice, die dem bedeutendsten Dichter und Philosoph der italienischen Sprache Dante Alighieri im neunten Lebensjahr erstmals begegnet und über ihren frühen Tod hinaus sein Leben bestimmt.
"Die Anbetung der Hirten", das Meisterwerk von Hugo van der Goes, erreicht auf dem Seeweg Florenz, von Flandern über Pisa und dann landeinwärts auf dem Fluss Arno. Mit großem Erstaunen sieht die Bevölkerung von Florenz erstmals mit eigenen Augen eine Malerei aus dem Norden, die so ganz anders ist als die Kunstwerke einheimischer Künstler. Natürlich gab es zu jener Zeit auswärtige Kunst in Florenz, doch war diese in Privatbesitz und nur einem erlesenen Publikum zugänglich.
Zu jener Zeit waren die Toskana und Flandern aufgrund des kommunalen und kommerziellen Aufschwunges und eines starken und arbeitsamen Bürgertums die innovativsten Regionen in Europa. Diese Blütezeit wirkte sich außerordentlich positiv auf die Kunst aus. Der Renaissance, und damit die Wiedergeburt der Darstellung klassischer Schönheit, Anmut und Form, die nach einer langen düsteren Periode des Mittelalters, befreiend für alle Maler, Bildhauer und Dichter in Italien war. Im Norden überflügelten hingegen die niederländischen Künstler mit der neuen Maltechnik der Ölmalerei, dem Studium von Licht und Schatten und einer detailreichen und wirklichkeitsechten Darstellung.
Der zentrale Teil des Flügelaltar (253x304cm) zeigt die Anbetung des Christkindes: die heilige Jungfrau kniet vor dem nackten Jesuskind, das auf einer Schütte Stroh liegt und umgeben von triumphierenden Engeln ist; zu ihrer linken Seite der Heilige Josef mit zum Gebet gefalteten Händen und einem roten Umhang; auf der rechten Bildhälfte die Hirten. Die Rustizität liegt vor allem in der schmucklosen und einfachen Kleidung, die jedoch durch die Lichteffekte und schillernden Farben elegant wirken. Im Hintergrund der tiefblaue Himmel, akzentreiche Farbspiele in den Flügeln der Engel und im Vordergrund effektreiche Farbkleckse wie die feuerroten Lilien (Symbol für das Blut Christi) oder die weißen Iris (Symbol der Unbeflecktheit). Ein Stillleben in zwei Blumenvasen und einem Strohballen, das realistischer nicht sein könnte, typisch für die niederländische Malkunst. Eine Auswahl an minutiös angeordneten Blumen, die nichts dem Zufall überlassen, denn jeder einzelne Gegenstand hat eine symbolische, meist religiöse Bedeutung, die für damalige Zeiten selbstverständlich waren, doch deren Bedeutung heute meist schwer zu entziffern sind.
Noch großartiger als das Mittelbild sind die einklappbaren Seitenflügel (253x141cm), die den Auftraggeber Tommaso Portinari und seine beiden Söhne auf der Erde kniend, mit den dahinterstehenden Schutzheiligen Antonius und Matthäus. Auf der rechten Seite seine Frau mit der Tochter und dahinter die Schutzheilige Maria Magdalena und die Heilige Margareta. Beide Tafeln sind mit einer typisch nordischen, bäuerlichen Landschaft hinterlegt, die stimmungsvoll zum Gesamtausdruck des Geschehens passt.
Die zugeklappte Rückseite dieser Tafeln zeigt passend zum Tema die Verkündigung. Die Heilige Jungfrau und der Erzengel Gabriel dreidimensional, monochrom und scheinbar in Stein gehauen.
Die Anbetung der Hirten lässt sich nicht mit den anmutigen und von Schönheit geprägten Werken florentinischer Künstler wie Domenico Ghirlandaio oder Sandro Botticelli vergleichen, die zeitgleich entstanden sind und sich im selben Ausstellungssaal in den Uffizien befinden. Und doch haben alle dieses Altarbild studiert und den Detailreichtum und den Realismus in vielen ihren Werken angewendet.
