Lean Gaming
Il desiderio di gestire, modellare e perfezionare
Il mondo dei videogiochi è vastissimo, capace di offrire titoli e generi per ogni gusto. Si va dai controversi sparatutto, che catapultano l’utente in scenari bellici storici o contemporanei, ai giochi di corse, dove possiamo sederci virtualmente al volante del veicolo dei nostri sogni. Ma, come anticipato, i generi sono molti e diversi fra loro, oggi vorrei portare l’attenzione su una nicchia particolare: i cosiddetti “videogiochi gestionali”, noti in inglese come business simulator.
Con questo articolo voglio stimolare la curiosità del lettore verso questo affascinante e un po’ stravagante universo videoludico, e magari invogliarlo a provare qualcuno dei titoli citati. Il vero cuore del pezzo, però, è un altro: la fascinazione per l’idea di organizzare, gestire e perfezionare un sistema complesso. Un desiderio che trova un parallelo concreto nei principi della lean manufacturing.
Questi titoli, infatti, ruotano attorno alla gestione di sistemi complessi, offrendo una varietà notevole. In questo articolo presento una selezione di giochi unici che ci permettono di esplorare nuovi aspetti manageriali e logistici nei videogiochi. Si parte da Cities: Skylines, dove siamo chiamati a progettare, espandere e amministrare una città in ogni suo dettaglio, dalla pianificazione urbana al trasporto pubblico, fino a Workers & Resources: Soviet Republic, ambientato in diversi scenari come i dintorni di Mosca o la tundra siberiana, dove dobbiamo costruire una città socialista da zero.
C’è poi Tropico, un gestionale dai toni leggeri e caricaturali che ci porta su un’isola caraibica, dove il potere si esercita con un mix di diplomazia, autorità e umorismo politico. Infine, ci sono contesti più cupi come Frostpunk, in cui il giocatore interpreta un sindaco impegnato a garantire la sopravvivenza dei cittadini in un mondo congelato da un cataclisma climatico, tra carestie e gelo estremo.
In ogni sezione dell’articolo ho inserito un link evidenziato che rimanda al trailer ufficiale del titolo descritto. Invito i lettori a cliccarci sopra, prima o dopo aver letto la parte dedicata al gioco: durano poco più di un minuto e possono essere un buon modo per farsi un’idea immediata del titolo e capire meglio il contesto di cui si parla.
Città da zero: Cities: Skylines e Workers & Resources: Soviet Republic
Trailers:
Cities: Skylines
Workers & Resources: Soviet Republic
Nel cuore dei gestionali urbanistici si trovano due titoli emblematici: Cities: Skylines e Workers & Resources: Soviet Republic. Entrambi ci affidano l’incarico di costruire e far prosperare una città, ma con approcci e ambientazioni molto differenti.
In Cities: Skylines si parte da una tela bianca e, con pazienza, si disegna un’intera metropoli, curando la pianificazione urbana, le reti idriche, elettriche e stradali, i servizi pubblici e il traffico cittadino. È un laboratorio ideale per chi ama l’ottimizzazione dei flussi e la gestione sistemica, dove ogni errore si ripercuote sull'intero equilibrio urbano. Un aspetto distintivo del gameplay è il Traffic Management, sistema che obbliga il giocatore a progettare rotatorie, semafori e intersezioni complesse per evitare congestionamenti: una sfida di micro-ottimizzazione continua che rende la viabilità il vero cuore pulsante del gioco.
Workers & Resources: Soviet Republic, invece, ci catapulta in un contesto ben più rigido e ideologico: un Paese del blocco sovietico dove non esiste mercato, e ogni risorsa – dal carburante al pane – va prodotta e distribuita centralmente. Qui la sfida è duplice: costruire le infrastrutture e assicurarsi che ogni catena produttiva sia efficiente e interconnessa, senza sprechi. Un esercizio affascinante di pianificazione industriale e controllo capillare. Il gioco si distingue per il suo sistema di logistica manuale, dove ogni camion, treno o convoglio va assegnato individualmente e instradato con attenzione, rendendo ogni errore logistico immediatamente visibile e penalizzante: un'esperienza profondamente “lean” che simula con rigore la complessità di una supply chain reale.
Quello che rende particolarmente interessante l’accostamento tra questi due titoli è la loro natura quasi speculare: Cities: Skylines si muove all’interno di un immaginario fortemente legato al contesto urbano americano, dove l’idea di città è connessa a un sistema di mercato e a una visione neoliberale dell’urbanistica. Workers & Resources, invece, immagina un modello alternativo, ispirato alle logiche del blocco sovietico, in cui ogni elemento – dalla produzione all’abitazione – è pianificato centralmente. Giocare a entrambi significa anche riflettere, implicitamente, su due modi opposti di concepire la struttura e l’efficienza di un sistema urbano.
Satira e autorità: Tropico
Trailer: TROPICO
Tropico è un gestionale atipico: ironico, irriverente, eppure sorprendentemente profondo. Il giocatore veste i panni di "El Presidente", un improbabile dittatore a capo di una repubblica tropicale. Bisogna costruire infrastrutture, mantenere l’equilibrio tra le varie fazioni politiche (militari, ambientalisti, religiosi…), gestire l’economia e tenere a bada la popolazione – magari anche con qualche mossa poco democratica.
A differenza degli altri titoli, Tropico gioca con gli stereotipi e li usa per stimolare una riflessione ironica sul potere, sull’efficienza del comando centralizzato e sulla gestione delle risorse. Anche qui torna il tema della struttura da ottimizzare, ma con una chiave satirica che rende l’esperienza unica. Il suo gameplay si distingue per il sistema di editti e decreti, che permettono di modificare drasticamente le regole del gioco – dalla censura della stampa al salario minimo – influenzando direttamente la reazione delle diverse fazioni sociali. Una gestione “politica” del sistema, che introduce variabili ideologiche nella pura efficienza economica.
Gestione preistorica: Jurassic World Evolution
Trailer: Jurassic World Evolution 2
Tra i vari filoni del genere gestionale, merita una menzione speciale il franchise di Jurassic Park, da sempre legato a esperienze ludiche incentrate sulla costruzione e amministrazione di un parco a tema preistorico. Jurassic World Evolution ne rappresenta l’evoluzione più recente e complessa, trasformando il sogno (o l’incubo) di gestire un parco di dinosauri in una sfida strategica che unisce pianificazione, rischio e spettacolo.
In questo titolo, il giocatore deve bilanciare aspetti economici, operativi e biologici: dalla gestione delle entrate e delle spese alla cura del benessere animale, passando per la soddisfazione dei visitatori e la pianificazione delle infrastrutture. Il cuore dell’esperienza ruota attorno a un sistema economico realistico, dove ogni spesa – dalla ricerca genetica all’incubazione degli esemplari, dai salari del personale alla manutenzione delle strutture – deve essere giustificata da un adeguato ritorno in termini di affluenza e incassi.
Il parco deve essere progettato per ospitare più di 75 specie differenti, ciascuna con esigenze specifiche in termini di spazio, alimentazione e compatibilità con altri animali. A tutto ciò si aggiunge la gestione logistica delle squadre sul campo: ranger, veterinari e scienziati devono essere coordinati in modo efficiente per mantenere il parco operativo e sicuro. Come se non bastasse, eventi imprevisti – come tempeste, blackout o fughe dei dinosauri – mettono alla prova la robustezza del sistema, obbligando a introdurre ridondanze e piani di emergenza.
Non manca nemmeno una componente legata alla segmentazione del pubblico: i visitatori sono divisi per interessi (natura, avventura, lusso), e il successo economico del parco dipende anche dalla capacità di soddisfare queste diverse aspettative. Jurassic World Evolution 2 si presenta così come un gestionale sfaccettato, dove ogni elemento – dalla scelta delle specie al posizionamento dei servizi – contribuisce alla costruzione di un sistema complesso, fragile e
affascinante. Una vera simulazione del “parco perfetto”, dove la posta in gioco è tanto il margine di profitto quanto la sopravvivenza dei suoi (giganteschi) abitanti.
Sopravvivere all’impossibile: Frostpunk e This War of Mine
Trailer:
Frostpunk
This War of Mine
Quando la gestione diventa questione di sopravvivenza, il tono cambia radicalmente. Frostpunk ci mette al comando di una colonia di superstiti in un mondo ghiacciato da un’apocalisse climatica. L’obiettivo non è solo costruire, ma decidere chi vive e chi muore, in una corsa continua contro il freddo, la fame e il crollo del morale collettivo. Ogni scelta ha un costo etico e sociale, e l’equilibrio tra efficienza e umanità è sempre in bilico. La sua peculiarità è il sistema di leggi, che obbliga il giocatore a prendere decisioni morali difficili – come il lavoro minorile o la medicina spartana – per migliorare l'efficienza al costo di impatti sociali duraturi: una rappresentazione cruda della tensione tra produttività e valori umani.
This War of Mine segue lo stesso principio, ma dal basso: qui non siamo il sindaco, bensì semplici civili bloccati in una città in guerra. Dobbiamo razionare risorse, scambiare oggetti, curare ferite, proteggere il gruppo. Il gestionale si intreccia con la narrazione, e ogni decisione è una ferita aperta sulla pelle del giocatore. Il gameplay introduce un elemento unico: il ciclo giorno/notte, in cui di giorno si gestisce la base e di notte si rischia la vita in missioni furtive per reperire materiali. Questo dualismo crea una costante tensione tra sicurezza e rischio calcolato, rendendo il flusso di risorse imprevedibile e precario – proprio come in un contesto bellico reale.
Lean manufacturing? Lean gaming!
Osservando questi titoli, così diversi tra loro, dal rigore urbanistico di Cities: Skylines alla sopravvivenza disperata di This War of Mine, emerge con chiarezza il vero filo conduttore dell’articolo: la fascinazione per l’idea di organizzare, gestire e perfezionare un sistema complesso. È un impulso che molti professionisti della logistica e della produzione conoscono bene, perché richiama da vicino i principi della lean manufacturing.
Questi giochi, pur ambientati in contesti fantasiosi o estremi, mettono alla prova competenze reali: l’ottimizzazione dei flussi, la gestione efficiente delle risorse, la capacità di anticipare criticità e adattarsi al cambiamento. Il giocatore, proprio come un manager lean, osserva, analizza, interviene e sperimenta. Il sistema risponde in tempo reale, si inceppa, si evolve. Da quel ciclo continuo di feedback nasce un miglioramento progressivo, che è insieme sfida tecnica e soddisfazione intellettuale.
Anche quando entrano in gioco pressioni etiche, come in Frostpunk o This War of Mine, la logica gestionale resta centrale. Il contesto si fa più cupo, certo, ma la struttura decisionale rimane saldamente ancorata a una visione sistemica. Forse è proprio in questi scenari estremi che si coglie con maggiore forza quanto la gestione non sia mai soltanto una questione di numeri, ma anche di equilibrio, di priorità e di tenacia.
In fondo, che si tratti di costruire una città perfettamente funzionante o di tenere in vita un gruppo di superstiti, la motivazione profonda è la stessa: trasformare il caso in ordine, l’incertezza in strategia. E se un videogioco riesce a farci riflettere su tutto questo divertendoci, allora vale davvero la pena prenderlo sul serio.
Per chi fosse incuriosito da questo universo gestionale, niente paura: non serve essere esperti di logistica o avere un super computer per iniziare. Molti dei titoli citati – soprattutto quelli usciti da qualche anno – girano tranquillamente anche su macchine non recenti, e spesso si trovano a prezzi accessibili nei principali store digitali. Naturalmente, questo non vuole essere un invito all'acquisto, ma solo un incoraggiamento a esplorare un genere ricco di spunti e stimoli. Se qualcuno volesse approfondire, scambiare opinioni o ricevere consigli su come avvicinarsi a questo mondo, resto volentieri a disposizione: potete scrivermi a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..
Articoli di Alessandro Di Munno su Logistica Efficiente
“Ludografia”
Cities: Skylines
- Sviluppatore: Colossal Order
- Publisher: Paradox Interactive
Workers & Resources: Soviet Republic
- Sviluppatore: 3Division
- Editore: 3Division
Tropico (franchise)
- Sviluppatori: PopTop Software, Frog City Software, Haemimont Games, Limbic Entertainment, Realmforge Studios (a seconda del capitolo)
- Editore: Gathering of Developers, Kalypso Media
Jurassic World Evolution
- Sviluppatore: Frontier Developments
- Editore: Frontier Developments
This War of Mine
- Sviluppatore: 11 bit studios
- Editore: 11 bit studios
Frostpunk
- Sviluppatore: 11 bit studios
- Editore: 11 bit studios

