L’evoluzione dell’efficientamento delle attività di logistica
L'evoluzione del concetto di efficientamento nella logistica, iniziata negli anni '70, ha segnato una trasformazione significativa nel settore. Inizialmente, l'attenzione era focalizzata sull'ottimizzazione delle funzioni elementari di rifornimento delle linee di produzione, evolvendosi poi verso una logistica integrata che considera l'intera catena del valore.
Negli anni '80, la logistica ha iniziato a enfatizzare il servizio al cliente, adottando una strategia pull dove la domanda del mercato guida l'organizzazione logistica. Questo ha portato a una maggiore trasversalità della logistica nelle varie funzioni aziendali, ottimizzando processi multifunzione.
Negli anni '90, si è assistito a un'ulteriore evoluzione con l'integrazione funzionale, dove la logistica ha iniziato a integrare le diverse funzioni aziendali, ordinandole in una sequenza di processi che non solo riducevano i costi ma creavano anche valore. L'ascesa dell'e-commerce e le sue sfide logistiche hanno ulteriormente accelerato l'innovazione nel settore, richiedendo velocità e personalizzazione delle consegne, nonché un focus sulla sostenibilità e innovazione.
La situazione attuale
La situazione attuale del mercato logistico italiano è caratterizzata da una crescente pressione sui costi, in particolare quelli legati al personale. Questo aspetto incide notevolmente sulle marginalità delle aziende, essendo molto difficile assorbire operativamente tale zavorra.
Il mercato italiano mostra segni positivi con crescite costanti, ma ha dovuto affrontare sfide legate all'aumento dei costi operativi, influenzati anche da fattori come le oscillazioni di energia elettrica e il diesel. La scarsità di autisti e la necessità di ammodernamento dei mezzi rappresentano ulteriori sfide per il settore.
Rispetto ai maggiori competitor stranieri, il mercato logistico italiano si trova a dover gestire un peso maggiore del costo del personale, influenzato da una struttura economica caratterizzata dalla prevalenza di piccole imprese, con minori investimenti in ICT e Ricerca e Sviluppo, e quindi minori innovazioni di prodotto e a livello organizzativo-gestionale.
La necessità di potenziamento tecnologico e performativo è piuttosto accentuata, ma l’inaccessibilità economica delle soluzioni più avanzante determina un gap difficile da assorbire, che si ripercuote irrimediabilmente sui costi e sul livello di servizio.
L’impatto della tecnologia
Tuttavia, lo sviluppo tecnologico offre nuove opportunità per potenziare le performance e consentire nuove marginalità.
L'adozione di soluzioni come la Logistica 4.0, con progetti di digitalizzazione (implementati oggi dal 72% degli operatori), sistemi RFID, blockchain, e automazione dei magazzini, sta trasformando il settore.
L'intelligenza artificiale, l'IoT e il cloud computing sono tra i principali driver di questa trasformazione, che potrebbe portare a una crescita media annua del 3,9% nel mercato digitale italiano.
Mentre il settore logistico italiano affronta sfide significative legate ai costi del personale e alla necessità di innovazione, lo sviluppo tecnologico rappresenta una leva fondamentale per migliorare l'efficienza, ridurre i costi e incrementare le marginalità, posizionando il settore per competere efficacemente a livello internazionale.
Competenze trasversali tra digitalizzazione e sostenibilità
Per la corretta implementazione di una nuova cultura digitale, e per garantire alle aziende la necessaria sostenibilità operativa della stessa, è necessario che le aziende si dotino di figure
La logistica moderna richiede una gamma di competenze che vanno oltre le tradizionali capacità operative. Con l'evoluzione tecnologica, si prevede un crescente bisogno di profili altamente qualificati sia a livello gestionale che a livello ecologico ed ambientale.
Questo cambio di paradigma richiede una forza lavoro che possieda non solo un forte orientamento operativo, ma anche una solida cultura digitale. Per rispondere a questa esigenza, è fondamentale investire nella formazione e nello sviluppo delle competenze trasversali.
Sarebbe essenziale che le imprese logistiche collaborino strettamente con le istituzioni educative per definire l'evoluzione di programmi di studio rispecchino le competenze richieste dal mercato (è in discussione la costituzione di un istituto tecnico ad indirizzo espressamente logistico che potrebbe contribuire a creare personale già introdotto alla trasversalità digitale necessaria).
La formazione professionale “on the job” rimane sempre un volano straordinariamente efficace, accessibile e scalabile per implementare progetti di ammodernamento nel proprio controllo di gestione operativa.
La sostenibilità è un altro aspetto cruciale per il futuro della logistica. Con un'enfasi crescente su soluzioni a basse emissioni di carbonio e infrastrutture verdi, il settore necessita di specialisti nella gestione delle emissioni e nella progettazione di soluzioni ecologiche.
In conclusione, per mantenere la competitività e l'efficienza del mercato logistico italiano, è urgente colmare il divario di competenze attraverso l'educazione, la formazione e una stretta collaborazione tra il mondo accademico e quello professionale. Solo così sarà possibile assicurare che il settore sia pronto ad affrontare le sfide del futuro e a sfruttare le opportunità offerte dalla digitalizzazione e dalla sostenibilità.
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