Una vita tra Rock e Logistica: intervista a Josh Zighetti
Musica e logistica, due mondi apparentemente lontani.
Da una parte la musica, una disciplina dai forti connotati artistici, irrazionale, con grande coinvolgimento emotivo; dall'altra la logistica sistematica, razionale, dove si devono seguire regole precise e la costanza è fondamentale. Ma se ci si sofferma un attimo a pensare, non è proprio così. Musica e logistica sono accumunati dalla scansione di ritmi precisi, dalla costante ricerca di nuove soluzioni a partire dall'esistente. Questo è quello che abbiamo sperimentato noi di Logistica Efficiente attraverso l'incontro con Giuseppe Zighetti, in arte "Josh" Zighetti, logistico di professione presso la Sipcam nel centro distributivo di Salerano sul Lambro (LO) e frontman della sempre più quotata melodic rock band "Hungryheart" e del gruppo "Bad Medicine", importante realtà italiana che esegue cover di Bon Jovi.
Con il "capello lungo" e il giubbotto di pelle da vero rocker, Josh Zighetti ci accoglie al termine di una giornata lavorativa vissuta a stretto contatto con la Logistica e ci racconta cosa rappresentano per lui musica e logistica e quale sia il legame che le unisce.
1. Iniziamo l'intervista parlando un po' del gruppo, tra i tuoi, che attualmente sta attraversando una fase di grande successo: gli "Hungryheart".
Bene, allora comincerei subito dall'inizio... la band originale composta dal sottoscritto e dall'amico d'infanzia, nonché chitarrista/compositore, Mario Percudani viene fondata a metà degli anni novanta con un orientamento decisamente Melodic Hard Rock e con l'intento di suonare covers parallelamente a quello di produrre musica originale.
Successivamente, a completare la formazione si unirono Lele Meola al basso ed Emilio Sobacchi alla batteria. Dopo una dura e classica gavetta all'Italiana, fatta di compromessi economici e di molteplici live shows vissuti nelle più svariate situazioni, decidemmo che era giunto il momento di registrare il nostro primo album immersi nella tranquillità delle colline piacentine tra Agazzano e Tavernago agli Elfo Studio di Alberto Callegari, con la preziosa collaborazione di Daniele Mandelli. Correva l'anno 2002 all'epoca ma, purtroppo, per un brusca battuta d'arresto dovuta alla perdita del padre di Mario e di mia madre, l'album vedrà la luce solo sei anni più tardi.
E' stato un periodo difficile per entrambi, che si è riflesso sulla nostra attività artistica, obbligandoci ad un periodo di riflessione durante il quale, parallelamente agli Hungryheart, abbiamo intrapreso separatamente altri progetti musicali. Questo periodo è stato per entrambi un percorso di maturazione personale ed artistica, che ci ha permesso di ripartire con equilibrio trovando l'energia necessaria per la realizzazione del primo e fortunato album Hungryheart (2008).
Con nostra grande soddisfazione, l'album ha ricevuto critiche molto positive da tutto il mondo, raggiungendo il primo posto della classifica dei migliori album HardRock del 2008 in Canada. Nel frattempo Mario decide di rilevare la storica etichetta discografica Tanzan Music.
Inizia cosi un nuovo capitolo per gli Hungryheart, che entrano così ufficialmente a far parte dell'etichetta discografica e del neo nato GruppoTanzan. A due anni di distanza vede la luce il nostro secondo album, One Ticket To Paradise, che ha visto la collaborazione di numerosi artisti della scena europea ed americana, nonché l'arrivo in scuderia del nuovo drummer Mr. Paolo Botteschi, docente all'MMI di Lodi/Piacenza, apprezzatissimo turnista e collaboratore di svariati artisti di fama Italiana, tuttora componente fondamentale e di indispensabile umanità e indiscutibile maestro di tecnica e professionalità.
Dopo la promozione del disco in tutta Europa con un tour in svariati rock clubs e festivals, cominciammo a sentire lo stimolo di lavorare su un nuovo album, in un periodo in cui Mario e la Tanzan Music iniziarono la fortunata collaborazione con artisti d'oltreoceano che portarono la nostra etichetta ad un sempre maggior interesse mediatico.
Cinque anni dopo, con una più maturata esperienza e con l'entrata in formazione di Stefano "Skool" Scola di Lodi, pregiatissimo insegnante di basso sempre all'MMI di Lodi/Piacenza, la struttura della band si consolida e così, il 29 giugno 2015, nasce l'ultimo album "Dirty Italian Job" che ha avuto il piacere della collaborazione di alcuni ospiti come Paolo Apollo Negri e Alessandro Del Vecchio che si alternano alle tastiere, ed il prezioso aiuto per splendida versatilità vocale dell'amico Mr. Giulio Garghentini. In concomitanza con l'album abbiamo prodotto anche il nostro primo video clip utilizzando il singolo estratto dall'album, Shoreline, interamente realizzato dal fotografo & videomaker Riccardo Bernardi con l'aiuto del drone-pilot Daniele Ventola.
Le riprese sono state effettuate sul fiume Po che a noi piace definire il "nostro" Mississipi per grandezza ed imponenza, un posto dove evadere, tra l'erba secca dell'argine e quel rumore mistico dello scorrere lento dell'acqua che calma la sofferente anima di noi artisti. Qui io e Mario, seduti sulla riva del fiume abbiamo composto molte delle nostre canzoni.

2. Parlaci ora del tuo "altro" lavoro: la logistica. Di cosa ti occupi?
Lavoro con un team di splendide persone capitanato dalla Dottoressa Velardi e dall'Ing. Nicolosi, all'interno dello storico stabilimento dell'azienda milanese di fitofarmaci Sipcam SPA sito a Salerano Sul Lambro (LO). La mia storia è molto breve, arruolato nell'ufficio spedizioni dall'agosto del 2008, mi occupo principalmente dell'organizzazione delle spedizioni export e della gestione di back office della contabilità di magazzino. Un lavoro dinamico ed in continua evoluzione, perfetto per il mio modo di essere e di intendere il lavoro. Il relazionarmi con il resto del mondo è per me fondamentale e la posizione che ricopro in azienda mi permette di farlo quotidianamente, interfacciandomi con trasportatori e clienti da ogni parte del mondo.
3. "Dirty Italian Job" è il vostro ultimo disco. State ricevendo ottime recensioni da importanti riviste specializzate internazionali. Raccontaci un po' di questo album e soprattutto se vi aspettavate così tanto successo.
Devo ammettere che il responso positivo della critica mondiale e del pubblico ai concerti ha superato ogni nostra aspettativa. Quando cominciammo a lavorare su quest'album il nostro approccio è stato molto naturale e senza preconcetti, abbiamo cercato di comporre e suonare senza nessuna barriera mentale collegata ad un determinato genere musicale. Premetto che siamo persone con una vasta cultura musicale, amanti di diversi generi musicali che vanno dal suono libero della West Coast e la dolcezza delle melodie della New Country USA al rock più estremo, senza dimenticare la nostra musica Italiana, la musica classica,il Jazz, il blues del Delta e tutto quello che musicalmente ci fa emozionare indipendentemente dal genere.
In fase compositiva siamo molto legati alla semplicità ed all'immediatezza di chitarra acustica e voce. Tutte le nostre canzoni nascono così, con la dolcezza musicale del legno e la melodia di una voce. Insieme a Mario, autore di quasi tutte le canzoni, elaboriamo la struttura, i testi e le melodie. Personalmente, amo molto questo approccio compositivo, lo trovo rilassante e molto emozionante. E' cosi che riusciamo ad entrare in intimità con noi stessi e con le nostre emozioni più nascoste dandogli voce.
4. Come fai a coniugare il lavoro di tutti i giorni in magazzino con l'attività concertistica che comporta lunghe trasferte anche all'estero?
Organizzando in modo capillare ogni spostamento, usufruendo di ferie e permessi quando necessario, cercando di mantenere il giusto equilibrio e le giuste priorità tra il lavoro e la vita di musicista. Ho sempre lottato per far si che una cosa non escluda l'altra, è di fondamentale importanza per me esprimermi sia nel lavoro come nella musica. Come tutte le passioni richiede tempo e sacrificio, dedizione e perseveranza.
Credo che un uomo senza la proprie passioni viva solo a metà. Fortunatamente ho trovato in Sipcam, a partire dalla Direttrice di stabilimento Ing. Cigna, una sensibilità a 360° verso ogni forma artistica, ragion per cui non esito a coinvolgere con piacere i colleghi nelle mie attività extra lavorative con la band. Penso, infatti, che la magnificenza della musica sia nella capacità di coinvolgere emotivamente chi sa ascoltarla e regalar loro un posto dove poter sentirsi liberi.
5. E' stato più emozionante esibirsi in carcere o all'Expo? Raccontaci queste due esperienze così diverse.
Entrambe sono state emotivamente molto importanti. Il fascino e la bellezza di una manifestazione come l'Expo, con un affluenza di pubblico eterogeneo ed attento alle novità, ci ha stimolati moltissimo dal punto di vista relazionale. Inoltre, il feedback ricevuto sia dal padiglione Estonia, che ci ha ospitato, sia dal pubblico passante, ci ha dato la possibilità di avere molta visibilità e ha generato immediatamente una forte connessione musicale ed artistica con l'organizzazione estone, grazie soprattutto al contributo, la pazienza e la professionalità dell'amico ed organizzatore Andrea Forlani, grande fotografo e giornalista, nonché portavoce per la direzione artistica tra i due paesi. Un grande esempio dell'importanza dell'Italia e degli italiani nel mondo.
Per quanto riguarda il Carcere delle Novate di Piacenza (un sentito ringraziamento per la bellissima iniziativa all'amico Brunello Buonocore di Asp "Città di Piacenza", alla direttrice del carcere Caterina Zurlo e al Comune di Piacenza) è stata ancora una volta dimostrazione che la musica può superare tutti i confini senza barriere e pregiudizi. Trovarsi di fronte ad una folla di 60 persone tra detenuti e polizia penitenziaria, è stata inizialmente un sensazione surreale. Poi, sempre grazie alla musica, gli sguardi diffidenti dei detenuti si sono trasformati in un lunghi sorrisi di gioia ed approvazione, con partecipazione alle canzoni e supporto vocale. Aver suonato in un carcere è stato anche un importante momento di riflessione.
Dal mio punto di vista, alcune persone possono sbagliare, capire lo sbaglio e redimersi, ovviamente mi riferisco a reati di minore importanza. Le dinamiche e le motivazioni che portano allo sbaglio sono molteplici e possono derivare dai più svariati stili di vita ed estrazione sociale, mai comunque giustificabili ma a volte comprensibili. Concludo con una citazione che lessi tempo fa che diceva: "La liberazione non è la libertà; si esce dal carcere, ma non dalla condanna".

6. Ci descrivi il cambiamento che il "tuo" magazzino sta vivendo nell'ultimo anno?
Quando entrai in Sipcam trovai un'azienda forte dal punto di vista produttivo ma debole sotto il profilo delle attività di magazzino e questo, ovviamente, si ripercuoteva in entrambi i settori. La fortuna però di lavorare in un'azienda dinamica e con un team giovane, proiettato verso il futuro, ci ha permesso dei miglioramenti resi necessari dal continuo bisogno di evolversi per restare al passo con i tempi, cancellando a fatica il retaggio di vecchie abitudini.
L'innovazione apportata dal progetto svolto nell'ultimo anno, ci ha dato la possibilità di gestire singolarmente ed in modo capillare tutte le ubicazioni, associandone il numero di lotto, rendendo omogeneo e più sicuro il flusso della merce. Questo controllo totale sta permettendo a tutto l'organico di lavorare con precisione e rigore. Inoltre, per alcune scaffalature idonee, l'utilizzo di Shuttle radiocomandati per la movimentazione della merce, ha reso il servizio più elastico ed indipendente, agevolando il lavoro dell'operatore e allo stesso tempo riducendo il numero delle persone impiegate. Uno stoccaggio della merce come quello che è stato attualizzato, sfruttando tutti gli spazi possibili sia in altezza che in larghezza, ha aumentato la capacità di contenimento del magazzino favorendo il controllo sicuro della posizione della merce.

7. Come mai la scelta di cantare in inglese? Mai pensato di passare, anche solo parzialmente, all'italiano?
Premetto che sono un grande estimatore della musica italiana, in tutte le sue sfaccettature, dalla lirica classica, al rock sino al folclore della musica popolare. Sono cresciuto in una famiglia di ballerini di liscio, entrambi i miei genitori amavano passare parte del loro tempo nelle balere lombarde ed emiliane, per cui sin da bambino ho amato ascoltare e ad apprezzare la musica italiana.
Ricordo ancora mia Madre, che mi spingeva ad appoggiare i miei piccoli piedini sopra i suoi e così accompagnandomi cercava di insegnarmi a ballare. Il risultato, come ballerino, è stato deludente, ma ho potuto in questo modo innamorarmi della musica e decidere che forse era meglio la via del canto!
Cantare in lingua inglese è stata una scelta puramente musicale e di comunicabilità globale, oltre al fatto che la lingua inglese ricca di vocali si adatta perfettamente al tipo di musicabilità di cui ho bisogno. Ti confido che come artista sento la necessità di esprimermi anche nella mia lingua madre, per cui non escludo che un giorno realizzerò un disco anche in questa direzione.
8. Come ci raccontavi prima, in questo momento state affrontando un importante evoluzione del vostro magazzino. Come si vive dall'interno un esperienza del genere?
Siamo molto stimolati da questa nuova disposizione del magazzino, il poter gestire tutto il flusso della merce informaticamente ci ha permesso di limitare drasticamente gli errori di spedizione.
Entrambi i reparti, ovvero il Magazzino Spedizioni, dove lavoro, e il Magazzino Materie Prime e Ricevimento, sono molto soddisfatti della nuova procedura e stanno lavorando al massimo per attuarla al meglio.
Ciò nonostante non ti nego che, come tutte le nuove evoluzioni, c'è una componente di difficoltà organizzativa iniziale, di adattamento del vecchio sistema al nuovo, ma il morale è molto alto e le migliorie che questo sistema porterà, a partire da quest'anno, ci ripagherà di tutta la fatica che stiamo facendo.
La quotidiana collaborazione con il gruppo del CED coordinato da Campagnuolo (un ringraziamento sentito ad Alessandro, Angelo, Antonella, Désirée ed Onofrio), sono un valido aiuto alle nostre difficoltà ed una fonte di supporto alle nostre esigenze. Insomma una evoluzione positiva ed obbligatoria per certi versi.
Concludo con una citazione di Robbins che mi piace particolarmente e che rende il senso di quanto detto:
"Se fai ciò che hai sempre fatto otterrai ciò che hai sempre ottenuto".
9. Sul sito di Logistica Efficiente abbiamo parlato di Rock italiano attraverso un articolo che andava a ripercorrere le varie fasi del movimento. Secondo te in futuro riusciremo ancora a sentire hit in radio come "Chiara" dei Rats o "Senza Vento" dei Timoria come accadeva negli anni '90?
Lo spero tantissimo!
Ho sempre stimato i gruppi che hai appena citato! I Rats come i Timoria, sono un meraviglioso esempio di rock italiano, una formula perfetta di sonorità più dure rispetto allo standard che il mercato discografico italiano richiedeva, un connubio che ha reso il rock italiano riconosciuto anche all'estero. Come loro potrei citarne altri, troppi da poter menzionare in questo spazio, chi più bravo e chi di minor talento, chi più fortunato chi meno.
Viviamo in un'epoca televisiva dove la fanno da padrone format televisivi come XFactor, The Voice, Amici ecc... dove ragazzini senza esperienza o quasi, vengono proiettati su grossi palchi, riempiti di speranze e poi l'anno successivo lasciati soli a naufragare nel vastissimo mondo discografico, rimpiazzati da una scelta discografica nuova e di tendenza che durerà anch'essa il tempo di far guadagnare al music business la cifra che si erano prospettati.
Pochissime di queste meteore riescono ad avere continuità e per gli altri, subito dimenticati dai media, rimane l'oblio, incastrati e delusi da un un mondo che non gli appartiene più e che forse non gli è mai appartenuto veramente.
10. Visto che sei il Frontman degli "Hungryheart" e dei "Bad Medicine", ti senti Frontman anche nel lavoro da logistico?
Mi piace pensare che lo sia anche nella posizione che ricopro in azienda, perlomeno l'attitudine rimane quella, quella voglia di esporsi per primo come sul palco anche nella vita la sento presente anche nel lavoro, nelle situazioni nelle quali devo affrontare decisioni su come gestire la documentazione per le spedizioni verso l'Export o semplicemente collaborando alla perfetta movimentazione informatica, coordinandomi con il resto del personale del magazzino.
Anche qui come sul palco non serve solo essere un buon cantante per fare buona musica, bisogna anche avere il supporto di una buona band, ed in questo i collaboratori in Sipcam, come i musicisti con cui suono, sono vincenti.
11. Abbiamo parlato in questa intervista di rock e logistica. Secondo te cosa li accomuna?
Domanda molto particolare... non di facile risposta. Potrei dire che come la logistica movimenta prodotti in tutto il mondo, come il rock movimenta sensazioni sino al diretto interessato. Nello stesso tempo condividono la durezza del lavoro, come nel suono, e l'energia di dare sempre il massimo, che sa essere dolce come la conclusione di un progetto logistico o di una spedizione andata a buon fine, come una suadente canzone d'amore.
Concludo ringraziando la redazione per il supporto che sta' dando alla musica e per la piacevole intervista, salutando tutti i lettori di LOGISTICA EFFICIENTE e tutti i colleghi da entrambe le parti, ricordando che vale la pena vivere la vita facendo quello in cui si crede, sempre! Solo così si potrà dire di essere spiriti liberi e di vivere veramente, nel lavoro come nelle passioni.
See you on the road!
Rock On!
Josh

