Last mile delivery: le sfide - e i costi - dell'ultimo miglio
La last mile delivery, o consegna ultimo miglio, si riferisce all’ultimo tratto del processo di consegna dei prodotti ordinati online, effettuata direttamente al consumatore finale.
Tale tratto inizia quindi dall’ultimo nodo logistico (tipicamente l’ultimo transit point della rete del corriere espresso in carica della consegna) e termina nel punto di consegna scelto dal cliente finale (che spesso coincide con l’indirizzo di casa dello stesso).
Le criticità della last mile delivery sono molteplici.
Se si considera il tipico acquisto effettuato su un sito e-commerce, sono immediatamente evidenti le complessità associate al livello di servizio sempre più stringente richiesto dal cliente. In primo luogo, in termini di velocità di consegna: sempre più spesso i clienti si aspettano di ricevere la merce che hanno acquistato in pochi giorni, talvolta addirittura il giorno successivo rispetto a quello di emissione dell’ordine. Da un punto di vista logistico, questo risulta nella necessità di gestire lead time molto compressi, all’interno dei quali devono essere effettuate attività di processamento dell’ordine, picking degli articoli, packing ed etichettatura, oltre che infine la spedizione vera e propria. Non da ultimo, i clienti si aspettano puntualità e accuratezza, in un processo che per la prima volta pone il consumatore finale in una posizione di interfaccia diretta con la logistica (spesso in altri contesti “nascosta” e non direttamente visibile).
Oltre alle complessità lato servizio al cliente (ovvero efficacia), che certamente amplificano i costi del processo, esistono criticità direttamente connesse alla dimensione economica (ovvero di efficienza).
Le consegne ultimo miglio sono infatti caratterizzate da dimensione degli ordini estremamente ridotte: spesso, se si escludono settori peculiari come quelli dell’e-grocery (in cui il numero è più elevato), un ordine è composto da una sola linea (o comunque poche linee), e un altrettanto ridotto numero di pezzi. Inoltre, questi ordini sono associati a punti di destinazione potenzialmente molto dispersi geograficamente, essendo destinati alle abitazioni (o punti di ritiro tipicamente di prossimità) dei singoli clienti. Il paradigma logistico da affrontare è quindi totalmente differente rispetto a quello tradizionale: non più poche consegne di qualche pallet a pochi punti (tendenzialmente infrastrutture logistiche), ma molteplici piccoli pacchetti da portare (vicino) alle case dei consumatori finali.
Tutte queste dimensioni comportano nel complesso un costo estremamente elevato, che può raggiungere anche il 50% dell’intero costo logistico associato al prodotto.
I driver di costo
Quali sono i fattori principali che determinano questo costo (e sui quali può servire quindi agire se si vuole cercare di ridurlo)?
Un elemento sicuramente centrale è la densità di consegna, intesa come il numero di consegne che devono essere effettuate in una stessa area.
La last mile delivery infatti esaspera le caratteristiche tipiche del trasporto secondario (o distribuzione locale): la parcellizzazione delle consegne richiede, dopo aver percorso un tratto per raggiungere l’area di consegna, di compiere quello che viene definito delivery tour. Spesso associato al “giro del latte”, questo giro di consegna (in cui i diversi punti vengono toccati in sequenza) prevede che l’elemento critico non sia tanto la distanza da percorrere, quanto il tempo speso una volta raggiunto il punto di destinazione (ovvero per le attività di handling – in questo caso scarico del pacco dal furgone e la consegna dello stesso al cliente – nonché di quelle “accessorie”, quali il parcheggio del mezzo, e l’apertura e la chiusura dello stesso).
Un altro fattore che può impattare notevolmente il costo di last mile delivery è la probabilità di fallire un tentativo di consegna. Nonostante questo non sia – più – sempre necessario, talvolta per effettuare la consegna è necessaria la presenza del cliente per ritirare personalmente il pacco. L’eventuale assenza della persona preposta al ritiro può quindi generare una cosiddetta mancata consegna (missed delivery o failed delivery), che richiederebbe di schedulare nuovamente un passaggio nello stesso punto in uno dei giorni successivi.
A cosa può essere utile l’identificazione di questi fattori (anche chiamati driver di costo) con riferimento alla last mile delivery? La loro definizione può aiutare a determinare strategie e soluzioni più o meno innovative per cercare di ridurre il costo stesso delle consegne ultimo miglio. Queste soluzioni possono infatti utilizzare come leve di azione proprio un loro aumento (nel caso della densità di consegna) o diminuzione (nel caso delle mancate consegne).
Un esempio rappresentativo di questo fenomeno è quello che prevede l’utilizzo dei punti di ritiro o dei parcel locker: in un unico luogo vengono lasciati più pacchi che sarebbero destinati a punti diversi (aumento della densità di consegna), e questo luogo non prevede la necessità della presenza del cliente finale, in quanto disaccoppia la fase di consegna da quella di ritiro (riduzione della probabilità di incorrere in mancate consegne).
