ETS (Emission Trading System): quale impatto sul trasporto delle merci
Negli ultimi tempi, uno dei temi caldi nel mondo della logistica è l'incremento dei costi del trasporto marittimo, in parte legato all'implementazione dell'ETS (Sistema di Scambio di Emissioni). Questo sistema, che mira a ridurre le emissioni di gas serra, impone alle aziende di acquistare quote di emissione per le loro attività, compresi i trasporti. Di conseguenza, le compagnie di navigazione e i operatori logistici si trovano a dover affrontare costi aggiuntivi, che spesso si riflettono sui prezzi finali del trasporto. Questo aumento può influenzare le tariffe di spedizione e, di conseguenza, i costi per le aziende che dipendono dal trasporto marittimo per le loro merci. È un esempio di come le politiche ambientali possano avere un impatto diretto sulla logistica globale, spingendo il settore a cercare soluzioni più sostenibili e innovative per contenere i costi e rispettare le nuove normative.
Si ricorda che la dimensione ambientale della sostenibilità deve sempre tenere conto anche della componente economica all’interno dei processi di gestione della catena logistica, con il fine di ottenere uno sviluppo economico che sia, per l’appunto, sostenibile.
Queste due dimensioni, insieme a quella sociale, vengono indicate come 3P Triple Bottom Line: Planet, People, Profit.
La sostenibilità economica è sicuramente la dimensione che cattura il maggior interesse ed al contempo la maggiore apprensione, da parte delle aziende, nonostante questa vada comunque integrata con le altre due dimensioni. Essa considera non solo il guadagno che possono ottenere i diversi attori della catena, ma anche l’impatto che ha il beneficio economico sulle aree geografiche che ospitano le attività.
La sostenibilità economica è guidata da fattori che possono essere raggruppati in categorie:
- Prestazioni economiche: sono fattori che riguardano la capacità di compiere azioni economiche necessarie a sostenere il valore di mercato dell’azienda;
- Benessere finanziario: sono fattori che riguardano il benessere e la sostenibilità finanziaria dell’intera catena;
- Struttura e mercato: sono fattori che riguardano la struttura del mercato e la catena di distribuzione;
È chiaro quindi che un aumento del costo dei noli marittimi a carico del Sistema “Supply Chain” dei Territori Schiavi del sistema marittimo ( le Isole appunto) genera impatti e disequilibri che devono essere compensati. Oggi i rincari dei noli marittimi per i collegamenti da e verso le due isole maggiori italiane ( trasporto marittimo in prevalenza Ro – Ro) arrivano fino al 30% del costo del metro lineare dei veicoli industriali imbarcati; in genere si riscontra un aumento di circa il 15/20% su tutte le tratte marittime italiane ro-ro.
La domanda quindi che ci si pone è semplice ma emblematica: “Chi assorbe questo maggior costo?” Volendo rispondere dovremmo elencare tutti gli attori coinvolti nella Supply Chain “insulare”: per esempio la compagnia di navigazione, I vettori che imbarcano i propri mezzi sulle navi, i mittenti, i destinatari delle merci o tutti i soggetti citati in debita proporzione?
Difficile dare una risposta; sicuramente ciò che si rileva è che questo scenario rischia di compromettere la competitività di tutto il sistema industriale e manifatturiero, ed in genere distributivo, dei territori coinvolti da queste modalità di trasporto, in particolare delle due Isole Maggiori dell’Italia.
È altrettanto chiaro che nel caso le imprese di autotrasporto o logistica non applicassero questi aumenti ai loro clienti o questi ultimi li rifiutassero, l’impatto sul loro bilancio sarebbe tale da compromettere la continuità aziendale.
