Droni: la last-mile delivery vola a casa nostra?
La last-mile delivery, anche chiamata consegna ultimo miglio (ovvero la consegna di pacchi ordinati online direttamente a casa del cliente finale), è caratterizzata da diverse complessità e criticità. Gli ordini online sono di dimensione molto ridotta, e le destinazioni possono essere geograficamente molto disperse. Inoltre, sempre più i clienti si aspettano spedizioni estremamente rapide e puntuali, e spesso gratuite.
In questo contesto sono diverse le soluzioni innovative che gli operatori hanno messo – e stanno mettendo – in atto per cercare di fronteggiare questo problema distributivo così complicato e diverso da quello tradizionale. Tra le varie opzioni, diverse sperimentazioni (anche in Italia, si pensi ad Amazon in Abruzzo) si stanno concentrando sui cosiddetti droni.
I droni
I droni - o UAV (Unmanned Aerial Vehicle) - sono velivoli a pilotaggio remoto, che possono essere controllati a distanza mentre raggiungono le zone designate, dove possono lasciare il pacco trasportato.
I droni per le consegne attualmente in commercio sono disparati, ma è possibile identificare tre principali gruppi, che si distibnguono tra loro sulla base della capacità (ovvero il peso che possono movimentare), la distanza che possono percorrere considerando i limiti di batteria, e la velocità di viaggio.
- Droni “light”: la capacità è di 1-3 kg, l’autonomia di viaggio si assesta intorno ai 10-30 km, e la velocità può arrivare ai 50/80km/h.
- Droni “medium”: la capacità è di 5-10 kg, l’autonomia di viaggio si assesta intorno ai 30-60 km, e la velocità può arrivare ai 60/100km/h.
- Droni “heavy”: la capacità è di 10-50 kg, l’autonomia di viaggio si assesta intorno ai 50-100 km, e la velocità può arrivare ai 80/150km/h.
Indipendentemente dalle specificità, che rendono una tipologia più o meno adatta a un determinato contesto, tutti hanno caratteristiche che li rendono adeguati alla distribuzione degli ordini e-commerce (con pacchi di piccoli dimensioni e a peso ridotto, e con punti di destinazione che corrispondono alle singole case dei clienti).
I vantaggi delle consegne con droni
Questa soluzione innovativa consente agli operatori di apportare diversi vantaggi rispetto alla soluzione di consegna tradizionale (in cui un van tocca in sequenza diversi punti di consegna, all’interno del cosiddetto “delivery tour”).
Primo, una riduzione dei costi operativi. Se da un lato il consumo di carburante che servirebbe a un van per raggiungere alcune zone viene abbattuto, dall’altro un singolo operatore può controllare contemporaneamente più droni diversi (arrivando in alcuni casi a sorvegliarne anche 10).
Secondo, i droni consentono di accedere a zone altrimenti molto difficoltose da raggiungere per un van (si pensi ad aree remote o geograficamente isolate). Inoltre, può essere vantaggioso nel caso di una destinazione caratterizzata da densità di consegna estremamente ridotta (che un van dovrebbe raggiungere per consegnare uno o pochissimi pacchi).
Terzo, i droni possono abbattere i tempi di consegna, specialmente in aree che potrebbero altrimenti essere raggiunte solamente attraversando strade molto trafficate o caratterizzate da tempi di percorrenza molto elevati.
Quarto, i droni consentono di ridurre l’impatto ambientale di una consegna rispetto a quella del van. I motori elettrici dei droni inquinano meno dei veicoli ad alimentazione diesel, che sono invece associate a una maggiore produzione di emissioni.
Sfide per il futuro
Ma se questi sono i vantaggi, dobbiamo aspettarci vicino il momento in cui alzando gli occhi vedremo sopra le nostre teste flotte di droni impegnati a consegnare i nostri ultimi acquisti online?
La risposta breve è: probabilmente no.
Quella lunga, invece: al momento questa soluzione si configura come un’opzione con carattere di eccezionalità (consegne ultrarapide, in zone ben delimitate), e non come un’alternativa reale in grado di sostituire la consegna tradizionale tramite van. Sono molti infatti gli ostacoli da superare perché i droni possano diventare una reale opzione diffusa ed efficace: non si possono ignorare la necessità di adeguati spazi di volo e atterraggio, i limiti di capacità, l’autonomia della batteria, ma anche i vincoli di natura legale e di sicurezza presenti in molti paesi (relativi sia alle normative di volo, ma anche a quelle a tutela della privacy).
Se in futuro questa soluzione verrà realmente adottata, difficilmente lo sarà in modo estensivo, autonomo ed esclusivo. Lo scenario più plausibile è invece quello complementare della cosiddetta soluzione “ibrida”. In questa opzione i droni vengono trasferiti nei pressi dell’area di consegna da un van, per poi percorrere solo l’ultimo tratto dal mezzo a “casa” (giardino, cortile, terrazzo o altro spazio idoneo) del consumatore. Il van è presidiato da un operatore, che, oltre che degli spostamenti, sarà responsabile di sostituire le batterie dei droni ove necessario, e di caricare i pacchi per la consegna successiva.
E quindi, dove stare tra le reazioni degli scettici – per cui questa opzione è un puro sforzo di marketing – a quelle degli entusiasti – per cui questi piccoli veicoli aerei sono la soluzione vincente per le consegne online? In questo caso, in medio stat virtus.

