Le carte di controllo: un ottimo strumento per il monitoraggio dei processi in magazzino
“Se non possiamo esprimere ciò che sappiamo su un Processo, in numeri, non ne sappiamo molto, se non sappiamo molto su un Processo, non possiamo controllarlo, se non possiamo controllarlo, siamo in balia del caso” - Genichi Taguchi
La produttività, espressa in operazioni all'ora o, più precisamente, in righe prelevate/stoccate all'ora, rappresenta la CTQ (Critical to Quality, secondo la terminologia del Six Sigma) per eccellenza nella misurazione di un processo interno al magazzino.
È evidente che per valutare se il processo analizzato "funziona correttamente", ogni bravo analista di magazzino esamina attentamente i dati di produttività, particolarizzandoli, stratificandoli, confrontandoli e comprendendo il loro andamento temporale.
Tuttavia, è fondamentale chiedersi quali siano i dati di controllo, ovvero le soglie che, in quella specifica analisi, devono essere rispettate dalla produttività per poter affermare che il processo è sotto controllo. Per comprendere questo, dobbiamo innanzitutto definire cosa significhi l'espressione "sotto controllo".
Richiamo una definizione mutuata dai Metodi di analisi dei processi produttivi: un processo si considera in Stato di Controllo quando il valore medio del suo indicatore di misurazione corrisponde al target specificato dal cliente e presenta una variabilità naturale. In queste condizioni, il processo è anche definito stabile.
In pratica, riferendoci alla produttività e alle performance dei processi in magazzino, possiamo affermare che tali processi sono in Stato di Controllo se non mostrano fenomeni di variabilità speciale, non controllata, e condizionata da fattori che dovrebbero essere eliminati.
Se ripuliamo appunto il Processo dalla sua Variabilità speciale, per esempio agendo sulle cause speciali ( Layout sbagliati, fenomeni di disturbo nell’operatività , ecc) noi avremo la certezza che le eventuali variazioni di Processo rimaste, misurate con il dato di Produttività, sono esclusivamente quelle legate al caso ed alla natura del Processo stesso. Questa situazione è rappresentata nella figura sottostante.
Supposto di avere raggiunto appunto questa condizione di stabilità noi possiamo ritenere di avere il Processo in stato di controllo, a prescindere dalla sua più o meno grande variabilità che sarà appunto solo quella naturale.
Ora arriviamo alla domanda fatidica: Come facciamo ad assicurarci che un Processo di Magazzino stia restando nella sua condizione di stabilità?
Ebbene ci avvaliamo delle carte di controllo attraverso le quali monitoreremo l’andamento dei valori assunti appunto dalla CTQ, nel caso d’esempio: la Produttività.
È così che a carta di controllo costituisce un metodo grafico che permette di verificare se il Processo mantiene la sua condizione di Stabilità nel tempo.
Il metodo di utilizzo consiste in un confronto fra il Processo e i cosiddetti limiti di controllo (ULC e LCL), posizionati a + 3 sigma (deviazione standard) e -3 sigma dalla media.

Supponiamo di considerare il Processo di Preparazione degli ordini giornalieri di un Magazzino. Dopo una serie di interventi su cause speciali, il Processo di Picking si può sostenere abbia raggiunto la sua stabilità ( è presente solo variabilità naturale); dopo misurazione opportuna del Processo rileviamo che la produttività media al Picking e la deviazione standard sono rispettivamente di 150 prelievi/h e 30 prelievi/h.
i Limiti superiore ed inferiore saranno rispettivamente LCL= 60 prelievi/h e UCL= 240 prelievi/h.
Poiché il Processo di Preparazione è in controllo statistico possiamo “certamente” affermare che la probabilità che la Produttività giornaliera superi i limiti (in eccesso il UCL e in difetto il LCL) è pari allo 0,27%.
Laddove quindi rilevassimo che la Produttività giornaliera inizia ad assumere valori esterni ai limiti citati, ebbene questo è un segnale che stanno subentrando nuove Cause speciali che determineranno una variabilità, speciale appunto, particolarmente pericolosa perché imprevedibile.
Per sistematizzare questi controlli vengono eseguiti una serie di Controlli detti Test di Nelson che mirano proprio a scovare segnali di variabilità speciale che portano a dire che quello specifico processo di Preparazione rischia di uscire dalla condizione di controllo statistico e rifinire nuovamente nel baratro della casualità.

