UNI 11731 e Manutenzione Scaffalature – Guida al ripristino della sicurezza in magazzino
Le scaffalature sono attrezzature da lavoro soggette a usura, urti accidentali e deformazioni che ne possono compromettere l’integrità strutturale. In questi scenari, la priorità è il ripristino tempestivo delle condizioni di sicurezza.
Come previsto dalla normativa UNI EN 15635, i danni devono essere valutati durante le ispezioni tecniche periodiche programmate sotto la responsabilità del PRSES. A seguito dell’ispezione e dell’analisi delle cause del danno è necessario attivare procedure di manutenzione sulle scaffalature interessate.
Manutenzione delle scaffalature, le indicazioni generali sugli interventi
Qualsiasi intervento di ripristino, sia esso una riparazione o una sostituzione, deve essere eseguito esclusivamente da operatori specializzati. Le azioni da intraprendere devono essere approvate dal responsabile della progettazione strutturale o da un tecnico competente abilitato.
La valutazione nel definire se sia necessaria una riparazione o una sostituzione deve essere effettuata in base al tipo di danno e al livello di rischio riscontrati, come indicato dalla normativa UNI EN 15635.
Prima di procedere all’intervento, è sempre necessario scaricare la porzione di scaffalatura interessata in modo da poter agire in sicurezza. A intervento concluso, sarà necessario validare la conformità della struttura verificando i parametri indicati dalle normative.
Pianificazione dell’intervento di ripristino dei componenti danneggiati
Le modalità operative e la supervisione degli interventi sono prerogativa esclusiva di:
- Produttore della scaffalatura, (tramite tecnico specializzato);
- Tecnico abilitato ai sensi della legislazione vigente.
Il ripristino deve sempre mettere al primo posto la sicurezza degli operatori. Inoltre, il livello di sicurezza dell’attrezzatura interessata, al termine delle operazioni, deve risultare non inferiore a quello della struttura integra.
Riparare o sostituire?
Le sostituzioni devono seguire rigorosamente la procedura del costruttore o del tecnico che ha stilato il rapporto di ispezione, con successiva verifica di corretta installazione. Le caratteristiche dell’elemento sostitutivo devono essere identiche al componente originario.
Le riparazioni sono un tema delicato. Generalmente, non sono mai raccomandate, a meno che non esista una procedura dettagliata fornita da un ingegnere strutturista che dovrà poi validare il lavoro per iscritto. La riparazione è, infatti, ipotizzabile solo nel caso in cui non sia possibile eseguire una sostituzione del pezzo danneggiato
Allo scopo di prevenire la variazione delle caratteristiche dell’acciaio, nella riparazione è necessario evitare l’utilizzo di:
- Fonti di calore, come fiamme o fiaccole;
- Lavorazioni meccaniche di deformazione a freddo che producano una nuova conformazione del profilo (raddrizzamenti, lisciature, ecc…)
Se assolutamente necessarie, le riparazioni effettuate tramite saldatura devono essere realizzate solamente utilizzando procedimenti e materiali idonei ai profili sottili e mediante operatori qualificati. Non è ammesso eseguire saldature su materiali zincati.
Interventi di riparazione mediante deformazione a freddo sono ammessi solo per danni che hanno prodotto la deformazione locale di una sezione e devono garantire il ripristino della conformazione iniziale. Non sono ammessi nel caso di deformazioni globali.
Un componente strutturale non deve mai essere riparato se presenta:
- Spellature, pieghe, strappi o rotture;
- Uno o più attacchi del connettore visibilmente danneggiati o rotti;
- Deformazioni residue nei componenti della spalla con classificazione di danno giallo o rosso, come descritto nella normativa UNI EN 15635;
- Deformazioni residue permanenti delle travi sul piano verticale maggiori del 20% della deformazione ammissibile sotto carico (L/200)*;
- Deformazioni residue laterali delle travi, maggiori del 50% della deformazione verticale ammissibile sotto carico (L/200)*;
- Connettori delle travi con rotture nella saldatura o strappi nel materiale;
- Deformazioni o danni in qualsiasi componente classificati come danno rosso secondo la UNI EN 15635.
*L rappresenta la lunghezza della campata del componente che sostiene il carico
Piccoli danni localizzati (ammaccature, piccole fratture, ecc…) devono essere valutati dal progettista o da un tecnico competente. È comunque necessaria una specifica scritta su come procedere alla riparazione.
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