INDICE DI ROTAZIONE
L’indice di rotazione, chiamato anche indice di rotazione delle scorte o inventory turnover, misura quante volte la giacenza media di un articolo viene consumata, venduta o rinnovata durante un determinato periodo.
È uno dei principali indicatori utilizzati nella gestione delle scorte. Permette di valutare la velocità con cui i materiali attraversano il magazzino e di individuare articoli ad alta, media o bassa rotazione.
Un indice annuale pari a 4 indica che, nel corso dell’anno, una quantità equivalente alla giacenza media è stata utilizzata quattro volte. Un valore elevato segnala generalmente una permanenza breve delle merci, mentre un valore basso indica scorte che rimangono più a lungo in magazzino.
Come si calcola l’indice di rotazione
L’indice viene calcolato dividendo il consumo del periodo per la giacenza media registrata nello stesso intervallo di tempo:
Indice di rotazione = consumo del periodo ÷ giacenza media
Per un prodotto destinato alla vendita, al numeratore possono essere utilizzate le quantità vendute. Per materie prime, componenti e materiali tecnici è spesso più appropriato utilizzare le quantità effettivamente prelevate o consumate.
La giacenza media può essere calcolata utilizzando rilevazioni periodiche dello stock. Quanto maggiore è la variabilità delle scorte, tanto più frequenti dovrebbero essere le rilevazioni utilizzate per determinare una media rappresentativa.
Un calcolo semplificato può utilizzare la media tra giacenza iniziale e finale:
Giacenza media = (giacenza iniziale + giacenza finale) ÷ 2
Questo metodo è adatto soprattutto quando lo stock varia in modo abbastanza regolare. In presenza di stagionalità, picchi o forti oscillazioni è preferibile utilizzare medie mensili, settimanali o giornaliere.
Numeratore e denominatore devono essere espressi con criteri omogenei. Le quantità vendute devono essere confrontate con una giacenza media in pezzi, chilogrammi o altra unità fisica equivalente.
Quando il calcolo è effettuato a valore, si utilizza normalmente il costo del venduto o del materiale consumato, confrontato con il valore medio delle scorte determinato secondo lo stesso criterio di valorizzazione. Non è corretto confrontare direttamente i ricavi di vendita con uno stock valorizzato al costo.
Rapporto tra rotazione e copertura
La rotazione indica quante volte la scorta viene rinnovata, mentre la copertura esprime per quanto tempo la giacenza disponibile può soddisfare il consumo previsto.
Per un indicatore annuale, una stima della copertura media in mesi può essere ottenuta con la seguente relazione:
Copertura media in mesi = 12 ÷ indice di rotazione annuale
Con una rotazione pari a 4, la copertura media teorica è quindi di 3 mesi. Con una rotazione pari a 6, la copertura è di circa 2 mesi.
La relazione deve essere interpretata come una media. Se la domanda è stagionale o irregolare, la copertura effettiva deve essere calcolata considerando il consumo previsto nei periodi successivi e non soltanto il consumo medio storico.
Un indice elevato non è automaticamente positivo. Una riduzione eccessiva delle scorte può aumentare il rischio di rottura di stock e peggiorare il livello di servizio.
Come interpretare l’indicatore
L’indice deve essere confrontato nel tempo, tra articoli simili oppure rispetto a obiettivi coerenti con il settore e con il modello operativo. Non esiste un valore ottimale valido per ogni prodotto e per ogni impresa.
Un articolo ad alta rotazione richiede normalmente frequenti attività di ricevimento, reintegro e prelievo. Nel layout di magazzino può essere conveniente collocarlo vicino alle aree operative, riducendo le distanze percorse dagli operatori e dai mezzi.
Un articolo a bassa rotazione può invece occupare spazio per lunghi periodi e immobilizzare capitale. Un valore ridotto deve essere analizzato insieme a domanda prevista, valore unitario, criticità del prodotto, tempi di approvvigionamento e rischio di obsolescenza delle scorte.
L’indice può essere combinato con l’analisi ABC. La classificazione economica individua gli articoli che incidono maggiormente sul valore complessivo, mentre la rotazione distingue i prodotti in funzione della frequenza con cui vengono consumati o movimentati.
Questa analisi incrociata aiuta a evitare decisioni basate su un solo parametro. Un articolo può avere un valore economico elevato ma una rotazione bassa, oppure un valore unitario ridotto ma un numero molto elevato di movimentazioni.
L’indice di rotazione deve quindi essere utilizzato insieme ad altri KPI, come copertura, disponibilità, valore delle scorte, accuratezza dell’inventario, lead time e frequenza delle rotture di stock.
Esempi di calcolo e utilizzo
- un articolo registra un consumo annuo di 12.000 pezzi e una giacenza media di 3.000 pezzi: l’indice di rotazione è pari a 4;
- un prodotto ha una rotazione annuale pari a 6: la copertura media teorica è di circa 2 mesi;
- un articolo ad alta rotazione viene collocato vicino all’area di spedizione per ridurre i percorsi di prelievo;
- una referenza con rotazione molto bassa viene analizzata per verificare eccedenza, fine vita o rischio di obsolescenza;
- gli articoli vengono classificati combinando valore economico, indice di rotazione e criticità per il servizio.
L’indice di rotazione consente quindi di comprendere la velocità con cui le scorte vengono utilizzate. Per ottenere un dato attendibile è necessario scegliere un periodo significativo, calcolare correttamente la giacenza media e utilizzare unità di misura omogenee.
Il suo miglioramento non deve essere perseguito riducendo indiscriminatamente lo stock. L’obiettivo è raggiungere un equilibrio tra capitale immobilizzato, spazio occupato, costi di gestione e disponibilità dei materiali richiesta dai clienti o dai processi produttivi.
