Supply chain globali: quattro tendenze da cui ripartire per dare forma al futuro
Negli ultimi 2 anni i rischi e le carenze nelle nostre supply chain globali sono stati al centro delle discussioni che hanno animato sale riunioni, uffici e persino le sale da pranzo delle nostre case. Era ed è inevitabile, il tema della disponibilità di prodotti, piattaforme, risorse ora più che mai è nevralgico.
Materie prime, energia, semiconduttori, chip, cibo, automotive… le catene di approvvigionamento, sono ormai riconosciute come centrali per la sopravvivenza, il successo e la crescita del business e non solo come un'opportunità per ridurre i costi. Mentre viviamo questa prima parte del 2022, con l'incertezza dilagante, i rapidi cambiamenti dovuti alle varianti del Covid-19 e ad altre crisi geopolitiche internazionali, cosa possiamo aspettarci per i prossimi mesi?
Per Richard Howells, Vice President, Solution Management for digital supply chain di Sap, la risposta si riduce a 4 temi principali. Resilienza, Sostenibilità, Visibilità e Tecnologia.
Una risposta che arriva da un manager che conosce ogni angolo delle piattaforme di supply chain management e che, oggi più che mai, vale la pena ascoltare con molta attenzione all’inizio di un anno davvero critico per ogni settore e dimensione di impresa.
Resilienza: perchè i rischi della supply chain continuano ad aumentare
Negli ultimi mesi, la parola che tutti hanno usato per descrivere ciò che è necessario a un’azienda per sopravvivere è stata “resilienza” e in parte non potrebbe essere altrimenti.
Gli esperti prevedono, a breve termine, continue interruzioni nella continuità delle catene di approvvigionamento, con problemi relativi alle navi mercantili, carenza di manodopera e squilibri tra domanda e offerta. Secondo un’analisi del Wall Street Journal, circa il 45% degli economisti crede che bisognerà aspettare fino alla seconda metà del 2022 prima che di vedere un miglioramento. «Per aumentare la resilienza nelle catene di approvvigionamento globali - racconta Howells - le aziende dovranno riequilibrare le strategie on-shore near-shore e off-shore per le sedi di produzione. Come hanno fatto negli ultimi due anni, dovranno cioè continuare a identificare strategie di approvvigionamento alternative per ridurre la dipendenza dai singoli fornitori nelle regioni a basso costo. Le strategie di ottimizzazione dell'inventario continueranno a essere cruciali, aiutando i responsabili a identificare materiali, prodotti chiave e a determinare quanto e dove conservarli lungo la supply chain. Le organizzazioni dovranno anche migliorare la collaborazione e aumentare la visibilità con fornitori di servizi logistici, produttori a contratto e altri partner commerciali chiave».
La sostenibilità è la sfida degli anni 2020
Il cambiamento climatico, l'economia circolare, l'ESG e la sostenibilità sono diventate tutte priorità aziendali negli ultimi anni e le catene di approvvigionamento globali si trovano proprio nel mezzo di queste sfide, sia come uno dei principali fattori che contribuiscono ai problemi, sia come una grande area di interesse dove possiamo agire per affrontare questi stessi problemi. Tuttavia, c'è un divario tra le dichiarazioni e gli intenti in ambito sostenibilità e la capacità di portarli a termine.
Questa è stata una delle evidenze più nette emerse da un sondaggio di Oxford Economics tra i responsabili delle decisioni a livello di supply chain in tutto il mondo, in tutti i settori: l'88% ha fatto una chiara dichiarazione di intenti sulla sostenibilità o ne sta creando una, ma solo il 52% ha trasformato queste parole in azione. Inoltre, meno della metà degli intervistati ha affermato di avere una visibilità significativa sul proprio processo di approvvigionamento di prodotti sostenibili. E solo il 21% ha dichiarato di avere una visibilità completa sul processo di approvvigionamento dei propri fornitori di prodotti sostenibili.
«Poiché le iniziative ambientali, sociali e di governance (ESG) continuano a essere una priorità aziendale nel 2022 - spiega Howells - le aziende cercheranno risposte nelle loro supply chain e aumenteranno la pressione sui loro partner affinché diventino più socialmente responsabili».
La visibilità guida la resilienza e la sostenibilità
Il vecchio proverbio dice "non puoi gestire ciò che non puoi misurare". Come possiamo diventare più resilienti ai cambiamenti lungo la supply chain o raggiungere gli obiettivi di sostenibilità se non abbiamo le informazioni per prendere decisioni informate? Nel 2022 ci si concentrerà maggiormente sul miglioramento della visibilità per raccogliere, consolidare e consumare dati e informazioni in tempo reale dall'intera catena di approvvigionamento. «Mentre progettiamo, produciamo e forniamo prodotti più intelligenti – spiega il manager Sap - stiamo generando quantità di dati senza precedenti. Utilizzando questi dati, le persone possono determinare le prestazioni di prodotti, attrezzature o veicoli, misurare le emissioni di carbonio, vedere se richiedono manutenzione e molto altro ancora. Aggiungete a questo il miglioramento della qualità dei dati sulla domanda e sui clienti provenienti dall'analisi del sentiment, dai social media e dai dati ambientali come i modelli di traffico e meteorologici, e avremo una visione in tempo reale a 360 gradi della catena di approvvigionamento».
La tecnologia fornisce i dati e gli strumenti
L'industria 4.0 dovrebbe finalmente trovare crescente applicazione concreta nel 2022 poiché il machine learning e l'intelligenza artificiale utilizzano i volumi di dati basati su IoT e social media provenienti da persone, dispositivi, risorse, prodotti e veicoli lungo la supply chain per automatizzare decisioni e processi. Nel frattempo, l'analisi predittiva consentirà alle imprese di prendere decisioni più informate in tempo reale e di guidare nuovi modelli di business.
«Dalle fabbriche intelligenti dotate di 5G, con maggiore connettività e soluzioni di intelligenza artificiale avanzate, a prodotti e risorse intelligenti lungo tutta la catena di approvvigionamento - conclude Howells - , l'Industria 4.0 ha molto da offrire alle aziende che hanno investito in queste tecnologie. I prossimi mesi porteranno in dote maggiore attenzione alle aziende che utilizzano tecnologia per l'Industria 4.0 all'interno delle loro fabbriche, di risorse intelligenti lungo la catena di approvvigionamento e di prodotti e servizi intelligenti nelle mani dei clienti. La tecnologia aiuterà anche ad alleviare la carenza ormai cronica di competenze specializzate e a migliorare l’esperienza dei dipendentii migliorandone la produttività e il processo decisionale attirando allo stesso tempo nuovi talenti con strumenti all'avanguardia. Con l'aumentare del grado di automazione, libereremo la forza lavoro da compiti ripetitivi e consentiremo alle persone di concentrarsi su problemi e decisioni più complessi che richiedono interazioni umane. Una cosa è chiara. Le supply chain hanno affrontato sfide importanti e sono state sotto i riflettori negli ultimi 20 mesi e continueranno a esserlo anche nel 2022».
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