Amati e odiati cavolfiori!
Ormai ci siamo, da qualche giorno, dopo anni di lavori, disagi e soliti ritardi all'italiana, si sono aperte le porte dell'EXPO 2015 a Milano.
Uno dei temi principali è il cibo e l'alimentazione.
Ogni paese del mondo porta quello che più lo rappresenta, e il modo migliore sono i prodotti tipici e tradizionali.
Nel nostro bel paese abbiamo e viviamo di tantissime tradizioni e spesso, ognuna di essa è legata a una festa a cui non può mancare il tipico piatto tradizionale.
Sono appunto numerose le feste regionali (sagre) in tutta Italia, dove si possono consumare veri e propri piatti stellati; dalla busecca (trippa alla milanese), al porceddu sardo, dalle sarde in saore, fino al famoso cous cous di pesce di San Vito Lo Capo.
Poi ci sono prodotti a cui non diamo molta importanza ma che si trovano appunto, tradizionalmente, quasi tutti i giorni sulle nostre tavole. Ed è proprio di uno di questi che vi parlerò.
Si tratta del nostro amato e odiato cavolfiore.
Effettivamente sembra un po' banale come argomento, il cavolo è il cavolo, ma se vi capita di essere al reparto frutta e verdura del vostro supermercato o, ancora meglio, in un tipico mercato di quartiere, guardate bene, perché potreste trovarne di tutti i colori: bianco, arancione, verde e viola!
Vi parlerò dei miei due preferiti: il verde, conosciuto come romanesco e il viola, detto violetto di Sicilia.
Il cavolo romanesco è un vero capolavoro della natura.
Ha una forma piramidale composta da tante piccole rosette, disposte a spirale che si ripetono con regolarità secondo la sequenza di Fibonacci. E' conosciuto in tutta la campagna romana da tempi remoti. Nel 1834, Giuseppe Gioacchino Belli, noto poeta romanesco, in uno dei suoi più famosi sonetti "Er testamento der Pasqualino", racconta un episodio di un ortolano (il torzetto) che coltiva proprio cavoli romaneschi.
Ricco di vitamina C, di fibre e di calcio, risulta molto saziante, contiene un basso quantitativo di calorie, ed è considerato un salutare anti tumorale.

Ancora più ricco di benefici per la nostra salute è il cavolfiore viola.
Nasce esclusivamente nella fantastica Sicilia. Il suo colore dipende dalla presenza di carotenoidi e antociani che sono antiossidanti, sostanze in grado di ridurre i danni provati dall'azione dei radicali liberi. Protegge i capillari, previene infiammazioni ed è soprattutto un ottimo contrasto dei processi cancerogeni.
Ecco, ora che sappiamo che fa molto bene alla nostra salute, non ci resta che assaggiarlo.
Sono svariati i modi per degustare al meglio questo ortaggio: gratinato, in crema, al vapore con olio e sale o anche crudo per una fresca insalata.
La mia ricetta di oggi sarà una, appunto, tra le più tradizionali:
PASTA AL VIOLETTO DI SICILIA
La pasta con i cavoli, o broccoli, è un piatto tipicamente meridionale, dove è d'obbligo usare le orecchiette, ho voluto sostituirle però con una pasta integrale per esaltarne il colore viola.
Durante la cottura, il colore violaceo tende parecchio a sbiadire, quindi sarebbe meglio poterlo cuocere a vapore.
Ricetta
- Un cavolo viola con foglie molto verdi
- 300 g di pasta integrale
- 3 filetti di acciuga
- 1 spicchio d'aglio
- olio ev
- sale e pepe
- parmigiano o pecorino
Lavare per bene il cavolfiore eliminando le foglie e la parte grossa del gambo, utilizzando così solo le cime viola. Cuocere al vapore per circa 12-15 minuti (in alternativa potete anche lessarlo). Mentre fate cuocere la pasta (qualsiasi formato) in una padella antiaderente lasciate appassire a fuoco lento uno spicchio d'aglio schiacciato con i filetti di acciuga. Quando l'acciuga si è sciolta, togliere l'aglio, alzare la fiamma, e aggiungere il cavolfiore. Scolate la pasta e fate saltare il tutto. Regolare di sale e pepe, e il piatto è pronto; a piacere, parmigiano o pecorino.
In alternativa, potete tenere la pasta un po' più al dente, trasferire il tutto in una teglia o in una pirofila, e, con l'aggiunta di qualche fetta di mozzarella di latte vaccino e una bella grattugiata di pecorino, infornarla a 180° per 15 minuti. Otterrete così una ghiotta pasta gratinata.
Ecco a voi due ricette per stupire in tavola con uno dei nostri ortaggi tradizionali, garantendoci un gran bel figurone con i nostri ospiti.
Ed ora non vi resta che entrare a visitare l'EXPO. Chissà, magari tutto il mondo sarà attratto dal prodotto più banale, il cavolfiore.
Bergamini Alberto
cuoco, cresciuto professionalmente con i migliori cuochi delle migliori gastronomie milanesi, usando materie prime di gran pregio e respirando la passione per la cucina tradizionale!

