Advanced Inventory Planning
Nel "tradizionale" processo di pianificazione, i membri di una supply chain gestiscono i processi indipendentemente, scambiando generalmente solo gli ordini di acquisto.
Una comunicazione limitata di questo tipo genera due tipologie di effetti: da una parte si avrà una bassa sincronizzazione dei processi logistici, che darà origine ad una serie di ottimizzazioni locali le quali a loro volta genereranno un incremento dei costi complessivi del sistema, e dall'altra il cosiddetto effetto Bullwhip. Con tale termine si identifica l'amplificazione della variabilità e dell'incertezza della domanda man mano che si sale lungo la filiera così che, da piccole variazioni nella fase dowstream, si genereranno variazioni sempre più ampie procedendo verso "monte".

Le ragioni dell'effetto Bullwhip derivano da scelte razionali che vanno a compiere i diversi attori della filiera ottimizzando localmente i loro processi, quali politiche previsionali, politiche di rifornimento (es: EOQ), politiche amministrative (es: ottenere particolari sconti sul sell-in). Da qui si origina quindi tutta una serie di conseguenze, come previsioni di domanda poco accurate, incrementi del capitale circolante (scorte) e quindi costi superiori, incrementi del capitale fisso (necessità apparente di extra-capacità) e rischio di mancate vendite.
È per questa serie di motivi che, all'interno della filiera, i diversi attori stanno adottando sempre più dei processi di pianificazione collaborativi che permettano di ottenere un'ottimizzazione "globale".
Esistono tre possibili modelli collaborativi:
- Condivisione di informazioni;
- Coordinamento centralizzato;
- Collaborazione.
Le differenze fra i 3 modelli stanno tutte nel diverso livello di integrazione fra le parti coinvolte.
Condivisione di informazioni
In questa "configurazione" i partner di filiera continueranno a mantenere processi di pianificazione separati, ma condivideranno, con un certo livello di dettaglio, informazioni e dati vari (es: informazioni di sell out, livelli di stock, eventi pianificati, programmi di replanishment...). In questa maniera si avrà un incremento della qualità dei processi di entrambi gli attori in quanto questi saranno basati su informazioni più ricche ed affidabili.
Coordinamento centralizzato
Questa tipologia di collaborazione trova declinazione in due sigle ormai di uso comune, che sono Vendor Managed Inventory (VMI) e Continuous Replenishment Program (CRP). Questi modelli sono basati su una centralizzazione delle decisioni nelle mani di uno solo dei membri della supply chain (generalmente il fornitore), con l'obiettivo di creare un unico centro decisionale e di responsabilità che possa gestire i trade-off lungo la filiera.
Il contratto fra cliente e fornitore riguarderà aspetti legati al livello di servizio atteso, al livello di scorta che dovrà essere garantito nel magazzino del cliente e, al "timing" della relazione ovvero ogni quanto dovrà avvenire lo scambio di informazioni tra i due attori.
Da questo tipo di relazione si otterranno vantaggi in termini di costi di mantenimento a scorta, riduzione delle mancate vendite e ottimizzazione di trasporti e prelievi (solo lato fornitore). In termini di costi amministrativi invece il fornitore vedrà un aumento dei costi in quanto dovrà gestire un numero maggiore di informazioni.
Collaborazione
In alcuni casi potrebbe non essere sufficiente il trasferimento della responsabilità del riordino materiali al fornitore (caso del Coordinamento Centralizzato), ma potrebbe essere che entrambi i partner possiedano competenze specifiche non formalizzabili e come tali devono essere condivise. Questo sistema trova largo utilizzo in quei contesti in cui le previsioni di vendita assumono un ruolo determinante nell'ottimizzazione dei rapporti tra i vari attori della filiera. Il punto di partenza di un sistema Collaborativo (Continous Planning, Forecasting and Replenishment, CPFR) è la realizzazione di un piano condiviso e l'individuazione di obiettivi primari.
Una corretta implementazione del modello porterà ad una più precisa previsione delle vendite anche in contesti di variazione improvvisa della domanda e di poter gestire efficacemente e tempestivamente le eccezioni che si potrebbero verificare.
Nel CPFR tutti gli attori coinvolti nel sistema partecipano, con i dati in loro possesso, all'analisi della situazione. Se ad esempio un distributore finale della catena avesse intenzione di procedere con una promozione su un dato prodotto, questa iniziativa verrebbe portata a conoscenza dell'intero sistema e quindi un ipotetico fornitore o produttore presente potrebbe adeguarsi producendo maggior quantità di quel dato prodotto in modo tempestivo ed organizzato.

