Meglio essere centrali o baricentrici? Questo è il problema
La competitività logistica del centro Sardegna - Riflessioni di un Logistico legato alle proprie radici.
Premessa
La corretta localizzazione di un magazzino/ CEDI/ Piattaforma Logistica/ Distripark all'interno di un territorio regionale è, oggi più che mai, un tema attualissimo che condiziona prepotentemente le scelte degli imprenditori della logistica, i trasportatori che fanno distribuzione di collettame e le aziende di distribuzione commerciale.
In sostanza la corretta scelta della location del proprio "CE.DI (centro di distribuzione)" può fare la differenza sulla sopravvivenza della aziende sopraccitate, siano esse impegnate in attività di magazzino (stoccaggio dei prodotti distribuiti), sia piuttosto impegnate in operazioni di solo Transit point.
Infatti questa importante variabile va ad incidere pesantemente sulla costruzione della tariffa logistica con la quale entreranno nel mercato.
Analisi
L'interesse di questa breve analisi riguarda l'appetibilità dell'area distrettuale del centro Sardegna, tendenzialmente localizzata nella vecchia zona artigianale di Macomer (comune della provincia di Nuoro, posizionato al 135-esimo chilometro della SS131 direttrice stradale principale della Sardegna), dal punto di vista dei flussi logistici in/out che investono la Sardegna.

Si parte quindi da 2 semplici domande
- Come si colloca il distretto rispetto alle principali catene logistiche in ingresso/uscita dalla Sardegna?
- Gli operatori Logistici e le aziende che gestiscono i propri flussi distributivi, trovano convenienza a localizzarsi in quest'area?
Da un punto di vista geografico verrebbe spontaneo, come spesso si fa, sostenere che la centralità di tale area facilita notevolmente i processi distributivi di chi colloca le proprie merci in tale area e poi procede allo smistamento verso ogni possibile cliente posizionato su tutto il territorio sardo.
Evidentemente la valutazione è più complessa e merita qualche riflessione ulteriore. Per arrivare ad una soluzione è opportuno verificare e confrontare i costi di filiera.
Intanto i soggetti che sono interessati a questo discorso possono essere:
- Spedizionieri;
- Operatori logistici tout court (operatori ai quali le aziende affidano tutta o parte della propria logistica).
- Autotrasportatori: operatori in conto terzi con veicoli di proprietà che effettuano servizi di sola vezione a carico completo da punto a punto.
- Corrieri: operatori di trasporto a collettame.
- Corrieri espressi o integratori: aziende corrieristiche organizzate per il trasporto di piccole partite con impianti altamente automatizzati ed informatizzati.
- Aziende commerciali e di produzione che hanno deciso di internalizzare i processi logistici.
Per semplicità consideriamo il caso di catene logistiche relative ad operatori logistici che gestiscono i flussi merceologici di beni di largo consumo che, provenendo dal continente devono essere distribuite presso diversi clienti in Sardegna.
I costi affrontati, nella Supply Chain logistica sono aggregabili in 3 principali macrovoci:
- Costi della primaria ( fase del trasporto, in genere a carico completo, dal sito di produzione e/o centro logistico nazionale verso il punto logistico in Sardegna).
- Costi logistici della piattaforma regionale (in genere vengono misurati per unità di carico gestita);
- Costi della distribuzione capillare (si tratta della fase finale delle consegne, fino al cliente territoriale).
In sintesi, la corretta combinazione delle 3 voci di costo determina la sopravvivenza del business logistico.
A seconda delle caratteristiche della catena logistica specifica, i 3 valori possono essere totalmente diversi.
L'obbiettivo, va da se, è quello di ridurre la somma totale dei costi, ammettendo anche che uno di essi possa essere più elevato nella soluzione scelta. Il corretto posizionamento della piattaforma logistica (sul territorio regionale) condiziona tutte e tre le voci di costo.
Il Distretto di Macomer è geograficamente centrale, ma è anche baricentrico in termini logistici? La risposta è legata alla sua capacità di minimizzare le tre voci di costo per l'operatore logistico che lo sceglie come sito; questo dipende soprattutto:
- dai porti di accesso/uscita delle merci in Sardegna ( a sua volta legati ai siti in Continente);
- dal posizionamento dei clienti da servire su tutto il territorio regionale;
- dalle quantità di merce che, mediamente ogni volta, vanno consegnate al cliente;
- dal parco mezzi sul quale si decide di investire per effettuare la distribuzione;
- dalle frequenze di consegna settimanali;
- dai lead time ammessi dal cliente;
- dai costi di polo ( costo dell'area e dell'accessibilità all'area).
Costi del trasporto primario.
Per quanto ogni aspetto vada affrontato, in relazione al caso specifico, attraverso un vero e proprio business plan ed un conto economico di commessa, si possono sostenere alcuni aspetti fondamentali:
- L'ingresso dei semirimorchi che dal continente approvvigionano il 90% di beni di largo consumo in Sardegna, avviene in genere dai Porti di P.to Torres (per la Lombardia, Liguria, Emilia Romagna Alta, Triveneto), Olbia ( per la Toscana, bassa Emilia Romagna, Lazio) .
- Se il carico relativo ad un semirimorchio non va direttamente presso un solo cliente ( più DDT -documenti di trasporto- finali) è opportuno che esso venga "intercettato" presso una piattaforma di "degroupage" al fine di poterne determinare la ventilazione capillare.
- Tale trasporto primario in genere ha un costo sulla vezione pari a 0,98cent/€ per chilometro.
- In relazione al punto precedente, se la destinazione regionale è l'area del centro Sardegna, il costo della primaria sul territorio regionale sarà pari a 98€ (sola tratta di andata), mentre qualora la destinazione fosse l'area vasta di Cagliari il costo sarebbe di 230€ (sola tratta di andata): quindi 264€ in più.
- La centralità del distretto in analisi facilita le logiche di triangolazione fra "trattori" e semi rimorchi.
Costi logistici della piattaforma regionale in funzione della sua localizzazione
Per comprendere i costi di struttura deve essere condotta un'accurata valutazione dell'area di potenziale insediamento; si devono cioè valutare tutti i plus localizzativi dell'area in questione; in particolare:
- censimento di aree e strutture esistenti (comprese quelle in corso di realizzazione o programmate) già dedicate all'attività logistica o facilmente adattabili;
- individuazione di massima di aree idonee per la collocazione di una piattaforma logistica tenendo conto dei seguenti fattori:
-
- dotazione infrastrutturale delle aree;
- il livello di accessibilità rispetto a tutte le modalità di trasporto;
- collocazione strategica rispetto alle nuove infrastrutture previste dalla pianificazione regionale e nazionale;
- prossimità ad aree a maggior consumo logistico;
- compatibilità con la pianificazione urbanistica locale;
- costi di investimento sulle aree;
- possibilità / disponibilità futura di espansione delle aree logistiche (assenza di congestione).
Nella tabella seguente vengono comparate due possibili localizzazioni di piattaforma, rispetto ai punti sopra indicati.

Scala di valutazione in termini di importanza: Basso – Medio - Alto
In queste valutazioni è fondamentale avere, da subito:
- una stima della tipologia e del numero di utenti della piattaforma ( intesa come operatori logistici che, attraverso i propri volumi, la utilizzeranno come base;
- una stima di massima dei flussi veicolari in ingresso e uscita dalla piattaforma, in termini di volumi di merce e di traffico automezzi.
- Una stima del potenziale massimo di unità di carico che dovranno transitare e/o essere stoccate all'interno della piattaforma.
- Una stima dell'evoluzione in altezza dei magazzini che ospiteranno la piattaforma logistica.
Costi della distribuzione capillare (da dove conviene distribuire?)
Questi rappresentano la vera incognita di tutto il progetto per il corretto posizionamento della piattaforma; questo aspetto è infatti influenzato dalla variabilità delle commesse, dalla localizzazione dei clienti finali, dai volumi medi della singola spedizione, dalla frequenza delle richieste di consegna.
Il ragionamento da condurre quindi è quello inverso:
In relazione all'evidente risparmio sulle precedenti voci di costo logistico (trasporto primario e costi di localizzazione) che il distretto del centro Sardegna può determinare, quanto margine di convenienza ha l'operatore logistico nel distribuire da una piattaforma localizzata in questo distretto?

