Lean logistic: il cross docking
Emersa come una delle tendenze in via di espansione nel 2022, il Cross Docking rappresenta una pratica già diffusa e radicata nella distribuzione di alcune categorie merceologiche, ma che probabilmente nel prossimo futuro verrà estesa a molti altri ambiti in quanto risulta particolarmente calzante con le mutate necessità operative in ambito Supply Chain.
Il concetto è semplice: si tratta di programmare l’attività di distribuzione delle merci presso i CeDi in maniera da smistarle immediatamente al momento della ricezione, provvedendo subito alle operazioni di preparazione degli ordini e di carico, di modo da predisporle alla spedizione senza la necessità di stoccarle.
I magazzini in questa visione diventano unicamente aree di transito per la merce da distribuire, e per ottimizzare il processo è opportuno che siano strutturati in modo da avere in posizioni distinte ma attigue (preferibilmente opposte) le baie destinate al ricevimento ed al carico.
Una pratica di lean logistic
Il Cross Docking è considerato una pratica di Lean Logistic in quanto consente un abbattimento dei costi correlati alle operazioni di movimentazione interna, di stoccaggio e di picking, modificando il concetto di magazzino: da luogo di stazionamento delle merci in attesa della distribuzione ad area di smistamento di merci già ordinate e provviste di una destinazione finale.
Come detto si tratta di una pratica esistente da tempo, diffusasi nella grande distribuzione di categorie merceologiche rapidamente deperibili quali gli alimentari freschi o l’ortofrutta, che male tollererebbero i periodi di latenza derivanti dallo stoccaggio presso i centri di distribuzione in attesa che ne vengano determinate le destinazioni.
Certamente però il modello si sta diffondendo maggiormente in quelle catene distributive di tipo “pull” , ovvero determinate dalla domanda: la merce viene “ordinata”, e quindi prodotta e si muove solo una volta che ne viene determinata la destinazione finale (e, spesso, corrisposto il valore economico), presso un punto vendita specifico o addirittura presso l’acquirente finale, attraverso i canali di E- Commerce. “Just in Time” e “Just in Case”, appunto, come professa la filosofia Lean.
Le fasi eliminate sono quelle senza valore aggiunto e la loro soppressione, rendendo più agile e rapida la fase di distribuzione intralogistica, contribuisce alla riduzione di tutti i principali sprechi oggetto di analisi nella Lean Manufacturing: la sovrapproduzione e l’accumulo di scorte immobilizzate esposte a molteplici rischi di deperimento (per obsolescenza, per danni correlati ad una non corretta movimentazione, per cause di forza maggiore, per naturale deperimento, per fluttuazioni del mercato…) che ne comprometterebbero il valore. Ma anche la creazione di lead time connessi ad ogni fase soppressa, gli spostamenti inutili ed i processi inefficienti.
Altro dettaglio non trascurabile, che contribuisce a rendere la pratica del Cross Docking particolarmente confacente alle necessità emerse a proposito di esigenze distributive dell’ultimo miglio, (specialmente se in ambiti urbani) è la riduzione delle necessità di spazio in cui operare, in particolare se si considera l’ottimizzazione degli spazi che si rende necessaria a garantire l’agilità e la sicurezza delle fasi di stoccaggio e di picking, che in questo caso vengono completamente eliminate.
Flussi informativi
Risulta quindi facile comprendere quanto per un corretto funzionamento dei sistemi basati sul Cross Docking sia necessario un flusso informativo relativo alle merci in transito completo e tempestivo.
Il metodo prevede infatti un estremo coordinamento tra le merci fisicamente in transito e le informazioni ad esse correlate, e predilige l’approccio collaborativo e condiviso degli aspetti tecnologici adottati presso tutta la filiera distributiva.
Ogni livello della Supply Chain deve fornire digitalmente ed aggiornare con puntualità le informazioni relative alle fasi svolte in modo da consentire un monitoraggio end to end dell’intero flusso distributivo, dalla produzione del singolo collo distribuito all’effettivo recapito presso il punto di destinazione determinato in tempi certi ed osservando gli standard stabiliti e condivisi per ogni fase.
Dalla puntualità e dalla velocità con la quale viene reso fruibile il flusso informativo relativo alla destinazione della merce in entrata dipende l’efficacia del funzionamento dell’intero sistema di Cross Docking, in quanto la merce ricevuta non può rimanere in attesa di definizioni riguardo alla destinazione: questo finirebbe fatalmente con l’ingolfare gli spazi in magazzino impedendo al sistema di poter accogliere ulteriore merce in entrata.
Necessità di vettori
Altro elemento di criticità dei sistemi basati sul Cross Docking è rappresentato dalla necessità di vettori frequenti e puntuali al fine di consentire un transito agile e rapido delle merci presso i centri di distribuzione.
Per un corretto funzionamento di questa pratica occorre infatti un sistema sostanzialmente parallelo di mezzi atti al trasporto in ingresso ed in uscita, che consenta di poter esprimere a pieno le potenzialità del metodo adottato, dato che, nell’intento, le merci vengono rapidamente messe nelle condizioni di abbandonare il magazzino e, al fine di una corretta minimizzazione delle necessità in termini di spazi e di movimentazioni, sarebbe opportuno che lo facessero nella maniera più fluida e veloce possibile.
Soprattutto per motivi di ottimizzazione del volume di trasporto per ciascuna destinazione, sono però frequenti le ibridazioni dei sistemi di Cross Docking che si basano sulla preparazione immediata degli ordini da spedire e dell’allocazione del materiale pronto alla spedizione in aree definite di “pre-carico” in attesa che ad esse vengano accorpate altre merci da veicolare verso le medesime destinazioni.
Certamente però questa interpretazione aumenta le necessità di spazio da destinare alle operazioni, oltre ad innalzare la possibilità di errori nella fase di carico. La conseguenza è una parziale neutralizzazione dei benefici generati da un’applicazione più minuziosa e pedissequa del sistema stesso.
Tipologie di cross docking
In base a queste ultime considerazioni possiamo dividere le tipologie di Cross Docking possibili in almeno tre distinte fattispecie:
- Movimento continuo: si tratta della forma più pura di Cross Docking, ed è la modalità più confacente al modello diffusosi con le pratiche di E-Commerce e di B2C, dato che prevede il ricevimento di un ordine già pronto e confezionato per la consegna all’acquirente o al consumatore designato. La merce in questo caso non subisce alcun tipo di trattamento o di preparazione ulteriore al di là del controllo qualitativo che ne determina in maniera finale la corrispondenza con gli standard predeterminati. Viene semplicemente scaricata dal vettore proveniente dal produttore e ricaricata sul mezzo che la veicolerà verso l’acquirente finale;
- Movimento di distribuzione: prima forma di ibridazione del sistema, questa modalità prevede una serie di operazioni definite “di preparazione” al fine di rendere la merce confacente le necessità di distribuzione dell’ultimo miglio. Le operazioni di intralogistica svolte in questo caso sono tutte finalizzate al rendere il collo in uscita pronto per essere recapitato. Oltre alla ricezione e alla spedizione del carico pertanto le merci vengono smistate e pallettizzate in carichi FTL (Full Truck Load), senza però che avvenga un effettivo stazionamento presso il magazzino. Questa è una modalità generalmente praticata nei modelli di distribuzione B2B;
- Movimento consolidato o ibrido: in quest’ultima fattispecie la merce, oltre ad essere lavorata con ulteriori fasi di smistamento dopo la ricezione, viene suddivisa: una parte viene appunto processata in Cross Docking e viene spedita contestualmente, mentre l’eccedenza viene stoccata e quindi allocata presso il magazzino. Le ragioni per cui si può decidere di procedere in questo modo sono diverse: dall’impossibilità di ricevere la merce da distribuire in unità singole (dovendo quindi necessariamente procedere all’acquisizione di un lotto da smaltire nel tempo), alla volontà di approfittare di promozioni sulla fornitura o di ottimizzazione del costo del trasporto precedente, possibile in alcuni casi solo previa il raggiungimento di un certo volume da veicolare.

