Lean logistic: il backhauling
In un’epoca nella quale l’impennata dei costi di sostentamento delle catene di approvvigionamento stritola la filiera, la ricerca di percorsi di ottimizzazione è divenuto un imperativo per tutti i professionisti del settore.
La chiamata alla decarbonizzazione si coniuga perfettamente con questa esigenza, e certamente sarà perseguita con ingenti investimenti negli anni a venire, atti soprattutto all’ammodernamento dei vettori e delle tecnologie destinate alla movimentazione ed al trasporto delle merci, ed all’implementazione di una gestione IT sempre più puntuale ed evoluta.
Con il termine “sostenibilità” ben si sintetizza la ricerca di un sistema che si riveli efficiente sia rispetto alle logiche economiche che lo governano, sia rispetto agli obiettivi ambientali che in maniera crescente diverranno prioritari.
A livello di Supply Chain, una pratica che ben coniuga la persecuzione di entrambi questi obiettivi è certamente quella definita di “backhauling”.
Letteralmente il termine indica la ricerca di ottimizzare ogni trasporto utilizzando il vettore per veicolare, oltre alla merce da recapitare inizialmente, un carico durante l’inevitabile rotta inversa per effettuare il ritorno.
Non si tratta affatto di una nuova tendenza, e le compagnie che si occupano di trasporto merci ben conoscono questa pratica e la sua crucialità nell’ottimizzazione della filiera logistica.
Il sistema, molto semplicemente, consente infatti di veicolare più merce investendo meno risorse: con meno vettori si trasporta più merce, riducendo la necessità di traffico, di carburante, di veicoli, di operatori e di ore uomo necessarie al trasporto di una certa quantità di materiale. Da un altro punto di vista ogni vettore è così in grado di guadagnare di più per ogni viaggio effettuato, aumentando la redditività e la competitività della propria attività.
L’ottenimento di un’alta percentuale di viaggi in backhauling comporta un grande sforzo dal punto di vista del planning, e la grande necessità di connessione tra la propria azienda ed il maggior numero di partner possibili, ragionando in una “logica di settore” oggi in realtà ancora poco diffusa e consolidata.
Articoli di Gianpaolo Albertoni su LogisticaEfficiente
Una possibilità difficile da praticare
La possibilità di effettuare entrambe le tratte di ogni viaggio veicolando dei carichi da recapitare comporta un’estrema ottimizzazione delle risorse e delle ore uomo investite nel trasporto. Nonostante questo la pratica risulta piuttosto difficile da perseguire, e sebbene si coniughi molto bene con le necessità delle moderne catene di approvvigionamento, l’organizzazione stabile di viaggi in backhauling risulta ancora molto laboriosa e praticata poco diffusamente.
Sicuramente la capitalizzazione del sistema distributivo attuale, con l’affermazione del modello “Amazon” e la conseguente moltiplicazione esponenziale dei punti di drop off da servire, così come la fioritura delle logistiche inverse hanno rappresentato un enorme accrescimento delle possibilità di individuare merci e rotte da veicolare verso ogni tratta.
La simultanea frantumazione del flusso (è diventato molto più difficile ricevere commesse relative al trasporto di volumi alti ed omogenei) comporta la necessità di effettuare molte corse ma a basso budget, con la complicazione di dover conseguentemente servire molte destinazioni in ambito urbano, moltiplicando i disagi causati da una circolazione disagevole e dall'aumento delle operazioni di carico e scarico.
Anche la necessaria crescente differenziazione e settorizzazione delle tipologie di vettori non gioca a vantaggio della diffusione del modello: la tipologia di veicolo da adibire a ciascun trasporto sarà sempre più specifica a seconda di quelle che saranno le merci da recapitare (veicoli agili ed elettrici per l’e-commerce delle zone urbane e la last mile delivery, bilici a gas naturale o idrogeno per le tratte lunghe o i grossi volumi…) diminuendo conseguentemente le possibilità di trasporto di ciascun veicolo.
Ma le crescenti complicazioni delle Supply Chiain non possono non accrescere l’esigenza e la diffusione di un sistema di distribuzione più efficiente e sostenibile, ed il fenomeno del backhauling è destinato ad aumentare il proprio impatto nel corso dei prossimi anni.
Sicuramente il modello risulta più facilmente praticabile aumentando la scala della catena da servire, e percorsi di questo tipo risultano più praticabili collaborando con i grandi player della GDO o con le grandi multinazionali della distribuzione.
La digitalizzazione: un acceleratore di cambiamento
L’implementazione di un sistema di questo tipo verrà certamente favorita nei prossimi anni attraverso la crescente digitalizzazione del flusso informativo relativo al settore.
Uno dei principali ostacoli alla realizzazione di trasporti in backhauling è infatti la difficoltà di circolazione delle informazioni relative ai carichi da movimentare e ai vettori in movimento lungo la tratta da servire, così come la loro specifica capacità di carico ed il timing dei loro viaggi: la domanda e l’offerta non si incontrano, o, se lo fanno, hanno comunque difficoltà a farlo in maniera tempestiva ed agile.
Questo perché i loro sistemi fondamentalmente non comunicano tra di loro: persino all’interno della stessa organizzazione spesso i vari uffici non hanno facilità a far circolare le informazioni relative ai propri traffici, e spesso si ignorano percorsi di ottimizzazione che sarebbero di facile compimento di grande sostenibilità.
Un altro grosso freno alla possibilità di questa pratica è la gelosa cocciutaggine con cui le grandi organizzazioni custodiscono le informazioni relative al proprio flusso. Se opportunamente condivise su piattaforme in grado di essere consultate e fruite liberamente da tutte le terze parti coinvolte nella distribuzione, il mercato diventerebbe certamente più fiorente e le possibilità di backhauling certamente fiorirebbero, così come le possibilità di ottimizzazione per tutte le parti coinvolte.
La messa in pratica delle cosiddette “logistiche condivise” comporterà enormi possibilità da questo punto di vista, e la loro attuazione dipenderà fortemente da quanto continuamente le aziende del settore abbracceranno reali percorsi di digitalizzazione di ultima generazione, in grado da intercettare il flusso di “big data” proveniente dal mercato, interpretandolo opportunamente.
L’abbracciare una logica di condivisione del proprio flusso, a patto che questo possa essere informaticamente decodificato e gestito nella maniera più universale possibile, rappresenta (e rappresenterà) sempre di più una scelta orientata all’abbattimento dei costi di distribuzione e trasporto, in grado di accrescere notevolmente la resilienza delle singole catene distributive.

