FIMAC, la logistica di produzione spicca il volo con il magazzino verticale SILO²
L’azienda leader nella progettazione e produzione di apparecchiature aerospaziali, si è affidata a ITALIFT, distributore autorizzato ICAM, per la riorganizzazione del magazzino nel suo stabilimento di Senago (MI). Obiettivo: recuperare spazio prezioso a pavimento da destinare all’espansione delle lavorazioni “core”; custodire in maniera più adeguata componenti finiti, semilavorati e materie prime stoccate, dato il loro elevato valore strategico; avere la massima visibilità dello stock in real-time.
Materiali in grado di sviluppare performance estreme, prodotti frutto di uno sviluppo tecnologico che anticipa e, spesso, guida quello degli altri settori industriali, committenza estremamente esigente in termini di sicurezza e affidabilità: le aziende che operano nel settore Aerospaziale devono necessariemente avere nel loro DNA la ricerca del miglioramento continuo, pena l’estizione della loro stessa presenza dal mercato.
E la ricerca del miglioramento continuo è uno dei tratti distintivi di FIMAC, azienda di Senago (MI), attiva nella progettazione, sviluppo e produzione di apparecchiature aerospaziali, focalizzata principalmente sui sistemi di controllo ambientale (ECS) per aeromobili ed elicotteri e, equipaggiamenti idraulici e pneumatici - quali attuatori, ammortizzatori, valvole, aerofreni e comandi del carrello di atterraggio.
FIMAC, un secolo di storia dell’aeronautica
Fondata nel 1921 dal Cavaliere del Lavoro Vincenzo Callerio e dall’Ingegnere Alessandro Tebaldi, la produzione di FIMAC ha attraversato un secolo di storia dell’aeronautica, dapprima italiana fornendo prodotti montati sulla flotta di idrovolanti comandata dal generale Italo Balbo che nel 1933 attraversò l’Atlantico, per poi, negli anni ’70, spiccare il volo verso il mercato globale nell’aggiudicarsi gare internazionali per la progettazione e produzione di equipaggiamenti per il Tornado, le cui attività di manutenzione e fornitura di parti di ricambio sono ancora in corso.
Oggi FIMAC, sotto la guida di Renata Callerio, Presidente e Amministratore Delegato, continua a operare nel mercato internazionale dei velivoli militari, anche non pilotati; dagli anni ‘90 ha iniziato ad approcciare il mercato civile, in particolar modo il settore dei business jet, cui recentemente si sono aggiunti altri velivoli destinati al trasporto passeggeri. La maggior parte della produzione è destinata, direttamente o indirettamente, all’esportazione.
Le parole chiave della filiera aerospaziale: globalità, qualità e tempestività
La quantità e la diversità dei componenti di un velivolo, sia esso civile o militare, è numericamente impressionante: da quelli strutturali, a quelli non strutturali, come pompe e attuatori, la produzione di sistemi ed equipaggiamenti per il settore aerospaziale è molto variegata e distribuita globalmente.
La supply chain di questo settore si configura, quindi, come una delle più complesse e, allo stesso tempo, maggiormente frammentata: la maggior parte del valore di qualsiasi veilovolo, difatti, proviene da una molteplicità di piccole-medie imprese dislocate su territori differenti, ciascuna specializzata nella produzione di determinati componenti ed equipaggiamenti, assemblati poi ad un livello superiore della filiera.
Tutto deve essere perfettamente sincronizzato e ogni attore della filiera deve fare la sua parte affinchè l’output finale sia in linea con i requisiti qualitativi e temporali richiesti dal settore e chi non è in grado di garantire qualità e lead time rischia di restare fuori. FIMAC, pienamente consapevole di questo scenario, ogni anno investe ingenti risorse in R&D al fine di potersi proporre sul mercato sempre con prodotti d’avanguardia in grado di soddisfare gli standard qualitativi inflessibili richiesti dal comparto, nei tempi richiesti.
Ridisegnare lo spazio presente per la crescita futura
Al centro della proposta di valore di FIMAC vi è l’elevata qualità dei suoi equipaggiamenti, progettati e realizzati, su commessa, sulla base di specifiche tecniche ricevute dai committenti.
FIMAC gestisce internamente ogni fase della catena del valore: dalla progettazione all’approvvigionamento delle materie prime e/o parti e componenti, controllo qualità, produzione, testing, imballaggio, spedizione e assistenza tecnica.
Nel 2019, a fronte dell’avvio di nuovi progetti, il management di FIMAC ha deciso di intraprendere un percorso di ri-progettazione delle aree di magazzino per recuperare spazio da destinare alle nuove attività, migliorare le condizioni di stoccaggio degli articoli gestiti, incrementare l’efficienza operativa e ottimizzare, al contempo, il workflow dei materiali.
La scaffalatura tradizionale utilizzata fino a quel momento, difatti, creava molte inefficienze e sprechi in termini di spazio occupando circa 240 m² di superficie a pavimento e lasciando inutilizzato lo spazio tra i ripiani; in più, esponeva gli articoli stoccati a polvere; infine, questa soluzione costringeva gli operatori a prelevare e depositare manualmente gli articoli percorrendo lunghe distanze e utilizzando scale per recuperare la merce posta sui ripiani più alti.
Il progetto, che ha comportato un’attenta fase di analisi preliminare dello spazio disponibile, dei codici articoli, del workflow, dei tool informatici di gestione ed interconnessione, etc., è stato realizzato con il supporto di Italift, distributore autorizzato dei magazzini automatici ICAM.

Massima efficienza e sicurezza, in pochi metri quadri
L’iter progettuale si è concluso con l’implementazione del magazzino verticale multi-colonna SILO².
Composto da 3 colonne di stoccaggio, il magazzino automatico si sviluppa su quasi 5 metri di altezza e vanta una capacità di stoccaggio pari a 20,36 m³ in soli 21 m² (larghezza 7 m e profondità alla base di 2,9 m).
Il magazzino automatico SILO² si contraddistingue per la presenza di 2 baie di prelievo e deposito installate alle due estremità della macchina per consentire a 2 addetti di operare in parallelo, senza intralciarsi o rallentarsi l’un l’altro. La sua strategica installazione in prossimità della linea produttiva risponde appieno al principio della lean manufacturing, rendendo più efficiente il workflow dei materiali necessari alle lavorazioni in corso.
L’integrazione di una Barra LED presso ciascuna baia supporta gli operatori nell’immediata identificazione dello scomparto.
Sono circa 5.000 i codici articoli attualmente stoccati all’interno della struttura del SILO², al riparo da agenti esterni e accessi non autorizzati.
I materiali sono custoditi ed organizzati all’interno di 148 vassoi in acciaio zincato di dimensioni utili pari a L 1.953 x P 802 mm x H 41, che garantiscono una portata massima di 400 kg e una portata specifica di 250 kg/m².
Al fine di tenere il magazzino SILO² e tutti gli articoli stoccati al suo interno il più puliti possibile, Italift ha integrato un soffiatore in baia per evitare l’ingresso della polvere all’interno della struttura della macchina durante la fase di prelievo / deposito articolo.
Il deposito dei materiali all’interno dei vassoi del SILO² avviene dopo rigidi controlli di qualità; l’allocazione degli articoli avviene per “progetto” così da ridurre i tempi di movimentazione e prelievo.
I prodotti finiti non vengono stoccati perché, essendo realizzati a commessa, una volta terminati, vengono imballati e spediti.
Attualmente, sia il carico che lo scarico dei materiali avvengono manualmente tramite la digitazione dei codici articoli nel PC presente a bordo baia ma è in corso l’implementazione di un sistema di lettori QR code che automatizzerà queste attività.
Quotidianamente vengono eseguite circa 60 attività di picking e 10 di refilling; mediamente liste di prelievo.

Flussi integrati per la massima efficienza e tracciabilità
Le distinte di prelievo materiali vengono generate in automatico a partire dall’ordine di produzione.
Grazie all’interfacciamento di ICON, il software di gestione dei magazzini automatici ICAM con il gestionale aziendale di FIMAC, SILO² riceve automaticamente la lista degli articoli da prelevare e, in pochi minuti, porta in baia, uno dopo l’altro, i vassoi contenenti i materiali necessari, minimizzando i tempi di accesso: 66 vassoi diversi all’ora, considerando un tempo medio di picking / refilling sino a 30 secondi.
L’integrazione tra i due sistemi assicura la massima visibilità, tracciabilità e rintracciabilità di ogni articolo in ingresso o uscita dal magazzino verticale SILO², requisito fondamentale per operare nel settore Aerospaziale.

I vantaggi strategici e operativi dell’evoluzione 4.0
In un mercato in rapida trasformazione come quello dell’Aerospazio, dove i committenti chiedono ai fornitori una capacità di innovazione sempre maggiore, prodotti di qualità tecnologicamente all’avanguardia unitamente a lead time sempre più ristretti, la scelta di FIMAC di avviare un processo di trasformazione 4.0 del suo stabilimento di Senago (MI), si è rivelata una mossa vincente.
L’installazione del magazzino verticale SILO² in adiacenza alla linea produttiva ha consentito, sin da subito, non solo di ottimizzare il workflow interno dei materiali, ma anche di recuperare metri quadri preziosi per far fronte alla crescita strutturale dell’azienda: rispetto alla precedente soluzione di stoccaggio tradizionale, difatti, FIMAC ha ottenuto un risparmio di superficie a pavimento di circa il 90%, ovvero quasi 220 m².
La struttura completamente chiusa del magazzino SILO² ha migliorato notevolmente le condizioni di stoccaggio degli articoli, proteggendoli dalla polvere.
La gestione informatizzata ha garantito la tracciabilità in tempo reale di ogni articolo stoccato, la gestione dei lotti, e il monitoraggio delle scorte.
Ne è derivato un notevole incremento dell’efficienza operativa e una significativa riduzione dei costi di gestione.

