Industria 5.0, cosa significa?
«L’Industria 4.0 non è il quadro giusto per raggiungere gli obiettivi europei per il 2030», scrive il comitato di esperti indipendenti dell’ESIR (Expert group on the economic and societal impact of research and innovation) che fornisce alla Commissione europea consulenza strategica all’interno della direzione generale Ricerca e Innovazione.
«Senza una strategia industriale verde e sociale – continuano gli esperti - l’Unione europea non riuscirà ad avere successo nella transizione verso un’economia completamente nuova nell’arco di una generazione».
L'Europa si trova di fronte a un triplice imperativo: proteggere, preparare e trasformare, in modo da poter affrontare la più grande sfida che l'umanità abbia mai affrontato: il cambiamento climatico e il collasso della biodiversità.
Una sfida enorme: come trasformare la vita umana abbastanza rapidamente da consentire a otto miliardi di persone di vivere in modo sostenibile e pacifico entro i limiti del pianeta? L’Europa è chiamata a promuovere una profonda trasformazione dell'economia a livello globale, andando oltre la crescita determinata dal solo Prodotto Interno Lordo (PIL) e abbracciando una nuova strategia industriale: il progetto “Industria 5.0”.
La crisi legata alla pandemia COVID-19 ci deve far capire che il solo obiettivo di crescita, basato sull'estrazione di valore, sull'uso di materiali e risorse ad alta intensità energetica, dispendioso e inquinante, nonché su un approccio di capitalismo a brevissimo termine, non aiuterà il mondo a raggiungere uno sviluppo sostenibile nei modi che rispettino anche il pianeta in cui viviamo. Ecco perché dunque l’Europa deve TRASFORMARE radicalmente la sua economia, i suoi modi di vita e il suo rapporto con l'ambiente.
La trasformazione è urgente e sarà necessaria a tutti i livelli di governo, economia e società, se l'Europa vuole costruire un percorso verso la prosperità a medio e lungo termine.
Il ruolo dell'industria è dunque fondamentale. Senza una profonda trasformazione industriale, sarà impossibile per l'Europa realizzare la sua ambizione di diventare un'economia più resiliente, sostenibile, circolare e rigenerativa, preservando e alimentando al contempo la sua competitività a livello internazionale. È necessaria una nuova visione molto più ambiziosa e sistemica per l'industria europea rispetto a quella attualmente proposta dalla strategia Industriale 4.0.
Questo adeguamento comporta una riprogettazione fondamentale delle catene del valore (Supply Chain) per fare in modo che queste accolgano le nuove possibilità tecnologiche, la sostenibilità, l'applicazione dei principi di progettazione economica circolare e gli approcci rigenerativi.
L'industria deve quindi essere rigenerativa e riparatrice per progettazione e per azione, "restituendo" le risorse utilizzate in passato, interdipendente con il mondo naturale, adattabile al cambiamento e basata sulla responsabilità fondamentale per la giustizia sociale.
Ecco, dunque, che il comitato propone una nuova e audace visione per l'Industria 5.0, in grado di integrare e poi sostituire il piano Industria 4.0.
Quest’ultima ha rappresentato un paradigma essenzialmente tecnologico, incentrato sull'emergere di oggetti cyber-fisici, che offre una promessa di maggiore efficienza attraverso la connettività digitale e l'intelligenza artificiale. Tuttavia, essa, così come concepita attualmente, non è adatta allo scopo in un contesto di crisi climatica ed emergenza planetaria, né affronta profonde tensioni sociali. Al contrario, è strutturalmente allineata con l'ottimizzazione dei modelli di business e del pensiero economico che sono le cause profonde delle minacce che ci troviamo ad affrontare.
L'Industria 4.0 è priva dei concetti di progettazione e prestazioni che saranno indispensabili per rendere possibile la trasformazione sistemica e per garantire il necessario disaccoppiamento dell'uso delle risorse e dei materiali dagli impatti ambientali, climatici e sociali negativi. Queste dimensioni includono:
- caratteristiche rigenerative della trasformazione industriale, che includono sia l'economia circolare che i cicli di feedback riparativo positivi, non come un ripensamento, ma come un pilastro fondamentale della progettazione di intere catene del valore;
- una dimensione intrinsecamente sociale, che richiede attenzione al benessere dei lavoratori, alla necessità di inclusione sociale e all'adozione di tecnologie che non sostituiscano, ma anzi integrino le capacità umane ove possibile;
- una dimensione ambientale obbligatoria, che porta alla promozione di una trasformazione che elimini l'uso di combustibili fossili, promuova l'efficienza energetica, attinga a soluzioni basate sulla natura, rigeneri le fonti di assorbimento del carbonio, ripristini la biodiversità e crei nuovi modi di prosperare nel rispetto dell'interdipendenza con i sistemi naturali.
La visione per l'"Industria 5.0" che il report propone va oltre un focus ristretto e tradizionale sulla crescita abilitata dalla tecnologia o dall'economia dell'attuale modello economico estrattivo, guidato dalla produzione e dal consumo, verso una visione più trasformativa della crescita che si concentra sul progresso e sul benessere umano basato sulla riduzione e sullo spostamento dei consumi verso nuove forme di creazione di valore economico sostenibile, circolare e rigenerativo e di prosperità equa. Piuttosto che rappresentare un balzo in avanti tecnologico, l'Industria 5.0 in realtà annida l'approccio dell'Industria 4.0 in un contesto più ampio, fornendo uno scopo rigenerativo e una direzionalità alla trasformazione tecnologica della produzione industriale per le persone, il pianeta e la prosperità piuttosto che la semplice estrazione di valore a beneficio degli azionisti.
Un approccio all'Industria 5.0 ha conseguenze molto importanti per la strategia industriale dell'Unione Europea in generale. Richiede nuovi orientamenti economici per le prestazioni dell'industria, una nuova progettazione dei modelli di business, delle catene del valore e delle catene di approvvigionamento, un nuovo scopo per la trasformazione digitale, nuovi approcci all'elaborazione delle politiche in collaborazione con le imprese e l'industria, nuove capacità e approcci alla ricerca e all'innovazione, nonché una coerenza verticale e orizzontale agendo a tutti i livelli di governo e attraverso norme internazionali.
L'Industria 5.0 rappresenta quindi un’evoluzione dell'Industria 4.0, introducendo un nuovo paradigma che enfatizza l'umanizzazione dei processi produttivi e l'integrazione della sostenibilità come pilastro fondamentale. Questa nuova visione si distingue per la sua capacità di armonizzare tecnologia avanzata e valori umanistici, puntando a un progresso che rispetti sia l'ambiente sia il benessere sociale.
Nel contesto della sostenibilità l’Industria 5.0 incorpora le pratiche sostenibili come l’efficienza delle risorse, la riduzione dei rifiuti e le tecnologie verdi ad una sostenibilità che viene integrata nelle operazioni ed anche nel modello di business per affrontatore e raggiungere gli obiettivi sostenibili.

