Il KPI logistico più sopravvalutato di tutti: perché l’OTIF da solo non basta
Nella logistica e nella supply chain i KPI logistici sono fondamentali per misurare le performance operative, identificare inefficienze e guidare le decisioni strategiche. Tuttavia, non tutti gli indicatori hanno lo stesso valore analitico. Alcuni indicatori di performance vengono utilizzati così frequentemente da diventare quasi un riferimento automatico, anche quando non rappresentano realmente la qualità complessiva del sistema logistico.
Tra questi, uno dei più discussi è l’OTIF (On Time In Full), spesso considerato il KPI principale per valutare l’efficacia delle operazioni logistiche. Sebbene sia un indicatore utile, molti esperti ritengono che l’OTIF sia anche uno dei KPI logistici più sopravvalutati, soprattutto quando viene utilizzato come unico parametro di riferimento.
Cos’è il KPI OTIF e perché è così diffuso
L’OTIF misura la percentuale di ordini consegnati in tempo e completi. In altre parole, valuta se la consegna è avvenuta:
- alla data prevista
- con tutte le quantità ordinate
- senza errori di spedizione
La formula è generalmente espressa come:
| Indicatore | Formula semplificata |
|---|---|
| OTIF | Ordini consegnati puntuali e completi / Totale ordini spediti |
Questo indicatore è molto diffuso perché collega direttamente le performance logistiche al livello di servizio al cliente. Per molte aziende, soprattutto nella distribuzione e nel retail, mantenere un alto livello di OTIF è essenziale per soddisfare i requisiti dei clienti e dei partner commerciali.
Perché l’OTIF può essere un KPI sopravvalutato
Nonostante la sua diffusione, l’OTIF presenta alcuni limiti che possono renderlo un indicatore incompleto se utilizzato da solo.
I principali problemi includono:
- non misura l’efficienza dei costi logistici
- non evidenzia la produttività operativa
- non indica la sostenibilità dei processi
- non riflette la complessità della gestione della supply chain
Un’azienda può infatti raggiungere un OTIF molto elevato aumentando drasticamente i costi logistici, ad esempio utilizzando trasporti urgenti o mantenendo livelli di scorte molto elevati. In questi casi il KPI sembra positivo, ma il sistema logistico nel suo complesso può risultare inefficiente.
Quando un KPI logistico crea comportamenti distorti
Un altro limite degli indicatori troppo focalizzati è il rischio di generare comportamenti operativi distorti. Quando l’intera organizzazione è valutata su un unico KPI, i processi tendono ad adattarsi per massimizzare quel valore, anche a discapito di altri obiettivi.
Nel caso dell’OTIF, alcune conseguenze possono includere:
- aumento eccessivo delle scorte di sicurezza
- uso frequente di spedizioni urgenti
- priorità operative sbilanciate verso alcuni clienti
- riduzione della visibilità sui costi logistici reali
Questo fenomeno è noto nella gestione delle performance come Goodhart’s Law: quando una metrica diventa un obiettivo, tende a perdere il suo valore come indicatore.
Altri KPI logistici che completano la valutazione delle performance
Per ottenere una visione più completa delle performance della supply chain, è necessario affiancare l’OTIF ad altri KPI logistici.
| KPI logistico | Cosa misura |
|---|---|
| Cost to serve | Costo totale della logistica per cliente o ordine |
| Order cycle time | Tempo totale tra ordine e consegna |
| Productivity picking | Produttività degli operatori di magazzino |
| Inventory turnover | Rotazione delle scorte |
| Perfect order rate | Ordini perfetti senza errori o ritardi |
Utilizzare un sistema bilanciato di indicatori consente di valutare non solo il livello di servizio, ma anche l’efficienza operativa e la sostenibilità economica della logistica.
Esempio pratico: quando un OTIF elevato nasconde inefficienze
Consideriamo due aziende con lo stesso livello di servizio al cliente.
| Azienda | OTIF | Costo logistico | Rotazione stock |
|---|---|---|---|
| Azienda A | 97% | 12% del fatturato | 4 giri/anno |
| Azienda B | 96% | 8% del fatturato | 8 giri/anno |
In questo caso l’azienda A ha un OTIF leggermente superiore, ma mantiene livelli di stock più elevati e costi logistici significativamente maggiori. Senza altri KPI, l’analisi delle performance sarebbe incompleta.
Conclusione
Nella gestione della logistica e della supply chain, gli indicatori di performance sono strumenti essenziali per comprendere l’efficacia dei processi. Tuttavia, affidarsi a un solo indicatore può portare a valutazioni distorte.
L’OTIF rimane un KPI importante per misurare il livello di servizio, ma non può rappresentare da solo la qualità di un sistema logistico. Solo un insieme bilanciato di KPI logistici che includa costi, efficienza operativa e gestione delle scorte può fornire una visione completa delle performance della supply chain.

