Come funziona il picking di magazzino con i robot collaborativi
La robotica collaborativa mobile è la grande protagonista tecnologica dei magazzini e dei centri logistici di tutto il mondo. Anche in Italia, sempre più aziende, di qualsiasi tipologia e dimensione, stanno scegliendo di far aiutare i propri addetti alla logistica dai robot collaborativi o cobot mobile. Un trend, inevitabilmente, destinato a crescere sempre di più.
I falsi miti sulla robotica collaborativa mobile
Fino a poco tempo fa, potremmo dire fino allo scoppio dell’emergenza Covid-19, molte aziende, soprattutto italiane, si mostravano piuttosto scettiche riguardo l’utilizzo dei robot in ambiente logistico per vari motivi.
Innanzitutto si è faticato a comprendere che i robot collaborativi, come si evince dal nome, non sostituiscono le persone ma collaborano pienamente e in totale sicurezza con esse, per rendere le loro attività meno faticose, routinarie e pericolose. Altro scoglio iniziale era quello del costo, i cobot venivano percepiti come oggetti carissimi, non alla portata di tutte le aziende.
Una credenza che, come sempre accade in questi casi è stata smentita in maniera automatica dal mercato e dall’esperienza: chi ha investito sui robot collaborativi mobile ha avuto un ritorno economico immediato attraverso un incremento, altrimenti impossibile, della produttività e dell’efficienza.
Come noto la robotica collaborativa mobile è perfetta per lo svolgimento di numerose attività in ambiente logistico e produttivo ma ce n’è una che più di tutta racchiude i vantaggi appena enunciati: il normale picking di magazzino. Questa è l’attività più frequente che gli operatori del magazzino sono chiamati a svolgere e, spessissimo, in maniera manuale attraverso il solo aiuto di un terminale barcode.
Come avviene il picking in un magazzino tradizionale?
In un magazzino non attrezzato con i cobot, infatti, lo scenario tipico è quello di un operatore logistico a cui viene fornita una lista di prelievo, con un certo numero di articoli da prelevare. Il nostro operatore quindi si recherà in magazzino e preleverà manualmente ogni articolo contenuto nella lista di prelievo e lo riporrà in un contenitore che inevitabilmente dovrà trascinarsi lungo le corsie in base alla posizione dei prodotti da prelevare. Una volta che l’operatore avrà evaso l’intera lista di prelievo, porterà tutti gli articoli contenuti nella lista nell’area destinata alla preparazione degli ordini ricevuti o, comunque, alla fase distributiva successiva.
Come avviene il picking in un magazzino con robot collaborativi mobile?
Immaginiamo che il nostro operatore abbia la stessa identica lista di prelievo dell’esempio precedente e che anche il posizionamento degli articoli sia il medesimo.
Quello che cambia è che in questo caso avrà un paio di robot collaborativi mobile a disposizione, uno dei quali già al suo fianco. Tutto ciò che dovrà fare sarà riporre ogni articolo negli appositi contenitori posti sul robot, finchè questi non saranno pieni. Quando il robot sarà completamente carico si muoverà in totale autonomia verso l’area di preparazione degli ordini, mentre il suo posto in asservimento al nostro operatore verrà preso da un secondo robot che ripeterà la stessa operazione del suo predecessore, dal quale sarà a sua volta rimpiazzato nel momento in cui sarà pieno e così via.
Il risultato è che una attività di picking manuale della durata di un’ora, con la stessa identica lista di prelievo si riduce a 20-25 minuti utilizzando un paio di robot collaborativi mobile. Pensiamo a un tale risparmio di tempo moltiplicato per tutte le attività di picking, tenendo in considerazione che i cobot possono lavorare anche 15-16 ore consecutive senza pause, ed è evidente il beneficio enorme in termini di produttività ed efficienza che i robot collaborativi mobile portano al magazzino e alla logistica di un’azienda.

