I cinque livelli di maturità del Supply Chain Planning, secondo Gartner
Qualunque sia il vostro settore di attività, dovete dotarvi degli strumenti giusti, e la supply chain non fa eccezioni. A seconda del livello di esperienza e della necessità di differenziarvi in maniera competitiva, adottate determinati strumenti, e ne cercate altri per avanzare al livello successivo. Nel suo intervento alla 2017 Supply Chain Management Executive Conference, l’analista Tim Payne identifica uno strumento per ogni livello di maturità della supply chain.
Tim afferma che il Livello 1 di maturità è rappresentato dai fogli di calcolo Excel. Lo definisce il nastro adesivo del Supply Chain Planning. La pianificazione è gestita in maniera autonoma dai diversi dipartimenti, e molte delle decisioni sono indipendenti. Le aziende alla ricerca di tecnologie in questa fase sono poco focalizzate: hanno bisogno di qualcosa che permetta una programmazione a livello dipartimentale. Le implementazioni sono in genere limitate e settoriali.
Payne associa il Livello 2 a un martello. Perché? In questa fase le aziende spostano l’attenzione dal dipartimento al processo. Vogliono adottare uno standard e pianificare la domanda in maniera coerente, implementando best practice e usando la storia della domanda per migliorare le previsioni di vendita. Lo strumento in questo caso è in genere un software di demand planning. È un valido strumento, ma utile per una sola funzione. (Avete mai sentito l’espressione “Quando hai un martello, tutto sembra un chiodo”?)
Il Livello 3 di maturità è secondo Gartner il coltellino svizzero del Supply Chain Planning. Le aziende hanno necessità di una maggiore integrazione, in modo che i piani della domanda guidino le decisioni relative ai piani di approvvigionamento delle scorte e di produzione. L’obiettivo principale è quello di ampliare la funzionalità dell’applicazione e integrare meglio il processo. In genere si abbandonano strumenti stand-alone che creano conflitti e disallineamenti a favore di una maggiore visibilità condivisa lungo tutta la catena distributiva. In questa fase in genere le aziende scelgono un sistema di pianificazione System of Record (SOR) che permette di collaborare, simulare scenari e gestire la pianificazione end-to-end. Secondo Gartner il Livello 3, indipendentemente dai miglioramenti apportati, può essere ingannevole. “Rappresenta una pietra miliare nel processo, non il punto finale”, afferma Payne. “Il Livello 3 non è un vantaggio competitivo, è un componente essenziale”.
Il Livello 4 di maturità è una combinazione del coltellino svizzero con l’automazione, secondo Payne. L’automazione rappresenta i cosiddetti System of Differentiation (SOD) che permettono di gestire la volatilità, la complessità e l’ambiguità. In questa fase, le aziende richiedono maggiore reattività e flessibilità, oltre che piani di domanda affidabili. La necessità è quella di integrare in maniera efficiente processi come Demand Planning, Inventory Replenishment, Order Promising, S&OP.
Una caratteristica importante della transizione da Livello 3 a Livello 4 è la necessità di una tecnologia che permetta di affrontare in maniera più informata decisioni complicate, e di valutare la migliore situazione. Payne afferma che questo ruolo è spesso affidato a un software MEIO, di Multi-Echelon Inventory Optimization: “Le aziende richiedono completa visibilità end-to-end lungo la catena distributiva per valutare la migliore allocazione delle scorte. Nel magazzino per le materie prime? Semilavorati? Prodotti finiti? E in questo caso, quale stadio di lavorazione, per soddisfare la meglio il livello di servizio e la variabilità della domanda?
Payne usa un robot per rappresentare il Livello 5. La tecnologia più spesso adottata in questa fase è la pianificazione algoritmica. Il punto centrale qui è la resilienza della supply chain, ottenuta tramite, velocità, scalabilità, algoritmi e automazione. Le aziende possono adottare modelli di business digitale e supply chain più estese, spesso con tonnellate di dati che fluiscono attraverso il sistema, anche generati dal cosiddetto Internet of Things.
Le organizzazioni non possono gestire questa fase semplicemente ampliando il team, ma richiedono una migliore produttività ai pianificatori che sono chiamati a portare valore al processo con la loro conoscenza del business. Payne usa l’analogia del cervello umano. La mente cosciente può gestire circa 4 stimoli al secondo, il subconscio rileva e risponde a circa 20 milioni di eventi o stimoli al secondo. Il livello più basso di maturità del processo di Supply Chain Planning corrisponde alla pianificazione cosciente. Quando progredite verso un livello di maturità più elevato, avete bisogno del subconscio: pianificazione algoritmica end-to-end, in collegamento con i partner commerciali, i fornitori, e i clienti, per ottimizzare la supply chain e renderla più agile nel vostro mercato.
Gartner vede le aziende avanzare lungo i livelli di maturità, da un miglioramento locale fino alla pianificazione automatica della supply chain, che permette un rapido adattamento alle variazioni. System of Record, System of Differentiation e System of Innovation caratterizzano i livelli più evoluti in termini di esperienza.
Livello di maturità
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Tecnologia Caratteristica ... |
Analogia |
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1 |
Fogli di calcolo |
Nastro adesivo |
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2 |
Demand Planning |
Un martello |
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3 |
Planning SOR |
Un coltellino svizzero |
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4 |
MEIO & SOD |
Automazione |
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5 |
Pianificazione algoritmica |
Un robot |

