8 considerazioni sulla pianificazione della supply chain post-COVID
Dave Food, Strategy Director di Prophetic Technology, ha discusso in un recente webinar come le aziende hanno risposto durante la crisi e ha indicato alcune linee guida per la pianificazione in vista della ripresa e dell'incertezza futura. Abbiamo riassunto i punti chiave della sua presentazione.
Iniziamo facendo il punto su dove siamo ora in conseguenza dell'ultima pandemia, COVID-19, e poi pensiamo a cosa significa in termini di rischi e opportunità future. In alcuni settori l’attività ha subito un rallentamento, in altri una notevole accelerazione, che costringe a prendere decisioni in minuti e ore. Questo ha portato a nuove priorità e a nuove regole.
In definitiva, siamo di fronte a un rompicapo, e per essere in grado di capire come risolvere un rompicapo, bisogna prima smontare per poi rimontare. Nella situazione attuale di risposta alla pandemia, emergono questi elementi chiave.
1 - La pandemia COVID-19 e l’impatto in Cina.
Ha determinato la chiusura della produzione e vincoli significativi sull'approvvigionamento. Possiamo vederne l'impatto su diversi settori: le filiere ne hanno risentito e il lead time è diventato improvvisamente impossibile da prevedere. Di conseguenza la pianificazione delle scorte si è fatta più complicata. È diventato difficile controllare e garantire il livello di servizio e questo ha portato a un impatto significativo sulla produzione e la fornitura.
2. I modelli di domanda sono diventati estremamente incerti in tempi rapidi.
I rivenditori hanno cercato di far fronte all’emergenza generando nuove logiche di prodotto fino a ridurre la gamma. Invece di tenere a magazzino 20 tipi diversi di carta igienica, hanno ad esempio ridotto la varietà a 10, per avere una maggiore possibilità di rifornire gli scaffali. Si tratta di un processo logico, che ha però portato ad altri cambiamenti inaspettati. Ad esempio, gli acquisti al punto vendita sono diminuiti mentre sono aumentati in modo esponenziale gli acquisti online.
3. La concorrenza aumenterà.
Man mano che i dati di domanda indicano una minore richiesta di determinati prodotti, le aziende si trovano con scorte in eccesso, spesso con data di scadenza ravvicinata, e devono pensare a come smaltirle. Le differenze di prezzo saranno ancora più evidenti, come la concorrenza anche in termini di promozioni, non necessariamente on-pack, ma certamente trade-off, che diventeranno sempre più complesse rendendo ancora più difficile l’interpretazione del segnale di domanda.
4. Impatto sulle quote di mercato.
I consumatori cercheranno di massimizzare la loro capacità di approvvigionamento e aumentare la probabilità di approvvigionamento massimo nel posto giusto al momento giusto. Che cosa comporterà? Quali opportunità nasceranno? Sicuramente sarà opportuno pensare a una rapida riconfigurazione e riconsiderare il modo in cui vediamo la fornitura e la creazione di nuovi portafogli di prodotti da introdurre rapidamente sul mercato.
5. Maggiore diversificazione.
Come conseguenza della diversificazione, sarà necessario migliorare la capacità di individuare nuovi trend dai primi segnali, analizzando i dati di domanda a livello granulare. Per garantire il livello di servizio saranno necessari sistemi in grado di valutare lo stato delle scorte lungo tutti i livelli senza aggiungere complessità al processo.
6. Le strategie di postponement possono cambiare.
Potrebbe essere necessario spostare il punto di postponement e questo potrebbe portare a una configurazione dinamica della supply chain con ritmi e politiche diverse. Quando consideriamo l'approvvigionamento, dobbiamo essere consapevoli che ci sarà scarsità, ci saranno limitazioni. Di conseguenza, sarà fondamentale saper decidere la locazione migliore dello stock. Vicino al cliente? Al punto di rifornimento? In realtà, probabilmente sarà un mix.
7. Le previsioni sono molto difficili.
Quali previsioni ci guideranno? Sono possibili diversi scenari di ritorno alla “normalità". Forse sarà una ripresa a V, o forse sarà un lento, graduale aumento a U. O forse sarà una crisi a W con le persone che ritornano al lavoro e alcune aziende in difficoltà economica che, di conseguenza, non resteranno sul mercato. La capacità di modellare rapidamente i nuovi scenari sarà necessaria per adattarsi alla nuova normalità.
8. Gli strumenti digitali saranno fondamentali.
L’aumento dei dati da analizzare richiederà strumenti per la pianificazione della supply chain, potenziati dall'intelligenza artificiale e dal machine learning, capaci di analizzare i dati di domanda e interpretare le informazioni.
Questo significa prendere decisioni importanti in merito alla variazione dei modelli di domanda, del mix di prodotti, e all'opportunità di sfruttare sia le capacità disponibili che possibili opportunità redditizie. Sono necessarie le capacità dei modelli “digital twin” per analizzare uno scenario, e quindi applicarlo alla supply chain in modo rapido ed efficace.
Come sarà il futuro per la tua azienda? Pensa ai rischi per la tua attività e a come puoi creare o modificare i processi di pianificazione per superare questa crisi e gestire l’incertezza futura. I processi S&OP sono validi perché è importante poter contare su una supply chain integrata end-to-end. Che tipo di strumenti potranno supportarci? Quali sono le scorte di cui disponiamo, e in che stato sono? Probabilmente avremo a che fare con diverse variabili che influenzeranno il modo in cui possiamo uscire vincenti.

