Intervista a Manuel Biella, Direttore Logistica in Coca-Cola HBC
Coca-Cola HBC Italia è il più grande produttore e distributore in Italia di "The Coca-Cola Company", ha oltre 2000 dipendenti, 26 linee di prodotti, 5 stabilimenti e 10 depositi. Copre il 95% dei volumi nazionali ed è una società controllata dal gruppo internazionale Coca-Cola HBC AG che è quotata alla borsa di Londra e opera con oltre 36000 dipendenti attraverso 68 stabilimenti e 324 centri logistici e magazzini servendo 2 milioni di clienti e oltre 581 milioni di consumatori finali in 28 paesi.
Manuel Biella
Country Logistics Director at Coca Cola HBC
Quale ruolo riveste all'interno di Coca-Cola?
Sono il direttore della logistica in Italia
Com'è articolata la struttura organizzativa della Supply Chain in Coca-Cola?
Da noi si parla più che altro di Operations, questa funzione comprende logistica, planning, manufacturing e sustainability.
Com'è articolato il network distributivo della sua azienda?
Abbiamo 5 stabilimenti, 10 magazzini distributivi e 23 transit point dedicati alla distribuzione dei nostri prodotti ai nostri clienti. I magazzino di stabilimento sono di nostra proprietà e gestiti in outsourcing mentre per quanto riguarda i 10 magazzini di distribuzione, 8 sono in outsourcing e 2 in gestione mista.
Quali sono i KPI che tenete maggiormente sotto controllo?
Noi monitoriamo innanzitutto il livello di servizio che siamo in grado di garantire ai nostri clienti, il più importante in questo senso è il Difotai declinato sui diversi canali commerciali;
misuriamo la conformità della consegna per quanto riguarda quantità e tempistica di consegna e misuriamo la correttezza della fatturazione. La moltiplicazione dei risultati su queste tre aree va a formare il Difotai. Un altro KPI di primaria importanza è la misura dell'efficienza del nostro network e dei nostri processi, misurata con il "Cost to Supply" come percentuale sul Net Sales Revenue. All'interno degli indicatori operativi un ruolo fondamentale è quello relativo alla saturazione dei mezzi, da cui scaturisce l'ecosostenibilità dei nostri trasporti.
Vista la vostra propensione all'outsourcing, immagino che teniate sotto controllo anche i KPI dei vostri partner logistici?
Certo, anche un modello organizzativo di outsourcing prevede un forte controllo dei parametri contrattuali, per questo motivo applichiamo routine di performance management molto stringenti, quindi continuiamo "a fare logistica" anche se l'attività più operativa viene terziarizzata. Livello di servizio, sia verso il mercato che verso la produzione, flessibilità ed efficienza sono i principali output che chiediamo ai nostri partner.
Quali sono stati o dove sono attualmente concentrati gli sforzi destinati al miglioramento?
Noi abbiamo un approccio al miglioramento di tipo continuo su tutti i processi logistici. Negli ultimi anni ci siamo concentrati principalmente sul passaggio alla piattaforma SAP di tutti i processi aziendali, compresi quelli logistici, e sulla rivisitazione continua del network logistico-produttivo in base all'andamento dei volumi e alla tipologia dei prodotti che immettiamo sul mercato. Negli ultimi tre anni ci siamo dedicati al modello organizzativo di gestione dei magazzini, area in cui abbiamo completato quest'anno il processo di outsourcing.
In futuro prevediamo di lavorare a livello organizzativo sia sull'integrazione della funzione logistica in una logica internazionale di gruppo, sia sull'integrazione di fornitori e clienti sviluppando il concetto di filiera collaborativa. Lavorando sempre in una logica di variabilizzazione dei costi logistici ci aspettiamo, grazie anche alle esperienze e competenze dei nostri partner più forti, di esplorare i benefici derivanti dall'automazione.
I risultati ottenuti fino ad oggi sembrano veramente soddisfacenti!
Sì, assolutamente. I progetti affrontati sono tutti stati progetti di successo.
Quali fra le voci di costo, fra scorte, magazzino e trasporto, prevale nella vostra azienda e come pensate di ridurla?
Sicuramente per noi la voce di costo più impegnativa è la distribuzione, ossia il trasporto. Noi raggiungiamo circa 5.000 punti di consegna ogni giorno in tutto il territorio italiano. Pensiamo di ridurre questo costo principalmente seguendo due strade: da un lato la via della partnership con i fornitori, dall'altro attraverso un lavoro di squadra al nostro interno, con tutte le varie funzioni aziendali, per comprendere al meglio i processi logistici dei nostri clienti e le loro esigenze.
Sono convinto che le ottimizzazioni che ogni singola funzione può fare al proprio interno siano arrivate ad una possibilità di miglioramento marginale. Quindi, per migliorarci sensibilmente, dobbiamo ripensare al modo di fare business, conoscere quanto il mercato esige e quanto è pronto ad offrire, introdurre nuove tecnologie e integrarci sempre di più con fornitori e clienti.
Ha accennato ad un vostro impegno nell'ambito della Ecosostenibilità. Avete quindi attivato azioni di Green Logistics?
Le numerose attività intraprese in Italia rientrano in un forte impegno a livello di Gruppo: Coca-Cola HBC AG ha infatti ottenuto, nel 2014, il rating A dal Carbon Disclosure Project (CDP) ed è stata inserita nell'indice Global Climate Performance Leadership del CDP*. Si tratta di un importante traguardo raggiunto dall'azienda, che sempre nel 2014 è stata nominata, per il settimo anno consecutivo negli Indici di Sostenibilità del Dow Jones (DJSI), leader mondiale nel settore delle società produttrici di bevande.
Questi risultati di successo a livello internazionale e il nostro impegno italiano sono possibili solo grazie all'attenzione all'ambiente, al luogo di lavoro, alle comunità in cui operiamo e al mercato. Tutte le attività in termini di Responsabilità Sociale di Coca-Cola HBC Italia sono consultabili sul sito dedicato www.lanostraricetta.it
Già da qualche anno in Italia abbiamo implementato per tutte le tratte possibili il trasporto intermodale e sempre di più lo stiamo implementando anche a livello di Gruppo. A breve saremo operativi, grazie al nostro partner logistico che effettua le consegne sulla città di Roma, con un progetto di full green logistics: i mezzi che andranno in consegna nel centro città saranno tutti elettrici e la ricarica delle batterie sarà effettuata attraverso pannelli fotovoltaici presenti sui tetti del magazzino, quindi da energia totalmente rinnovabile.
Che spazio date alla formazione? e che progetti avete in quest'ambito?
In tutto il 2014 faremo, nell'area operations, più di 18.000 ore di formazione. Consideriamo la formazione e l'inserimento di nuovi talenti il driver che ci guiderà e migliorerà le nostre performance nei prossimi anni. Nella logistica, nei prossimi 3-4 mesi, saranno inserite alcune risorse provenienti dalle Università, che saranno poi sottoposte ad un rigoroso programma di inserimento che prevederà dapprima la conoscenza del nostro mondo commerciale attraverso un periodo di tre mesi "sul mercato" per comprendere meglio le esigenze dei clienti, e poi il ritorno nella funzione logistica per sviluppare il percorso di carriera.
Io credo che "fare logistica" significhi essere di supporto alle strategie aziendali; i nostri obiettivi, e di conseguenza il nostro know how, non devono quindi essere orientati solamente al miglioramento della produttività e alla diminuzione dei costi (per questo ci si può avvalere anche del contributo di consulenti e partner logistici). Il ruolo del logistico in azienda è quello di mettersi a disposizione delle strategie di sviluppo e delle esigenze del mercato. Per farlo bisogna quindi conoscere bene i processi, ma anche il business. Le tante ore di formazione sono utili anche perché avendo ormai una forte propensione all'outsourcing non possiamo permetterci di perdere il controllo dei processi.
Quali sono i vostri obiettivi per il futuro?
Abbiamo due principali progetti: a livello organizzativo stiamo lavorando per inserire la funzione logistica Italia in un contesto di funzioni di Gruppo, a livello dei processi logistici lavoriamo sull'analisi delle reali esigenze dei nostri clienti. A tale riguardo abbiamo istituito un team dedicato all'interno della nostra funzione che si occupa dei Top Customer, il cui compito è quello di porsi come punto di contatto tra la nostra logistica interna e la logistica dei nostri clienti. Dobbiamo e vogliamo conoscere le esigenze del mondo della GDO e non solo.
Le piace lavorare nella Supply Chain?
Mi piace lavorare nella logistica principalmente per un motivo: il dinamismo che questa funzione ha nel suo DNA; da una parte ci sono le richieste del mercato, dall'altra ci sono dei processi produttivi. La logistica deve essere "agile" nel coniugare esigenze diverse. Fare logistica oggi significa portare dei servizi che siano coerenti e orientati agli obiettivi aziendali. La logistica non è una funzione "staccata", ma "in the middle of the project".
*Il CDP è un'organizzazione no profit in grado di fornire l'unico sistema mondiale che consente alle società di valutare, diffondere, gestire e condividere importanti informazioni riguardanti l'ambiente, invitando quindi le aziende a rendere noto il proprio impatto ambientale e ad adottare misure correttive per ridurlo.

