Gli errori nella preparazione degli ordini: un problema senza soluzione?
Secondo solo al tema della correttezza delle tariffe logistiche, in quanto a vastità e complessità, il tema degli errori commessi durante la preparazione degli ordini Cliente, oggi rappresenta un terreno minato nel quale le Aziende tentano innumerevoli soluzioni per riuscire a ridurre percentuali di incidenza che vanno dallo “zero virgola” fino al “dieci ed oltre percento”.
La “lamentela del Cliente”, il famigerato Claim, genera inevitabilmente un meccanismo di regressione della Logistica aziendale che è pericolosissimo da infiniti punti di vista: ogni reclamo ricevuto destabilizza gli equilibri, genera costi di risoluzione, mette in cattiva luce anche gli staff logistici meglio organizzati, e tutto questo a prescindere da quale sia stata “la causa radice” alla base dell’errore.
Se è vero che ogni magazzino, in relazione alla sua Morfologia, alla sua Organizzazione e, soprattutto alla tipologia di SKU gestita al proprio interno, ha particolarità talmente vaste da non poter costituire statistica, è altrettanto vero che esistono minimi comuni denominatori che sono alla base degli errori commessi.
Pensiamo alla composizione delle squadre di preparatori, al loro turn over e ai nuovi inserimenti in organico; ebbene, nel momento stesso in cui un operatore viene inerito nelle attività di picking gli si intima, con veemenza, di non commettere (mai e poi mai!) questi “maledetti” errori nella preparazione:
- Prelevare l'articolo sbagliato.
- Picking di quantità sbagliate.
- Scambio di articoli.
- Distribuire in maniera erronea gli articoli sugli scaffali.
- Non etichettare i prodotti.
- Mischiare articoli destinati a ordini differenti.
- Sostituire un articolo senza autorizzazione.
Sembrerebbe pleonastico ribadire come un buon processo di Handling e quindi la corretta movimentazione dei prodotti e della preparazione degli ordini rappresenta un modo per ridurre gli errori e aumentare l’efficienza; in sostanza però sembra valga la regola del “tutti ne parlano con estrema competenza” ma ciononostante la problematica è ancora presente: con tutte le sue evidenti conseguenze.
Citavo prima l’importanza di individuare le cause radice: questa operazione può essere condotta con successo se e solo se in precedenza è stato completamente eviscerato il fenomeno; questo è possibile solo attraverso un valido processo di misurazione degli errori commessi.
La stratificazione dei dati abbinati agli errori commessi lungo il processo, la distinzione tra fenomeni ricorrenti (presumibilmente abbinabili a cause comuni) e di eventi sporadici ( più propriamente legati a cause speciali), l’identificazione temporale e spaziale degli errori, sono tutte tecniche e analisi da mettere in atto per chiarire, una volta per tutte, l’evoluzione del Fenomeno che troppo genericamente usiamo chiamare “l’Errore di preparazione”.
Il Fattore umano resta pur sempre la causa più incidente; gli operatori della logistica devono per questo essere ben formati e conoscere le metodologie di stoccaggio.
Certo, esistono una serie di concause che tendono ad amplificare gli effetti negativi degli Errori abbinati al Fattore umano; per questa ragione, evitando la perversa teoria degli alibi, è fondamentale eliminare ogni aspetto di contesto e processo che possa contribuire a che le persone sbaglino e, ancor di più si deve creare un contesto che induca a sbagliare sempre meno durante le fasi di preparazione degli ordini e che, a fronte di un possibile errore che si sta per compiere esistano degli Alert ( ovvero POKA YOKE come li chiamerebbero gli amanti della LEAN!) che richiamino l’attenzione del preparatore e lo guidino affinché possa correggere, in tempo utile il suo errore.
La nuova frontiera dei sistemi di intelligenza artificiale applicati alla logistica, oggi, ha questo come obiettivo, direi ancor meglio come “Mantra”: risolvere il problema dell’errore logistico ancor prima che si possa manifestare.
Esistono quindi Sistemi di “Computer Vision” che, partendo dall’abbinamento delle immagini con la tracciabilità di processo, sono in grado di comprendere se l’operazione in corso, relativa al prelievo del Collo specifico, sia corretta oppure no.
Questo funziona come un vero e proprio sistema di feedback temporale: il sistema avviserà direttamente l'operatore ogni volta che si verifica un errore di prelievo, consentendo loro di rettificare l'errore e prevenire l'insorgere di potenziali reclami. Il sistema fornirà un feedback diretto all'operatore.
Si stima che tali Sistemi di Intelligenza artificiale, raggiunte le condizioni di regime e correttamente “allenati”, possano garantire una capacità di rilevamento fino al 90% degli errori di prelievo.
