Il neurobiologo Mancuso: “usiamo strumenti digitali evoluti con una mentalità neolitica”
Z!ng – Zone of Innovation & Growth (Var Group)
- Dal palco di “Z!ng”, evento dedicato al digitale organizzato da Var Group, l’appello dello scienziato a ripensare società e organizzazioni per restare competitivi e sopravvivere come specie
- Pontremoli (Dallara): “Non si applica il ROI ai progetti di AI. L’Italia innovi e sia veloce sul mercato”
Rimini, 24 ottobre 2025 – Conclusa la seconda giornata di Z!NG – Zone of Innovation & Growth, l’evento Var Group che ha portato a Rimini oltre 2000 persone tra aziende, consulenti, esperti di tecnologia in uno dei più grandi eventi sull’Intelligenza Artificiale in Italia.
Sul palco, insieme a Francesca Moriani, Ceo di Var Group, anche Ameca, il robot dalle sembianze umane più evoluto al mondo e, tra gli altri, Alec Ross autore, imprenditore e consigliere per l’Innovazione di Hillary Clinton e Barak Obama, l’esperto di management Doug Kirkpatrick, Ceo di D’Artagnan Advisors, Mia Ceran, giornalista e conduttrice televisiva, Stefano Mancuso, Neurobiologo Direttore del Laboratorio Internazionale di Neurobiologia Vegetale, Andrea Pontremoli, CEO e Partner di Dallara, Lorenzo Maternini, CEO di Perspective AI, Luna Bianchi, Co-fondatrice e Co-CEO Immanence, Co-founder e AD di Decentral, ma anche leggende dello sport come Federica Pellegrini e Julio Velasco.

Gli ospiti hanno affrontato da angolazioni e visioni diverse il tema dell’integrazione tra intelligenze (artificiale, umana e organizzativa) e la connessione con i temi dei nuovi modelli organizzativi e di leadership.
Il neurobiologo Stefano Mancuso ha paragonato l’organizzazione delle piante a un modello di intelligenza distribuita, capace di resistere e adattarsi, a differenza delle strutture gerarchiche tipiche delle società umane. Ha sostenuto la necessità di ripensare il modo in cui costruiamo le nostre organizzazioni: “Le nostre organizzazioni imitano il corpo umano: una testa che comanda e organi che eseguono. La trasmissione del comando attraversa troppi livelli, così l’unico vantaggio - la velocità di prendere decisioni - si perde. Chi progetta sistemi robusti lo sa: serve ridondanza. Se un pezzo si rompe, un altro deve poterlo sostituire. Le piante non hanno organi specializzati, ma funzioni distribuite, cosa che le rende incredibilmente più resistenti e capaci di creare reti e comunità. Gli esseri umani hanno fatto un salto evolutivo straordinario grazie alla scienza, ma continuano a usare strumenti avanzatissimi con una mentalità neolitica. Le nostre organizzazioni sono primitive, basate sull’accentramento del potere, sulla verticalità. E questo non reggerà. Se vogliamo che la nostra specie continui a evolversi, dobbiamo imparare dalle piante: decentralizzare, distribuire, cooperare”.

Doug Kirkpatric, esperto di management ha portato sul palco la sua esperienza come fondatore di un’azienda, The Morning Star Company, il più grande trasformatore di pomodori al mondo, non organizzata in modo verticistico. Ha affermato: “Abbiamo costruito tutto credendo nelle persone, nella loro libertà e nella loro responsabilità.” Ha offrendo una riflessione sul modello di leadership basato sulla fiducia, che ribalta la logica del controllo e restituisce valore all’autonomia.
Lorenzo Maternini, CEO di Perspective AI ha invece affrontato il tema dell’uso dell’AI nel mondo business. “Secondo il MIT, il 95 % dei progetti di AI generativa fallisce, non perché l’AI non funzioni, ma perché non funziona il modo in cui viene implementata” - ha dichiarato. “Nel 2025, sono stati investiti a livello mondiale 200 miliardi in startup che stanno sviluppando tecnologia basate sul machine learning e intelligenza artificiale. L'anno prima eravamo a 100 miliardi, mentre nel 2023 a 50 miliardi. Parallelamente, solo quest’anno il 42% delle aziende sta dismettendo le sperimentazioni con intelligenza artificiale; l'anno scorso erano il 17. Ma leggendo con attenzione questi dati emerge che il fattore dominante è sempre la mancanza di analisi delle condizioni. Il report del MIT è chiaro: le aziende che falliscono con l’AI non sono quelle che hanno sbagliato modello, ma quelle che non hanno investito nelle pre-condizioni”.
Per concludere, la prospettiva aziendale con Andrea Pontremoli, CEO e Partner di Dallara: “Oggi non basta essere grandi, bisogna essere veloci: non c’è più il pesce grande che mangia il piccolo, ma un pesce veloce che mangia il lento. Nel mio lavoro, costruisco macchine da corsa: la velocità è tutto. E ho capito che il modo più semplice e meno costoso per essere veloci è partire prima. Chi parte prima capitalizza su ciò che già conosce, non deve ricostruire tutto da capo. L’intelligenza artificiale può accelerare il percorso, ma siamo noi a decidere la direzione”. E ancora: “È sbagliato pensare all’intelligenza artificiale come a una tecnologia misurabile in termini di ritorno sull’investimento. Deve diventare parte della cultura aziendale, essere adottata da ogni reparto, in ogni ambito. Qui entra in gioco il leader: una figura che sa che, per quanto preparato, ci sono tratti della vita che non si possono calcolare. Il vero coraggio del leader è immaginare il futuro e saper condividere il sogno. Perché un sogno condiviso diventa realtà”.
Var Group
Var Group è l’operatore leader nel settore dei servizi e delle soluzioni digitali, con un fatturato di 875,7 milioni di Euro al 30 aprile 2025. Grazie alla professionalità delle oltre 4243 persone, accompagna le imprese nel loro percorso di trasformazione digitale. Ha una presenza territoriale in 16 paesi nel mondo (Italia, Albania, Andorra, Austria, Benelux, Brasile, Francia, Germania, India, Messico, Romania, Spagna, Svizzera, Thailandia, Tunisia e USA) e una profonda conoscenza dei processi aziendali che le permettono di essere vicina agli imprenditori nella definizione di modelli di business evoluti. L’offerta Var Group si arricchisce costantemente grazie alla ricerca continua e alla stretta collaborazione con i più importanti brand tecnologici e digitali, start up e poli universitari, che le consentono di essere al fianco dei maggiori distretti industriali quali Food & Beverage, Pharma, Automotive, Mechanical, Fashion & Luxury, Furniture, GDO & Retail, Finance e PA, esaltandone l'eccellenza. La sinergia e la specializzazione dei suoi centri di competenza permettono alle imprese di sfruttare al meglio i benefici del digitale e di sviluppare progetti in ambito Multimedia & Workspaces, Business Applications, Digital Experience, Industry Solutions, Cyber Security, Data Science, Digital as a Service, Digital Evolution, Industrial Digital Twin e Sustainability Solutions.
Nel novembre 2024 si è riconfermata per il terzo anno consecutivo un Great Place To Work Italia, posizionandosi nella top 10 della “Classifica Best Workplaces™ Italia 2025” con oltre 1000 persone. Var Group aderisce al Global Compact ONU, promuove attivamente il suo impegno in ambito ESG sviluppando numerosi progetti, documentati nel primo bilancio di sostenibilità volontario del 2024.
Fa parte del Gruppo Sesa, operatore di riferimento in Italia nell’offerta di innovazione tecnologica e soluzioni informatiche e digitali per il segmento business con ricavi consolidati per Euro 3,357 Miliardi di ricavi al 30 aprile 2025. Sesa S.p.A. è quotata sul mercato Euronext STAR Milano e persegue una strategia di sviluppo sostenibile a beneficio dei propri Stakeholder basata sulle competenze delle risorse umane e l’attenzione alla responsabilità ambientale e sociale.

